Ragazzi che gelo nei giorni scorsi, solo da ieri si è tornati un po' sopra lo zero. Al mattino sembravo l'omino michelin da tanti strati che avevo addosso.
Io e l'inverno proprio non siamo compatibili, non ci posso fare niente. Unica coccola in questa stagione sono le pigre serate passate sul divano imbaccuccata sotto la mia copertina di pile (tipo Linus) e le pietanze che accompagnano questa fredda stagione: polenta, brasati, risotti, lasagne... e anche minestre.
Come ho già detto altre volte il mio lui non le ama particolarmente, quindi le preparo praticamente solo per me. Io ogni tanto ne sento proprio il bisogno.... un buon brodo con verdure di stagione, caldo e rifocillante.
sabato 21 gennaio 2012
martedì 17 gennaio 2012
Una "Pangea" di sapori
Pangea: dal greco pan "tutto" e gea "terra".
La Pangea era l'unica terra emersa prima che questa si dividesse e, per effetto della deriva dei continenti, formasse l'attuale aspetto del nostro pianeta. Le terre sono state divise dagli oceani e si sono create enormi distanze fra le varie culture.
Ma il cibo può essere un elemento di unione e di legame tra territori, razze, popoli. Cucinare è riuscire a mescolare con sapienza elementi disgregati e differenti. Sapori e consistenze danno così vita ad un'armonia e si riuniscono a formare un'unità.

La Pangea era l'unica terra emersa prima che questa si dividesse e, per effetto della deriva dei continenti, formasse l'attuale aspetto del nostro pianeta. Le terre sono state divise dagli oceani e si sono create enormi distanze fra le varie culture.
Ma il cibo può essere un elemento di unione e di legame tra territori, razze, popoli. Cucinare è riuscire a mescolare con sapienza elementi disgregati e differenti. Sapori e consistenze danno così vita ad un'armonia e si riuniscono a formare un'unità.
Pangea
è il titolo che darei alla nuova scultura di Stefano Bianco... tante razze, culture e popoli diversi, divisi da acqua e terre, ma riuniti in questa sfera celeste chiamata Terra.
E questa è la ricetta con la quale partecipo al contest Carving in the kitchen - ricetta n. 10 perché come ho scritto all'inizio del post è una mescolanza di "sapori, profumi, culture, tradizioni ... Italia, Sicilia, Francia, Europa, Africa ... verdure, semola, zafferano, uova ... Che bello mischiare e lasciarsi poi sorpendere dal risultato ... sarà per questo motivo che amo così tanto la cucina??!!!"
Clafoutis salati con caponatina su couscous allo zafferano
sabato 14 gennaio 2012
Risotto al radicchio e clementine
Mi piacciono moltissimo le clementine, perché sono senza semi. Le adoro quando sono freschissime, sode, succose e asprine. Le conservo in frigorifero perché mi piace, mentre le mangio, sentire il fresco in bocca; mi danno un idea di sano e di dissetante e sicuramente sono un pieno di vitamine nel periodo invernale.
Le odio invece profondamente quando, passato un po' di tempo, diventano mollicce e di un dolce quasi nauseante. Per non buttarle le ho riscoperte utilizzandole nella preparazione di un risotto tradizionale, ma che, con il succo di questo agrume, diventa molto particolare. Provate!
Le odio invece profondamente quando, passato un po' di tempo, diventano mollicce e di un dolce quasi nauseante. Per non buttarle le ho riscoperte utilizzandole nella preparazione di un risotto tradizionale, ma che, con il succo di questo agrume, diventa molto particolare. Provate!
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