«È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita.» William Shakespeare
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mercoledì 2 dicembre 2009

Riso rosso con purea di cavolo cappuccio e nocciole

Del fragrante e profumato riso rosso avevo già accennato in questa ricetta.
Trovo che questo riso sia mlto versatile; adattissimo come accompagnamento a piatti elaborati, ma anche ottimo mangiato da solo in purezza.
Merita di essere provato specie se siete amanti di riso e cereali; unica nota dolente secondo me è che purtroppo ha bisogno di una lunga cottura (circa 45/50 minuti).
Quindi, se non avete pazienza o avete poco tempo a disposizione, vi consiglio di prepararlo nella pentola a pressione risparmiando circa metà tempo.

Riso rosso con purea di cavolo cappuccio e nocciole

INGREDIENTI: per 4 persone
300 gr di riso rosso
500 gr di cavolo cappuccio
1/2 cipolla bianca
qualche bacca di ginepro
un dozzina di nocciole tostate
una noce di burro
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di salsa di soia scura
brodo vegetale q.b.
sale q.b.

PREPARAZIONE:
Fate soffriggere nel burro la cipolla tritata.
Tagliate finemente il cavolo cappuccio e fatelo brasare con qualche bacca di ginepro.
Regolate di sale e aggiungete 2 mestoli di brodo caldo. Fate cuocere dolcemente con coperchio aggiungendo altro liquido se serve.
Cuocete per circa 30 minuti o comunque fino a quando il cavolo non è diventato molto morbido e ha assorbito bene il brodo.
A questo punto frullate il tutto aggiungendo anche le nocciole fino ad ottenere una purea.
Lessate il riso in acqua salata e scolatelo.
Fate scaldare in padella l'olio extravergine e fate saltare il riso, aggiungendo la salsa di soia e mescolando per sgranare bene i chicchi.
Dividete il riso nei piatti e distribuitevi sopra qualche cucchiaiata di purea di cavolo.
Volendo potete arricchire il piatto con un'insalatina di cavolo cappuccio crudo condita con poco olio e un pizzico di sale e qualche nocciola.

domenica 1 marzo 2009

Brasato d'asino speziato

Asino! No, non è un insulto. E' quello che ho esclamato davanti al banco carne del supermercato.
La carne d'asino non si vede spesso in macelleria e appena me lo sono trovato davanti non ho resistito.
Avevo sempre mangiato il brasato d'asino al ristorante, anche perché da queste parti è un piatto abbastanza tradizionale, ma volevo provare a cucinarlo con le mie manine e così dopo l'acquisto è partita la "caccia" alla miglior ricetta per gustarlo al meglio.
Ho elaborato questa ricetta partendo da un tradizionale brasato d'asino, ma insaporendolo e profumandolo con spezie ed aromi.

Brasati e stufati, spezzatini e bolliti appartengono tutti alla famiglia degli umidi. La carne preparata in questo modo deve essere cotta a lungo e lentamente, in casseruole o pentole coperte, con l'aggiunta di verdure, erbe aromatiche e di un liquido che potrà essere, a scelta, brodo, vino, acqua, salsa di pomodoro o altro.
La prolungata cottura è compensata dal fatto che i tagli di carne usati sono più economici e che la pietanza così preparata è molto nutriente e ricca di vitamine e sali minerali oltre che di proteine.

La scelta della carne:
Tutte le preparazioni a cottura lenta offrono il vantaggio di poter usufruire di tagli di seconda o terza scelta, che sono meno costosi e più adatti, per sapore, ricchezza di grasso e sugo, ad essere cucinati in umido.

I tagli più indicati per questi tipi di cotttura:
spalla, reale, pesce, fiocco, coda, ossibuchi, spinacino, scannello, geretto. cappello del prete, magatello, fusello, scamone, lingua.

Marinatura:
Per insaporire la carne, specie se di selvaggina o cacciagione, o come in qesto caso per ammorbidire dei tagli tendenzialmente piuttosto duri, è bene farla marinare per molte ore, con un trito di verdure, spezie ed erbe aromatiche. Si dovrà ricoprire poi con vino, od olio e succo di limone e lasciarla a bagno per molte ore.
Si deve avere l'accortezza di non usare recipienti di metallo o in plastica in quanto potrebbero cedere sostanze dannose ai cibi, specialmente se a contatto con ingredienti acidi. Ceramica, porcellana, vetro e pyrex sono tutti materiali adatti alla marinatura. Non lasciate mai i cibi a marinare fuori dal frigorifero.

Cottura:
Fate sigillare bene la carne nel condimento scelto (burro, olio, lardo o pancetta) rosolandola su tutti i lati. Unite le verdure e bagnate con il liquido. Mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco basso o in forno a 180°. Il tempo di cottura varia a seconda del pezzo e del peso della carne, dalle 2 alle 4 ore.

Brasato d'asino speziato

INGREDIENTI:
1 kg di reale d'asino (senza osso)
1 litro di vino rosso corposo
30 gr. di pancetta tesa
1 cipolla
2 carote
1 spicchio d'aglio
10 chiodi di garofano
10 bacche di ginepro
1 pezzetto di stecca di cannella
pepe nero macinato fresco
1 rametto di rosmarino
4 foglie di salvia
2 foglie di alloro
poca farina 00
una noce di burro
olio extravergine d'oliva q.b.
brodo di carne o vegetale q.b.
sale q.b.

PREPARAZIONE:
Tagliate a fette grossolane la cipolla e tagliate a tocchetti le carote.
Distribuite una parte delle verdure in un recipiente che non sia di metallo e appoggiatevi sopra la carne.
Schiacciate i chiodi di garofano e le bacche di ginepro e spargeteli sopra la carne insieme al resto delle verdure.
Unite la cannella, le foglie di alloro, lo spicchio d'aglio tagliato a metà e versate il vino a coprire il tutto.
Chiudete bene con pellicola da cucina e mettete in frigorifero per almeno 10-12 ore.
Trascorso il tempo indicato, scolate la carne dalla marinatura e tamponatela per asciugarla bene. Legatela con spago da cucina e massaggiatela con sale fine e pepe nero macinato al momento, dopodichè infarinatela leggermente.
Preparate quindi un battuto con la pancetta, la salvia ed il rosmarino.
In un tegame dal fondo spesso, mettete a sciogliere il burro, unite qualche cucchiaio d'olio e aggiungete il battuto. Fatelo insaporire per un minuto e poi unite la carne.
Fatela rosolare bene su tutti i lati per sigillare la superficie.
Passate al colino la marinata e togliete le verdure, mettendole nella pentola insieme alla carne. Abbassate la fiamma e fate insaporire le verdure nel soffritto.
Intanto scaldate il vino, ben scolato da tutti i residui di spezie e quando è ben caldo usatelo per bagnare la carne.
Terminato il vino coprite con brodo bollente, chiudete il tegame con coperchio e lasciate cuocere lentamente per circa 3 ore.
Togliete la carne dal tegame e chiudetela in carta alluminio per circa mezz'ora.
Intanto passate al setaccio il fondo di cottura con tutte le verdure e preparate la salsa.
Tagliate la carne a fette, distribuitele sul piatto di portata e irroratele con il suo denso sugo.

Brasato d'asino speziato



Con questo post partecipo al concorso 02/10: IL BRASATO
Il regolamento lo potete trovare all'interno del sito "La Cucina Italiana"

sabato 29 novembre 2008

Agnello al limone, rosmarino e ginepro con polenta di castagne

Un modo un po' diverso di valorizzare la carne di agnello... a me è piaciuto moltissimo. Il sapore agro del limone rende la carne più gustosa e morbida. L'aromatico rosmarino insieme alle bacche di ginepro la profumano. La dolcezza e morbidezza della polenta di castagne rende il piatto davvero orginale.

Agnello al limone, rosmarino e ginepro con polenta di castagne
Ingredienti: per 5-6 persone

Per la polenta di castagne
1 litro d'acqua
50 gr. farina di castagne
80 gr. farina di mais bramata
sale grosso
pepe nero

Per l'agnello
800 gr. di spalla d'agnello tagliata a tranci
scorza e succo di 1/2 imone non trattato
10 bacche di ginepro
2 rametti di rosmarino
1 bicchiere di vino rosso corposo
1 cucchiaio di miele di castagno
farina bianca q.b.
1 spicchio d'aglio
olio extravergine
sale
pepe nero


Preparazione della polenta:
In acqua tiepida salata fate scendere a pioggia la farina di castagne e mescolate con una frusta per togliere eventuali grumi.
Fate lo stesso con la farina di mais.
Lasciate cuocere, mescolando spesso, per almeno 30-40 minuti.
A fine cottura macinate abbondante pepe nero.

Preparazione dell'agnello:
Mettete in un recipiente le fette di spalla d'agnello e cospargetelo con la scorza grattugiata e il succo del limone.
Pepate generosamente e unite anche le bacche di ginepro leggermente schiacciate in modo che sprigionino il loro aroma.
Lavate il rosmarino e tritate finemente le foglioline.
Cospargete il trito sulla carne, copritela con pellicola e lasciatela marinare per circa 30 minuti in frigorifero.
Quando la carne si è ben insaporita, tagliate un grosso spicchio d'aglio a fettine e mettetelo in padella con qualche cuchciaio di olio extravergine.
Scolate le fette di carne dalla marinata e infarinatele bene sui due lati.
Scrollatele per far scendere la farina in eccesso e fatele sigillare in padella insieme all'aglio per qualche minuto su entrambe i lati.
Toglietele dalla pentola e mettetele in una pirofila da forno.
Infornate la carne a 180 ° per circa 20 minuti.
Nel frattempo versate la marinata nella pentola dove avete sigillato l'agnello, versate il vino rosso e unite il cucchiaio di miele.
Fate ridurre, togliete la carne dal forno e versateci sopra il sughino ottenuto.
Rimettete in forno per altri 15-20 minuti.
Servite una fetta di agnello a persona, con qualche cucchiaio di polenta di castagne e nappando il piatto con il sugo di cottura della carne.

Partecipo con questa ricetta alla raccolta "Castagne: delizie dolci e salate" ideata da Rossa di sera

mercoledì 14 maggio 2008

Loanghina con crauti agrodolci alla senape

Forse il piatto è ancora un po' invernale.
Ma finché non arriva il caldo-caldo, si può mangiare tranquillamente.

La "loanghina" bergamasca è una salsiccia prodotta con carni suine fresche provenienti, per la parte magra, da coscia, spalla e coppa e, per la parte grassa, da gola, sottogola e panettone.
La concia avviene aggiungendo direttamente all'impasto sale marino, vino rosso e spezie. Quindi l'impasto è insaccato utilizzando il budello di ovino detto "groppino".
Il prodotto ha caratteristiche inconfondibili: forma cilindrica, consistenza morbida e sapore dolce.
(fonte www.vivisulserio.it)


Luganiga con crauti agrodolci alla senape

INGREDIENTI: per 2-3 persone
400 gr. di loanghina (salsiccia tipica della provincia di Bergamo)
1/2 cavolo cappuccio (o crauto)
una cimetta di rosmarino
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
bacche di ginepro
1 punta di senape di Digione
1/2 bicchiere di vino bianco
burro
olio d'oliva

PREPARAZIONE:
Tagliate a striscioline sottilissime il cavolo e lavatelo in acqua fredda.
Scolatelo bene e fatelo appassire in una padella con poco burro, aggiungendo le bacche di ginepro leggermente schiacciate. Salate subito in modo che il cavolo si ammorbidisca e disperda la sua acqua.
Quando nel tegame il liquido si è esaurito versate metà del vino, il cucchiaio di aceto e lo zucchero. Aggiungete anche una punta di senape (a piacere), mescolate e fate evaporare l'alcool in eccesso.
Coprite e lasciate cuocere per almeno 20 minuti.

Tagliate la loanghina a pezzi regolari e cuocetela in padella con un cucchiaio di olio e il rosmarino.
Quando è ben rosolata sfumate con il vino bianco rimasto e coprite. Lasciate cuocere per altri 5 minuti.

Distribuite i crauti nei piatti, contornate con i pezzi di loanghina e versateci sopra il sughetto rimasto nella padella.