Fresco fresco di pubblicazione, ecco a voi il Calendario 2011 di AboutFood
Come già scritto di là, è un calendario colorato, profumato e delizioso!
Che aspetti a scaricarlo? :)
giovedì 20 gennaio 2011
lunedì 17 gennaio 2011
Risotto al gutturnio, porri e guanciale
Beh ragazzi, dopo la settimana Zanzibarina è dura ripartire con il "tran tran" quotidiano. Devo dire che dopo aver fatto una scorpacciata di pesce fresco, che tra l'altro adoro, riprendere le redini della cucina di casa è un po' faticoso.
Ma qui, con questa nebbiolina e questa temperatura, che in contrasto con quella africana mi sembra POLARE, mi viene voglia di un classico comfort-food.
E allora cosa c'è di meglio di un bel risottino morbido e caldo per addolcire la giornata e magari togliere un po' di nostalgia da vacanza dall'animo?

INGREDIENTI: 2 porzioni
180 gr di riso Vialone Nano
1 porro
150 gr di guanciale
2 bicchieri di Gutturnio secco
40 gr di burro
brodo vegetale q.b.
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliate il porro a metà, sfogliatelo e lavatelo bene sotto l'acqua corrente per togliere qualsiasi residuo di terra. Tagliatelo quindi a piccoli pezzi.
Fate sciogliere il burro in un tegame e aggiungete i porri. Salateli leggermente e fateli appassire a fuoco dolce (circa 5 minuti).
Nel frattempo fate tostare il riso in una padella a parte, senza alcun condimento.
Unite ai porri il guanciale tagliato a cubetti e il riso. Fate scaldare in un padellino il vino e quando è ben caldo aggiungetelo al riso.
Quando il vino è asciugato aggiungete due mestoli di brodo bollente e regolate di sale se dovesse servire (attenzione a non salare troppo perché il guanciale è già saporito).
Portate a cottura il riso aggiungendo altro brodo soltanto quando il precedente è stato assorbito.
A cottura ultimate spegnete la fiamma e mantecate il risotto con una noce di burro e servite.

Ma qui, con questa nebbiolina e questa temperatura, che in contrasto con quella africana mi sembra POLARE, mi viene voglia di un classico comfort-food.
E allora cosa c'è di meglio di un bel risottino morbido e caldo per addolcire la giornata e magari togliere un po' di nostalgia da vacanza dall'animo?
INGREDIENTI: 2 porzioni
180 gr di riso Vialone Nano
1 porro
150 gr di guanciale
2 bicchieri di Gutturnio secco
40 gr di burro
brodo vegetale q.b.
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliate il porro a metà, sfogliatelo e lavatelo bene sotto l'acqua corrente per togliere qualsiasi residuo di terra. Tagliatelo quindi a piccoli pezzi.
Fate sciogliere il burro in un tegame e aggiungete i porri. Salateli leggermente e fateli appassire a fuoco dolce (circa 5 minuti).
Nel frattempo fate tostare il riso in una padella a parte, senza alcun condimento.
Unite ai porri il guanciale tagliato a cubetti e il riso. Fate scaldare in un padellino il vino e quando è ben caldo aggiungetelo al riso.
Quando il vino è asciugato aggiungete due mestoli di brodo bollente e regolate di sale se dovesse servire (attenzione a non salare troppo perché il guanciale è già saporito).
Portate a cottura il riso aggiungendo altro brodo soltanto quando il precedente è stato assorbito.
A cottura ultimate spegnete la fiamma e mantecate il risotto con una noce di burro e servite.
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venerdì 14 gennaio 2011
Kwaheri Zanzibar
Kwaheri ... arrivederci Zanzibar!
Perché quando l'aereo è partito rullando sulla piccola pista assolata, non sono riuscita a dire addio a questa terra. È stato difficile lasciare questo paese che mi ha accolto con un saluto cordiale ed un sorriso... Jambo!
Vorrei raccontarvi di tutte le persone conosciute o anche solo sfiorate di passaggio in questi 7 giorni, ma non basterebbe un post. Sarebbe veramente difficile raccontare di Mario o Sulemani, beach boys simpaticissimi, dal sorriso e dal cuore grande... "Mario fa il bravo con voi, voi fate i bravi con Mario".
Raccontare l'umiltà e la timidezza del pittore Makilali, e la maestria con la quale, con i pochi mezzi a disposizione, realizza i suoi quadri.
La dolcezza del sorriso della ragazza che mi ha venduto quei sandali di cuoio e perline.
La compagnia dei ragazzi Masai sulla spiaggia, l'innocenza di Matteo che non sa cosa sia l'adozione - "Guarda, marito bianco, moglie bianca, bambina nera!" - e che non ha mai visto la neve.
In questo paese la vita, seppur faticosa, viene sempre presa dai suoi abitanti pole pole - piano piano - e tutti sono pronti a tenderti la mano per un saluto.
Parlare dei paesaggi, della natura, dei colori ...
Il colore della pelle nera come ebano che incanta in contrasto con tutte le sfumature di blu e turchese del mare. Il verde intenso e profondo delle piante della foresta. Il bianco accecante della sabbia finissima e morbida sotto i piedi. I colori sgargianti dei vestiti delle donne, così simili alla frutta e ai fiori che crescono ovunque sull'isola... arancio, giallo, rosso.
Parlare delle emozioni che ho vissuto...
L'emozione di veleggiare nell'oceano, senza motore, su un barca costruita a mano, con una vela fatta di tanti pezzi di stoffa cuciti insieme.
I mille profumi della piantagione di spezie.
L'incontro ravvicinato con le scimmie della foresta di Jozani o con un gruppo di delfini a pochi metri dalla barca.
L'ammirazione mista a un po' di preoccupazione per chi riesce a salire a piedi nudi su una palma alta 20 metri senza alcun timore.
L'allegria di un bambino che ti accompagna camminando nel mare dicendoti di stare attento ai ricci perché pungono e poi ti chiede solo un dollaro o il cappellino, e tu sei lì con solo il tuo stupido costume, senza niente da dargli e lui ti risponde... hakuna matata - non c'è problema - nessuna offesa, nessun dispiacere, nessun rancore ... un insegnamento semplice e vero per chi come noi vive quotidianamente l'egoismo europeo!
E infine la canzone che ho sentito ogni giorno da tante voci diverse, adulti, ragazzi, bambini... un canto che rivela lo spirito di accoglienza di questa gente.
Jambo, jambo bwana
Habari gani, Nzuri sana.
Wageni, wakaribishwa
Zanzibar yetu, Hakuna Matata.
Zanzibar nchi nzuri, Hakuna Matata
Nchi ya maajabu, Hakuna Matata
Nchi yenye amani, Hakuna Matata
Hakuna Matata, Hakuna Matata
Watu wote, Hakuna Matata
Wakaribishwa, Hakuna Matata
Hakuna Matata, Hakuna Matata
E questa è la traduzione del testo:
Ciao, ciao signore
Come stai? Molto bene.
Stranieri, siete i benvenuti
nella nostra Zanzibar non c'è nessun problema.
Zanzibar è un paese bellissimo, non c'è nessun problema
un paese meraviglioso, non c'è nessun problema
un paese tranquillo, non c'è nessun problema.
Chiunque, non c'è nessun problema
è benvenuto, non c'è nessun problema
Sfoglia qui le foto del mio viaggio...
Perché quando l'aereo è partito rullando sulla piccola pista assolata, non sono riuscita a dire addio a questa terra. È stato difficile lasciare questo paese che mi ha accolto con un saluto cordiale ed un sorriso... Jambo!
Vorrei raccontarvi di tutte le persone conosciute o anche solo sfiorate di passaggio in questi 7 giorni, ma non basterebbe un post. Sarebbe veramente difficile raccontare di Mario o Sulemani, beach boys simpaticissimi, dal sorriso e dal cuore grande... "Mario fa il bravo con voi, voi fate i bravi con Mario".
Raccontare l'umiltà e la timidezza del pittore Makilali, e la maestria con la quale, con i pochi mezzi a disposizione, realizza i suoi quadri.
La dolcezza del sorriso della ragazza che mi ha venduto quei sandali di cuoio e perline.
La compagnia dei ragazzi Masai sulla spiaggia, l'innocenza di Matteo che non sa cosa sia l'adozione - "Guarda, marito bianco, moglie bianca, bambina nera!" - e che non ha mai visto la neve.
In questo paese la vita, seppur faticosa, viene sempre presa dai suoi abitanti pole pole - piano piano - e tutti sono pronti a tenderti la mano per un saluto.
Parlare dei paesaggi, della natura, dei colori ...
Il colore della pelle nera come ebano che incanta in contrasto con tutte le sfumature di blu e turchese del mare. Il verde intenso e profondo delle piante della foresta. Il bianco accecante della sabbia finissima e morbida sotto i piedi. I colori sgargianti dei vestiti delle donne, così simili alla frutta e ai fiori che crescono ovunque sull'isola... arancio, giallo, rosso.
Parlare delle emozioni che ho vissuto...
L'emozione di veleggiare nell'oceano, senza motore, su un barca costruita a mano, con una vela fatta di tanti pezzi di stoffa cuciti insieme.
I mille profumi della piantagione di spezie.
L'incontro ravvicinato con le scimmie della foresta di Jozani o con un gruppo di delfini a pochi metri dalla barca.
L'ammirazione mista a un po' di preoccupazione per chi riesce a salire a piedi nudi su una palma alta 20 metri senza alcun timore.
L'allegria di un bambino che ti accompagna camminando nel mare dicendoti di stare attento ai ricci perché pungono e poi ti chiede solo un dollaro o il cappellino, e tu sei lì con solo il tuo stupido costume, senza niente da dargli e lui ti risponde... hakuna matata - non c'è problema - nessuna offesa, nessun dispiacere, nessun rancore ... un insegnamento semplice e vero per chi come noi vive quotidianamente l'egoismo europeo!
E infine la canzone che ho sentito ogni giorno da tante voci diverse, adulti, ragazzi, bambini... un canto che rivela lo spirito di accoglienza di questa gente.
Jambo, jambo bwana
Habari gani, Nzuri sana.
Wageni, wakaribishwa
Zanzibar yetu, Hakuna Matata.
Zanzibar nchi nzuri, Hakuna Matata
Nchi ya maajabu, Hakuna Matata
Nchi yenye amani, Hakuna Matata
Hakuna Matata, Hakuna Matata
Watu wote, Hakuna Matata
Wakaribishwa, Hakuna Matata
Hakuna Matata, Hakuna Matata
E questa è la traduzione del testo:
Ciao, ciao signore
Come stai? Molto bene.
Stranieri, siete i benvenuti
nella nostra Zanzibar non c'è nessun problema.
Zanzibar è un paese bellissimo, non c'è nessun problema
un paese meraviglioso, non c'è nessun problema
un paese tranquillo, non c'è nessun problema.
Chiunque, non c'è nessun problema
è benvenuto, non c'è nessun problema
Sfoglia qui le foto del mio viaggio...
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