Visualizzazione post con etichetta VINO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta VINO. Mostra tutti i post
mercoledì 26 giugno 2013
Dolce piccante al melone e gorgonzola
L'estate ormai è iniziata e con le giornate calde è piacevole mettere in tavola un piatto ben presentato, che si prepara in un attimo e senza bisogno di cucinare.
Oggi quindi, per la week in sweet di Cantine Rallo, ho pensato di proporvi una "ricetta-non-ricetta". Nel senso che per preparare qualcosa di sfizioso e originale, a volte non c'è nemmeno bisogno di accendere i fornelli.
Questo piatto lo potete servire come antipasto o anche come insolito chiudi-cena in sostituzione del dessert. Fresco, allegro e colorato, grazie al melone ma anche molto goloso perché arricchito dal formaggio gorgonzola e dalle noci.
Servitelo con un vino Marsala ben fresco, lo stesso che userete per aromatizzare le fette di melone e vedrete che farete felici i vostri commensali.
INGREDIENTI: (per 4 porzioni)
1 melone retato
150 gr di gorgonzola piccante (ma anche dolce se lo preferite)
8 noci
3 cucchiai di composta di radicchio alla senape (o altre confetture a piacere)
1 bicchierino di vino Marsala
PREPARAZIONE:
Tagliate il melone a metà, svuotatelo dai semi e ricavatene 12 fette piuttosto sottili. Levate la scorza e spruzzate sulle fette di melone il Marsala quindi riponete in frigorifero per una mezz'ora a marinare.
Tagliate il gorgonzola a cubetti, sgusciate le noci e frantumatele grossolanamente con un coltello.
Distribuite sui piatti 3 fette di melone per commensale, scolandole dal Marsala in eccesso. Aggiungete i pezzetti di gorgonzola e spargetevi sopra le noci. Ultimate con delle "gocce" di composta sul lato del piatto.
vino in abbinamento: Soleras / Vergine riserva 20 anni / DOC Marsala / Piane Liquide
produttore: Cantine Rallo (Marsala, TP)
temperatura di servizio: 14°C (o anche più bassa se servito come aperitivo)
grado alcolico: 19%
Etichette:
CANTINE RALLO,
DESSERT,
FORMAGGIO,
FRUTTA,
GORGONZOLA,
MARSALA,
MELONE,
NOCI,
VINO
venerdì 21 giugno 2013
Scottadito di agnello in panure aromatica con cipolle di Tropea agrodolci
Dopo la ricetta in white eccomi con un nuovo piatto per la week in red, dedicato ad un abbinamento con un vino rosso.
Questa iniziativa promossa da Rallo mi sta davvero coinvolgendo... è fantastico assaggiare un vino e cercare un piatto che si abbina al meglio! :)
Con questo Nero d'Avola, vino morbido e pieno, dai profumi che richiamano i frutti rossi, ho pensato di abbinare un piatto di carne, ma dal gusto piuttosto dolce e intenso come la carne d'agnello. Ho panato le costolette con mandorle tritate, pane in cassetta ed erbe aromatiche fresche. Sono risultate così croccantissime all'esterno e al tempo stesso profumate e succulenti.
In aggiunta alla carne ho servito delle cipolle di Tropea a filetti che ho cotto in agrodolce e fatto sudare lentamente in padella in modo che diventassero dolcissime.
INGREDIENTI (per 2 porzioni)
Per la carne:
4 costolette di agnello
3 fette di pane in cassetta
10 mandorle spellate
1 rametto di rosmarino
4 foglie di salvia
1 ciuffetto di prezzemolo
2 albumi d'uovo
olio extravergine d'oliva q.b.
sale in fiocchi q.b.
Preparate la panure tritando le mandorle con il pane (privato della crosta scura) e le erbe aromatiche lavate ed asciugate. Battete leggermente le costolette di agnello. Sbattete gli albumi d'uovo e immergetevi le costolette, quindi passatele nella panatura premendola leggermente con il palmo della mano per farla ben aderire alla carne.
Scaldate poco olio in una padella di ceramica, o antiaderente, e cuocete le costolette per qualche minuto su entrambe i lati. Non cuocetele troppo, dovranno diventare dorate all'esterno ma la carne ancora rosata all'interno. Salatele leggermente con sale in fiocchi.
Per le cipolle agrodolci:
2 cipolle di Tropea
1/2 cucchiaio di zucchero di canna
2 cucchiai di aceto di mele
1 noce di burro
1 bacca di ginepro
sale q.b.
Sbucciate le cipolle e tagliatele a filetti. Fatele cuocere in una padella con il burro, la bacca di ginepro leggermente schiacciata e un pizzico di sale. Dovranno cuocere a fiamma bassa e molto lentamente in modo da ammorbidirsi senza prendere colore. Dopo circa 10 minuti aggiungete lo zucchero e l'aceto, mescolate e fate evaporare il forte dell'aceto. Quindi unite mezzo bicchiere d'acqua, chiudete con un coperchio e fate cuocere finché il liquido si sarà completamente assorbito.
Servite due costolette per persona accompagnando con le cipolle agrodolci. Decorate con erbe aromatiche fresche.
vino in abbinamento: Il Principe / Nero d'Avola D.O.P. Sicilia Bio / Patti Piccolo
produttore: Cantine Rallo (Marsala, TP)
temperatura di servizio: 16°C
grado alcolico: 13%
Etichette:
"NERO D'AVOLA",
AGNELLO,
AGRODOLCE,
CANTINE RALLO,
CIPOLLA,
CIPOLLA ROSSA,
COSTOLETTE,
ERBE AROMATICHE,
MANDORLE,
PANATURA,
SCOTTADITO,
VINO,
VINO ROSSO
giovedì 13 giugno 2013
Ai naviganti
Ai naviganti fuori di ogni porto
da sempre in alto mare
sempre in ascolto
di un sogno un sentimento
come in un ballo lento di musica del sud
E la poesia sospesa tra le onde
che timida si affaccia
che si diffonde
aprendo la sua scia
come una melodia di musica del sud
da sempre in alto mare
sempre in ascolto
di un sogno un sentimento
come in un ballo lento di musica del sud
E la poesia sospesa tra le onde
che timida si affaccia
che si diffonde
aprendo la sua scia
come una melodia di musica del sud
Mi piace iniziare con queste frasi la ricetta di oggi. Sono tratte dalla bellissima canzone "Ai Naviganti" di Eugenio Bennato che è stata fonte d'ispirazione per il piatto che ho pensato per la Week in White promossa da Cantine Rallo.
Mi sono lasciata trasportare dalle note suadenti del sound mediterraneo e chiudendo gli occhi ho immaginato delle colorate barche di pescatori, che rientrano lente e stanche in porto. Colori e profumi che diventano sempre più vividi e intensi sotto il sole d'estate.
Gli stessi profumi che ho riscoperto stappando una bottiglia di al-Qasar. Dal gusto aromatico e pieno questo vino, da uve Zibibbo, sa conquistare al primo sorso. Una soave melodia di note ... come una musica del sud.
INGREDIENTI:
4 gamberoni
80 gr di ceci prelessati
1 piccola zucchina
2 ramoscelli di menta fresca
1 spicchio d'aglio
10 olive nere denocciolate (io ho usato delle olive di Gaeta)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 fetta di pane casereccio
un goccio di vino bianco
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Tamponate le olive con carta assorbente, tagliatele a metà, mettetele in una teglia e fatele disidratare nel microonde a 350W per circa 15 minuti. Fatele raffreddare quindi tritatele finemente al mixer fino a ridurle in polvere.
Lavate la zucchina, sminuzzatela e fatela saltare in una padella per qualche minuto insieme allo spicchio d'aglio lasciato intero, i ceci e un cucchiaio d'olio. Togliete l'aglio e frullate il tutto con un mixer ad immersione, unendo un goccio d'acqua, un pizzico di sale e la menta, conservando qualche foglia per la decorazione finale.
Scottate i gamberoni in padella con 1 cucchiaio di olio per pochissimi minuti. Sfumateli con un goccio di vino quindi spegnete la fiamma, fateli intiepidire e sgusciateli.
Nella stessa padella dove avete cotto i gamberoni fate tostare leggermente la fetta di pane tagliata a rettangolini.
Distribuite la crema nei cucchiai monoporzione e adagiatevi sopra un gamberone. Cospargete il gamberone con un pizzico di polvere di olive e ultimate con un rettangolino di pane tostato e qualche foglia di menta.
1 spicchio d'aglio
10 olive nere denocciolate (io ho usato delle olive di Gaeta)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 fetta di pane casereccio
un goccio di vino bianco
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Tamponate le olive con carta assorbente, tagliatele a metà, mettetele in una teglia e fatele disidratare nel microonde a 350W per circa 15 minuti. Fatele raffreddare quindi tritatele finemente al mixer fino a ridurle in polvere.
Lavate la zucchina, sminuzzatela e fatela saltare in una padella per qualche minuto insieme allo spicchio d'aglio lasciato intero, i ceci e un cucchiaio d'olio. Togliete l'aglio e frullate il tutto con un mixer ad immersione, unendo un goccio d'acqua, un pizzico di sale e la menta, conservando qualche foglia per la decorazione finale.
Scottate i gamberoni in padella con 1 cucchiaio di olio per pochissimi minuti. Sfumateli con un goccio di vino quindi spegnete la fiamma, fateli intiepidire e sgusciateli.
Nella stessa padella dove avete cotto i gamberoni fate tostare leggermente la fetta di pane tagliata a rettangolini.
Distribuite la crema nei cucchiai monoporzione e adagiatevi sopra un gamberone. Cospargete il gamberone con un pizzico di polvere di olive e ultimate con un rettangolino di pane tostato e qualche foglia di menta.
vino in abbinamento: al-Qasar / Zibibbo I.G.P. terre siciliane Bio / Patti Piccolo
produttore: Cantine Rallo (Marsala, TP)
temperatura di servizio: 12°C
grado alcolico: 12,50%
Etichette:
ANTIPASTO,
CANTINE RALLO,
CECI,
FINGER-FOOD,
GAMBERONI,
MEDITERRANEO,
MENTA,
OLIVE,
SICILIA,
VINO,
VINO BIANCO,
ZIBIBBO,
ZUCCHINE
venerdì 28 settembre 2012
Travolgente arancio
Preferisco di gran lunga le sensazioni dettate dal cuore e dalla "pancia", piuttosto che quelle pianificate dalla mente, che possono rivelarsi alcune volte false ed ipocrite.
Non in tutte le occasioni però si può sempre reagire d'impulso e, se necessario, bisogna pensare bene prima di passare all'azione.
Questo piatto è nato dopo aver assaggiato un vino speciale e al primo sorso il mio cuore mi ha detto … sicuramente è perfetto con il pesce!
Sbollita l'ispirazione istantanea e assaporandolo meglio, sentendo i suoi profumi e l'intensità del sole, che si sentiva tutta in quel bicchiere, ho cercato gli ingredienti per la mia ricetta usando anche la testa… ed ecco il risultato…
Travolgente arancio
INGREDIENTI: 2 porzioni
140 gr di pasta tipo trenette
120 gr di zucca
180 gr di melanzana (più la buccia)
1/2 arancia (succo e scorza)
12 mazzancolle fresche
pochissima cipolla bianca
2 foglie di salvia
una noce di burro
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Sciacquate e sgusciate le mazzancolle, conservando le teste. Mettete a scaldare l'acqua della pasta, quindi sbucciate la zucca e tagliatela a piccoli cubetti.
Fate appassire la cipolla tritata molto finemente con una noce di burro, aggiungete la salvia e i cubetti di zucca. Lasciate cuocere a fuoco dolce per 5 minuti.
Prelevate la scorza di mezza arancia (solo la parte arancione senza prendere il bianco che risulta amaro) e tagliatela a filetti.
Intanto pestate in un mortaio le teste di mazzancolle aggiungendo due cucchiai dell'acqua della pasta che ormai sarà ben calda. Filtrate il liquido ottenuto e versatelo nella padella insieme alla zucca. Aggiungete un pizzico di sale.
Calate la pasta nell'acqua in ebollizione e regolate di sale. Nel frattempo spellate la melanzana e riducete la buccia a filetti sottili e la polpa a cubettini. Friggete i cubetti di melanzana quindi scolateli su carta assorbente.
Friggete successivamente le scorze di arancia e le bucce di melanzana, quindi scolate anch'esse su carta assorbente e salatele leggermente.
Scolate la pasta abbastanza al dente e unitela nella padella del condimento, aggiungete le mazzancolle e i cubetti di melanzana. Unite il rimanente succo di arancia e spadellate per terminare la cottura e mentecare tutti i sapori.
Sporzionate la pasta nei piatti e completate decorando con le bucce di melanzana e le scorze d'arancia fritte.
Ho realizzato questa ricetta appositamente per il primo Rallo Blog-friends day, un evento che oggi vede la partecipazione congiunta di alcuni "blog amici" che pubblicheranno un piatto abbinato al vino Bianco Maggiore, un Grillo in purezza prodotto dalle Cantine Rallo di Marsala.
Sperando di avervi incuriosito ad assaggiare questo vino profumato, suadente e, lasciatemelo dire, davvero strepitoso, vi invito ad andare sul blog Rallo dove troverete l'elenco dei partecipanti e potrete così scoprire tutte le altre ricette.
Inoltre dal 5 ottobre, sulla pagina Facebook di Rallo, le ricette verranno messe "al voto". Spero che voterete anche la mia... semplicemente vi basterà cliccare "mi piace" sulla foto del mio piatto! ^_^
Non in tutte le occasioni però si può sempre reagire d'impulso e, se necessario, bisogna pensare bene prima di passare all'azione.
Questo piatto è nato dopo aver assaggiato un vino speciale e al primo sorso il mio cuore mi ha detto … sicuramente è perfetto con il pesce!
Sbollita l'ispirazione istantanea e assaporandolo meglio, sentendo i suoi profumi e l'intensità del sole, che si sentiva tutta in quel bicchiere, ho cercato gli ingredienti per la mia ricetta usando anche la testa… ed ecco il risultato…
Travolgente arancio
INGREDIENTI: 2 porzioni
140 gr di pasta tipo trenette
120 gr di zucca
180 gr di melanzana (più la buccia)
1/2 arancia (succo e scorza)
12 mazzancolle fresche
pochissima cipolla bianca
2 foglie di salvia
una noce di burro
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Sciacquate e sgusciate le mazzancolle, conservando le teste. Mettete a scaldare l'acqua della pasta, quindi sbucciate la zucca e tagliatela a piccoli cubetti.
Fate appassire la cipolla tritata molto finemente con una noce di burro, aggiungete la salvia e i cubetti di zucca. Lasciate cuocere a fuoco dolce per 5 minuti.
Prelevate la scorza di mezza arancia (solo la parte arancione senza prendere il bianco che risulta amaro) e tagliatela a filetti.
Intanto pestate in un mortaio le teste di mazzancolle aggiungendo due cucchiai dell'acqua della pasta che ormai sarà ben calda. Filtrate il liquido ottenuto e versatelo nella padella insieme alla zucca. Aggiungete un pizzico di sale.
Calate la pasta nell'acqua in ebollizione e regolate di sale. Nel frattempo spellate la melanzana e riducete la buccia a filetti sottili e la polpa a cubettini. Friggete i cubetti di melanzana quindi scolateli su carta assorbente.
Friggete successivamente le scorze di arancia e le bucce di melanzana, quindi scolate anch'esse su carta assorbente e salatele leggermente.
Scolate la pasta abbastanza al dente e unitela nella padella del condimento, aggiungete le mazzancolle e i cubetti di melanzana. Unite il rimanente succo di arancia e spadellate per terminare la cottura e mentecare tutti i sapori.
Sporzionate la pasta nei piatti e completate decorando con le bucce di melanzana e le scorze d'arancia fritte.
Ho realizzato questa ricetta appositamente per il primo Rallo Blog-friends day, un evento che oggi vede la partecipazione congiunta di alcuni "blog amici" che pubblicheranno un piatto abbinato al vino Bianco Maggiore, un Grillo in purezza prodotto dalle Cantine Rallo di Marsala.
Sperando di avervi incuriosito ad assaggiare questo vino profumato, suadente e, lasciatemelo dire, davvero strepitoso, vi invito ad andare sul blog Rallo dove troverete l'elenco dei partecipanti e potrete così scoprire tutte le altre ricette.
Inoltre dal 5 ottobre, sulla pagina Facebook di Rallo, le ricette verranno messe "al voto". Spero che voterete anche la mia... semplicemente vi basterà cliccare "mi piace" sulla foto del mio piatto! ^_^
lunedì 2 gennaio 2012
Moscato e panettone... la merenda delle feste
Tornata ieri da questtro spettacolari giorni ad Arezzo sento ancora l'adrenalina nelle gambe per le scarpinate tra piazze, vie e vicoletti. Ancora nelle narici il profumo di bistecca alla fiorentina e sul palato quel gusto intenso di rosso toscano sorseggiato a meno di un'ora alla mezzanotte.
Oggi sono qui a guardare fuori dalla mia finestra e vedo pioggia e grigio. Unica soluzione ... pennichelle, computer, un bel film di quelli intramontabili ed ora una fantastica merenda: panettone e moscato!
Però missà che ho sbagliato bicchiere... non riesco ad inzuppare la fetta nel flute! La prossima volta prendo la tazza del caffellatte.... bella grande :D
Ora inserisco nel portatile la scheda della macchina fotografica (come sempre tutta piena) e comincio a scaricare, sfogliare, scegliere... e domani vi pubblico qualche foto del mio capodanno aretino.
Intanto brindo a voi e vi lascio con il mio augurio di Buon Anno che ancora non vi ho fatto!
Baci...
Oggi sono qui a guardare fuori dalla mia finestra e vedo pioggia e grigio. Unica soluzione ... pennichelle, computer, un bel film di quelli intramontabili ed ora una fantastica merenda: panettone e moscato!
Però missà che ho sbagliato bicchiere... non riesco ad inzuppare la fetta nel flute! La prossima volta prendo la tazza del caffellatte.... bella grande :D
Ora inserisco nel portatile la scheda della macchina fotografica (come sempre tutta piena) e comincio a scaricare, sfogliare, scegliere... e domani vi pubblico qualche foto del mio capodanno aretino.
Intanto brindo a voi e vi lascio con il mio augurio di Buon Anno che ancora non vi ho fatto!
Baci...
[nel bicchiere: Scannagallo Igt rosso di Toscana]
Etichette:
AREZZO,
AUGURI,
BERE,
BRINDISI,
BUON ANNO,
SCANNAGALLO,
TOSCANA,
VINO,
VINO ROSSO
giovedì 22 dicembre 2011
Idee per il menù di natale... e un digestivo
Cari amici, siete ancora in alto mare con il menù di Natale? Siete arrivati ormai alla soglia della disperazione, pensando che anche quest'anno sfodererete le solite lasagne, e il solito arrosto... e non se ne parli più?!?!
Tranquilli, ci sono qui io a raccogliere qualche idea per voi. Vi proporrò 3 menù, ognuno con caratteristiche diverse, dal più sontuoso e tradizionale a quello più veloce e semplice, passando per un menù insolito per gli amanti della cucina fusion.
aperitivo:
aperitivo:
aperitivo:
E dopo aver mangiato ogni "bendidio" vi propongo questo digestivo che vi rimetterà in sesto! :)
INGREDIENTI: per 2 persone
280 ml di vino Brachetto d'Acqui
1 cucchiaio di mix per "vin chaud" (scorza d'arancia essiccata, ginepro, anice, cannella, chiodi di garofano)
scorza di mezzo limone
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaino di zucchero di canna
PREPARAZIONE:
1) Mettere in un pentolino tutti gli ingredienti e far scaldare fino ad arrivare ad ebollizione.
2) Spegnere la fiamma, chiudere con coperchio e lasciare in infusione per qualche minuto.
3) Filtrare e servire ben caldo decorando i bicchieri con una scorza di limone.
... alla salute! ^_^
Tranquilli, ci sono qui io a raccogliere qualche idea per voi. Vi proporrò 3 menù, ognuno con caratteristiche diverse, dal più sontuoso e tradizionale a quello più veloce e semplice, passando per un menù insolito per gli amanti della cucina fusion.
« Menù Elegance »
aperitivo:
antipasti:
primo piatto:
secondo piatto:
dessert:
« Menù Fusion »
aperitivo:
antipasti:
primo piatto:
secondo piatto:
dessert:
« Menù Easy »
aperitivo:
antipasto:
primo piatto:
secondo piatto:
dessert:
E dopo aver mangiato ogni "bendidio" vi propongo questo digestivo che vi rimetterà in sesto! :)
Vin chaud al limone e Brachetto
INGREDIENTI: per 2 persone
280 ml di vino Brachetto d'Acqui
1 cucchiaio di mix per "vin chaud" (scorza d'arancia essiccata, ginepro, anice, cannella, chiodi di garofano)
scorza di mezzo limone
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaino di zucchero di canna
PREPARAZIONE:
1) Mettere in un pentolino tutti gli ingredienti e far scaldare fino ad arrivare ad ebollizione.
2) Spegnere la fiamma, chiudere con coperchio e lasciare in infusione per qualche minuto.
3) Filtrare e servire ben caldo decorando i bicchieri con una scorza di limone.
... alla salute! ^_^
sabato 18 giugno 2011
Aperitivo leggero con ciliegie e fragole
In questi giorni sono un po' a corto di tempo per cucinare cose elaborate e quindi, ora che è uscito il nuovo numero About Food, vi propongo uno dei drink che troverete nelle pagine della rivista, insieme a tante altre idee fresche ed estive.
Un aperitivo per brindare all'estate che arriva... speriamo! ^_^

INGREDIENTI: per 2
1 bicchiere di vino bianco
una dozzina di ciliegie
una dozzina di fragole
gazzosa q.b.
1 limone
PREPARAZIONE:
Lavate la frutta. Snocciolate le ciliegie e passatele al passaverdura insieme alle fragole. Per comodità potete frullare la frutta e poi setacciare con un colino a maglie piuttosto larghe. In questo modo eliminerete le bucce delle ciliegie e i semini delle fragole, ricavandone solo la polpa Dividete la polpa ottenuta nei bicchieri e unite il vino bianco (che avrete tenuto in fresco). Consiglio di utilizzare un vino profumato e fruttato e leggermente mosso. Unite della gazzosa (anch'essa ben fredda) fino a riempire i bicchieri. Date una spruzzata di succo di limone, mescolate e servite.
Un aperitivo per brindare all'estate che arriva... speriamo! ^_^
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore.
Copyright ©2011 GustosaMente - All Rights Reserved
INGREDIENTI: per 2
1 bicchiere di vino bianco
una dozzina di ciliegie
una dozzina di fragole
gazzosa q.b.
1 limone
PREPARAZIONE:
Lavate la frutta. Snocciolate le ciliegie e passatele al passaverdura insieme alle fragole. Per comodità potete frullare la frutta e poi setacciare con un colino a maglie piuttosto larghe. In questo modo eliminerete le bucce delle ciliegie e i semini delle fragole, ricavandone solo la polpa Dividete la polpa ottenuta nei bicchieri e unite il vino bianco (che avrete tenuto in fresco). Consiglio di utilizzare un vino profumato e fruttato e leggermente mosso. Unite della gazzosa (anch'essa ben fredda) fino a riempire i bicchieri. Date una spruzzata di succo di limone, mescolate e servite.
venerdì 21 gennaio 2011
Toque&Toque e il premio è "di-vino"
Sono arrivate ieri ed una è già stata stappata e degustata.
Di cosa sto parlando?
Ma delle 3 bottiglie di vini siciliani che ho ricevuto come premio per aver vinto la seconda edizione del concorso Toque&Toque indetto dalle Cantine Rallo di Marsala.
Ecco QUI le ricette con le quali ho partecipato al concorso e queste le motivazioni espresse dalla giuria per avermi proclamata vincitrice: "l’impegno profuso in questa seconda manche, la continuità nel presentare le proprie proposte (sin dall’inizio di questo concorso), le foto che ben esprimono il risultato della sperimentazione culinaria, il dialogo instaurato con il lettore, che esula dalla semplice presentazione di ingredienti e procedimento, la passione gastronomica espressa attraverso i piatti offerti".
Tre le tipologie di vino che mi sono state omaggiate: un Grillo, un Nero d'Avola DOC e un Passito di Pantelleria.
Beh, se il buon vino si sente anche solo dal naso... non vedo l'ora di stappare le altre due. :)
Mille grazie quindi a Rallo per questa opportunità e, per la terza edizione, che vinca il migliore!
Di cosa sto parlando?
Ma delle 3 bottiglie di vini siciliani che ho ricevuto come premio per aver vinto la seconda edizione del concorso Toque&Toque indetto dalle Cantine Rallo di Marsala.
Ecco QUI le ricette con le quali ho partecipato al concorso e queste le motivazioni espresse dalla giuria per avermi proclamata vincitrice: "l’impegno profuso in questa seconda manche, la continuità nel presentare le proprie proposte (sin dall’inizio di questo concorso), le foto che ben esprimono il risultato della sperimentazione culinaria, il dialogo instaurato con il lettore, che esula dalla semplice presentazione di ingredienti e procedimento, la passione gastronomica espressa attraverso i piatti offerti".
Tre le tipologie di vino che mi sono state omaggiate: un Grillo, un Nero d'Avola DOC e un Passito di Pantelleria.
Beh, se il buon vino si sente anche solo dal naso... non vedo l'ora di stappare le altre due. :)
Mille grazie quindi a Rallo per questa opportunità e, per la terza edizione, che vinca il migliore!
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore.
Copyright © GustosaMente - All Rights Reserved
Etichette:
CANTINE RALLO,
CONCORSO,
DEGUSTAZIONE,
TOQUEeTOQUE,
VINO
lunedì 17 gennaio 2011
Risotto al gutturnio, porri e guanciale
Beh ragazzi, dopo la settimana Zanzibarina è dura ripartire con il "tran tran" quotidiano. Devo dire che dopo aver fatto una scorpacciata di pesce fresco, che tra l'altro adoro, riprendere le redini della cucina di casa è un po' faticoso.
Ma qui, con questa nebbiolina e questa temperatura, che in contrasto con quella africana mi sembra POLARE, mi viene voglia di un classico comfort-food.
E allora cosa c'è di meglio di un bel risottino morbido e caldo per addolcire la giornata e magari togliere un po' di nostalgia da vacanza dall'animo?

INGREDIENTI: 2 porzioni
180 gr di riso Vialone Nano
1 porro
150 gr di guanciale
2 bicchieri di Gutturnio secco
40 gr di burro
brodo vegetale q.b.
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliate il porro a metà, sfogliatelo e lavatelo bene sotto l'acqua corrente per togliere qualsiasi residuo di terra. Tagliatelo quindi a piccoli pezzi.
Fate sciogliere il burro in un tegame e aggiungete i porri. Salateli leggermente e fateli appassire a fuoco dolce (circa 5 minuti).
Nel frattempo fate tostare il riso in una padella a parte, senza alcun condimento.
Unite ai porri il guanciale tagliato a cubetti e il riso. Fate scaldare in un padellino il vino e quando è ben caldo aggiungetelo al riso.
Quando il vino è asciugato aggiungete due mestoli di brodo bollente e regolate di sale se dovesse servire (attenzione a non salare troppo perché il guanciale è già saporito).
Portate a cottura il riso aggiungendo altro brodo soltanto quando il precedente è stato assorbito.
A cottura ultimate spegnete la fiamma e mantecate il risotto con una noce di burro e servite.

Ma qui, con questa nebbiolina e questa temperatura, che in contrasto con quella africana mi sembra POLARE, mi viene voglia di un classico comfort-food.
E allora cosa c'è di meglio di un bel risottino morbido e caldo per addolcire la giornata e magari togliere un po' di nostalgia da vacanza dall'animo?
INGREDIENTI: 2 porzioni
180 gr di riso Vialone Nano
1 porro
150 gr di guanciale
2 bicchieri di Gutturnio secco
40 gr di burro
brodo vegetale q.b.
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliate il porro a metà, sfogliatelo e lavatelo bene sotto l'acqua corrente per togliere qualsiasi residuo di terra. Tagliatelo quindi a piccoli pezzi.
Fate sciogliere il burro in un tegame e aggiungete i porri. Salateli leggermente e fateli appassire a fuoco dolce (circa 5 minuti).
Nel frattempo fate tostare il riso in una padella a parte, senza alcun condimento.
Unite ai porri il guanciale tagliato a cubetti e il riso. Fate scaldare in un padellino il vino e quando è ben caldo aggiungetelo al riso.
Quando il vino è asciugato aggiungete due mestoli di brodo bollente e regolate di sale se dovesse servire (attenzione a non salare troppo perché il guanciale è già saporito).
Portate a cottura il riso aggiungendo altro brodo soltanto quando il precedente è stato assorbito.
A cottura ultimate spegnete la fiamma e mantecate il risotto con una noce di burro e servite.
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore.
Copyright © GustosaMente - All Rights Reserved
mercoledì 2 settembre 2009
Vino-glocal, un'altra "piccola-grande" collaborazione
Ebbene sì!
Una mia ricetta, corredata anche dalle mie fotografie, è stata pubblicata sul sito VinoGlocal.

"VinoGlocal vuole raccontare i vini del mondo con un occhio di riguardo sia alle tradizioni locali e al terroir, sia alla loro internazionalizzazione e dimensione globale. Un blog che presenta i fatti arricchiti di esperienze e di impressioni: degustazioni, abbinamenti, ricette, curiosità, cantine, …"
Prendo questo piccolo spazio per ringraziare Fabio per la professionalità e la gentilezza che ha saputo dimostrare e per l'interesse che ha avuto nei confronti di questa mia ricetta.

Se vuoi consultare la ricetta: Faraona al forno ripiena ai funghi porcini
Una mia ricetta, corredata anche dalle mie fotografie, è stata pubblicata sul sito VinoGlocal.
"VinoGlocal vuole raccontare i vini del mondo con un occhio di riguardo sia alle tradizioni locali e al terroir, sia alla loro internazionalizzazione e dimensione globale. Un blog che presenta i fatti arricchiti di esperienze e di impressioni: degustazioni, abbinamenti, ricette, curiosità, cantine, …"
Prendo questo piccolo spazio per ringraziare Fabio per la professionalità e la gentilezza che ha saputo dimostrare e per l'interesse che ha avuto nei confronti di questa mia ricetta.

Se vuoi consultare la ricetta: Faraona al forno ripiena ai funghi porcini
Etichette:
COLLABORAZIONE,
FARAONA,
PORCINI,
VINO
giovedì 23 luglio 2009
"Uva-Mela" drink
INGREDIENTI: x 2 bicchieri flute
200 ml di succo di mela
100 ml di vino bianco mosso
6 acini di uva Italia
PREPARAZIONE:
Riporre in fresco il vino ed il succo di mela.
Lavare bene gli acini di uva ed infilzarli 3 alla volta su lunghi spiedi di bambù.
Passare sul bordo dei bicchieri una fettina di limone e capovolgerli quindi su un piattino dove avete versato dello zucchero, in modo da farlo rimanere attaccato.
Disporre in ogni bicchiere gli spiedi di acini d'uva e una cannuccia.
Versare in ogni bicchiere 100 ml di succo di mela e completare con 50 ml di vino bianco.
Indico qui i prodotti che ho utilizzato per preparare questo aperitivo fresco e dissetante.
- Succo di mela Alto Adige "Weissenhof"
Succo di mele naturale prodotto solo con mele fresche e di prima scelta. Questo succo non viene filtrato, non è trattato ed è realizzato senza alcuna aggiunta di zucchero, sostanze aromatiche o acqua.
Ogni tanto è un piacere fare "pubblicità" quando si assaggia un buon prodotto.
info: http://www.weissenhof.com
- Vino bianco da uve Tocai 100%
Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo non eccessivo ma con marcate note di mandorla ed una sfumatura lontana di fiori di campo. Al gusto è pieno con buona freschezza ed emerge anche al palato la nota amarognola della mandorla.
mercoledì 15 luglio 2009
Aguglie al limone
Questa ricetta è tratta da "Cucina dalla A alla Z" di Luigi Carnacina, maestro indiscusso della gastronomia nazionale ed internazionale.
Ho trovato questa bellissima enciclopedia, edizione Fabbri Editori del 1969, ad un mercatino dell'usato e non me la sono lasciata sfuggire.
Quando, facendo la spesa, acquisto qualcosa di nuovo e mai provato prima, la sfoglio e trovo sempre qualche ricetta adatta alla pietanza che devo preparare.
È stato il caso di queste freschissime aguglie, pesce azzurro dal corpo sottile e molto allungato e dal muso a forma di lungo becco.
La lisca di questi pesci è davvero insolita perchè di colore blu verdastro.
INGREDIENTI: x 4 persone
1 kg di piccole aguglie (possibilmente tutte della stessa grossezza)
1 limone
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
poca farina
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 dl. di olio extravergine d'oliva
sale
pepe
PREPARAZIONE:
Pulire le aguglie, lavarle e sgocciolarle bene.
Mettere al fuoco in una teglia l'olio schiacciato e il prezzemolo; dopo qualche minuto unirvi le aguglie leggermente infarinate, condirle con sale e pepe appena macinato e farle colorire.
Bagnarle con il vino bianco e il succo di limone e continuare la cottura a fuoco dolce per circa 20 minuti, rigirandole di tanto in tanto.
Se a cottura ultimata il fondo fosse troppo liquido, addensarlo con un poco di farina.
Disporre le aguglie su un piatto di servizio ovale e, volendo, decorare con ciuffetti di prezzemolo e foglie di lattuga.
Servire subito il pesce in tavola.
Ho trovato questa bellissima enciclopedia, edizione Fabbri Editori del 1969, ad un mercatino dell'usato e non me la sono lasciata sfuggire.
Quando, facendo la spesa, acquisto qualcosa di nuovo e mai provato prima, la sfoglio e trovo sempre qualche ricetta adatta alla pietanza che devo preparare.
È stato il caso di queste freschissime aguglie, pesce azzurro dal corpo sottile e molto allungato e dal muso a forma di lungo becco.
La lisca di questi pesci è davvero insolita perchè di colore blu verdastro.
INGREDIENTI: x 4 persone
1 kg di piccole aguglie (possibilmente tutte della stessa grossezza)
1 limone
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
poca farina
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 dl. di olio extravergine d'oliva
sale
pepe
PREPARAZIONE:
Pulire le aguglie, lavarle e sgocciolarle bene.
Mettere al fuoco in una teglia l'olio schiacciato e il prezzemolo; dopo qualche minuto unirvi le aguglie leggermente infarinate, condirle con sale e pepe appena macinato e farle colorire.
Bagnarle con il vino bianco e il succo di limone e continuare la cottura a fuoco dolce per circa 20 minuti, rigirandole di tanto in tanto.
Se a cottura ultimata il fondo fosse troppo liquido, addensarlo con un poco di farina.
Disporre le aguglie su un piatto di servizio ovale e, volendo, decorare con ciuffetti di prezzemolo e foglie di lattuga.
Servire subito il pesce in tavola.
Etichette:
AGUGLIA,
LIMONE,
PESCE,
PREZZEMOLO,
SECONDO PIATTO,
VINO
mercoledì 27 maggio 2009
Cipolle rosse all'agro-dolce-vino
Questa simil-composta di cipolle io la servo solitamente per accompagnare dei formaggi.
La abbino a formaggi saporiti e stagionati come ad esempio pecorini o anche taleggio o gorgonzola ... avendo le cipolle un sapore deciso coprirebbero troppo il sapore di formaggi freschi.
Ma le "cipolle rosse all'agro-dolce-vino" si possono mangiare anche così ... ad esempio si possono utilizzare per farcire degli sfiziosissimi vol-au-vent.

INGREDIENTI:
3 cipolle rosse belle grosse
30 gr di burro
1 bicchiere di vino rosso (io ho usato un Nero d'Avola)
4 cucchiai di aceto aromatico
2 cucchiai di zucchero di canna
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Sbucciate e tagliate a fettine le cipolle.
In una padella mettete il burro, fastelo sciogliere e aggiungete le cipolle. Unite qualche cucchiaio di acqua, regolate di sale e fatele appassire a fiamma bassissima per circa 15-20 minuti.
Quando le cipolle sono ammorbidite unite il vino e lo zucchero. Mescolate e coprite con coperchio.
Lasciatele stufare e caramellare dolcemente per circa 10-15 minuti.
Se si dovessero asciugare troppo aggiungete ancora qualche cucchiaio di acqua calda.
Verso fine cottura unite l'aceto e a pentola scoperta fate evaporare il forte dell'aceto.
Spegnete la fiamma e lasciate intiepidire prima di portare in tavola.
La abbino a formaggi saporiti e stagionati come ad esempio pecorini o anche taleggio o gorgonzola ... avendo le cipolle un sapore deciso coprirebbero troppo il sapore di formaggi freschi.
Ma le "cipolle rosse all'agro-dolce-vino" si possono mangiare anche così ... ad esempio si possono utilizzare per farcire degli sfiziosissimi vol-au-vent.

INGREDIENTI:
3 cipolle rosse belle grosse
30 gr di burro
1 bicchiere di vino rosso (io ho usato un Nero d'Avola)
4 cucchiai di aceto aromatico
2 cucchiai di zucchero di canna
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Sbucciate e tagliate a fettine le cipolle.
In una padella mettete il burro, fastelo sciogliere e aggiungete le cipolle. Unite qualche cucchiaio di acqua, regolate di sale e fatele appassire a fiamma bassissima per circa 15-20 minuti.
Quando le cipolle sono ammorbidite unite il vino e lo zucchero. Mescolate e coprite con coperchio.
Lasciatele stufare e caramellare dolcemente per circa 10-15 minuti.
Se si dovessero asciugare troppo aggiungete ancora qualche cucchiaio di acqua calda.
Verso fine cottura unite l'aceto e a pentola scoperta fate evaporare il forte dell'aceto.
Spegnete la fiamma e lasciate intiepidire prima di portare in tavola.
domenica 1 marzo 2009
Brasato d'asino speziato
Asino! No, non è un insulto. E' quello che ho esclamato davanti al banco carne del supermercato.
La carne d'asino non si vede spesso in macelleria e appena me lo sono trovato davanti non ho resistito.
Avevo sempre mangiato il brasato d'asino al ristorante, anche perché da queste parti è un piatto abbastanza tradizionale, ma volevo provare a cucinarlo con le mie manine e così dopo l'acquisto è partita la "caccia" alla miglior ricetta per gustarlo al meglio.
Ho elaborato questa ricetta partendo da un tradizionale brasato d'asino, ma insaporendolo e profumandolo con spezie ed aromi.
Brasati e stufati, spezzatini e bolliti appartengono tutti alla famiglia degli umidi. La carne preparata in questo modo deve essere cotta a lungo e lentamente, in casseruole o pentole coperte, con l'aggiunta di verdure, erbe aromatiche e di un liquido che potrà essere, a scelta, brodo, vino, acqua, salsa di pomodoro o altro.
La prolungata cottura è compensata dal fatto che i tagli di carne usati sono più economici e che la pietanza così preparata è molto nutriente e ricca di vitamine e sali minerali oltre che di proteine.
La scelta della carne:
Tutte le preparazioni a cottura lenta offrono il vantaggio di poter usufruire di tagli di seconda o terza scelta, che sono meno costosi e più adatti, per sapore, ricchezza di grasso e sugo, ad essere cucinati in umido.
I tagli più indicati per questi tipi di cotttura:
spalla, reale, pesce, fiocco, coda, ossibuchi, spinacino, scannello, geretto. cappello del prete, magatello, fusello, scamone, lingua.
Marinatura:
Per insaporire la carne, specie se di selvaggina o cacciagione, o come in qesto caso per ammorbidire dei tagli tendenzialmente piuttosto duri, è bene farla marinare per molte ore, con un trito di verdure, spezie ed erbe aromatiche. Si dovrà ricoprire poi con vino, od olio e succo di limone e lasciarla a bagno per molte ore.
Si deve avere l'accortezza di non usare recipienti di metallo o in plastica in quanto potrebbero cedere sostanze dannose ai cibi, specialmente se a contatto con ingredienti acidi. Ceramica, porcellana, vetro e pyrex sono tutti materiali adatti alla marinatura. Non lasciate mai i cibi a marinare fuori dal frigorifero.
Cottura:
Fate sigillare bene la carne nel condimento scelto (burro, olio, lardo o pancetta) rosolandola su tutti i lati. Unite le verdure e bagnate con il liquido. Mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco basso o in forno a 180°. Il tempo di cottura varia a seconda del pezzo e del peso della carne, dalle 2 alle 4 ore.
INGREDIENTI:
1 kg di reale d'asino (senza osso)
1 litro di vino rosso corposo
30 gr. di pancetta tesa
1 cipolla
2 carote
1 spicchio d'aglio
10 chiodi di garofano
10 bacche di ginepro
1 pezzetto di stecca di cannella
pepe nero macinato fresco
1 rametto di rosmarino
4 foglie di salvia
2 foglie di alloro
poca farina 00
una noce di burro
olio extravergine d'oliva q.b.
brodo di carne o vegetale q.b.
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliate a fette grossolane la cipolla e tagliate a tocchetti le carote.
Distribuite una parte delle verdure in un recipiente che non sia di metallo e appoggiatevi sopra la carne.
Schiacciate i chiodi di garofano e le bacche di ginepro e spargeteli sopra la carne insieme al resto delle verdure.
Unite la cannella, le foglie di alloro, lo spicchio d'aglio tagliato a metà e versate il vino a coprire il tutto.
Chiudete bene con pellicola da cucina e mettete in frigorifero per almeno 10-12 ore.
Trascorso il tempo indicato, scolate la carne dalla marinatura e tamponatela per asciugarla bene. Legatela con spago da cucina e massaggiatela con sale fine e pepe nero macinato al momento, dopodichè infarinatela leggermente.
Preparate quindi un battuto con la pancetta, la salvia ed il rosmarino.
In un tegame dal fondo spesso, mettete a sciogliere il burro, unite qualche cucchiaio d'olio e aggiungete il battuto. Fatelo insaporire per un minuto e poi unite la carne.
Fatela rosolare bene su tutti i lati per sigillare la superficie.
Passate al colino la marinata e togliete le verdure, mettendole nella pentola insieme alla carne. Abbassate la fiamma e fate insaporire le verdure nel soffritto.
Intanto scaldate il vino, ben scolato da tutti i residui di spezie e quando è ben caldo usatelo per bagnare la carne.
Terminato il vino coprite con brodo bollente, chiudete il tegame con coperchio e lasciate cuocere lentamente per circa 3 ore.
Togliete la carne dal tegame e chiudetela in carta alluminio per circa mezz'ora.
Intanto passate al setaccio il fondo di cottura con tutte le verdure e preparate la salsa.
Tagliate la carne a fette, distribuitele sul piatto di portata e irroratele con il suo denso sugo.

Con questo post partecipo al concorso 02/10: IL BRASATO
Il regolamento lo potete trovare all'interno del sito "La Cucina Italiana"
La carne d'asino non si vede spesso in macelleria e appena me lo sono trovato davanti non ho resistito.
Avevo sempre mangiato il brasato d'asino al ristorante, anche perché da queste parti è un piatto abbastanza tradizionale, ma volevo provare a cucinarlo con le mie manine e così dopo l'acquisto è partita la "caccia" alla miglior ricetta per gustarlo al meglio.
Ho elaborato questa ricetta partendo da un tradizionale brasato d'asino, ma insaporendolo e profumandolo con spezie ed aromi.
Brasati e stufati, spezzatini e bolliti appartengono tutti alla famiglia degli umidi. La carne preparata in questo modo deve essere cotta a lungo e lentamente, in casseruole o pentole coperte, con l'aggiunta di verdure, erbe aromatiche e di un liquido che potrà essere, a scelta, brodo, vino, acqua, salsa di pomodoro o altro.
La prolungata cottura è compensata dal fatto che i tagli di carne usati sono più economici e che la pietanza così preparata è molto nutriente e ricca di vitamine e sali minerali oltre che di proteine.
La scelta della carne:
Tutte le preparazioni a cottura lenta offrono il vantaggio di poter usufruire di tagli di seconda o terza scelta, che sono meno costosi e più adatti, per sapore, ricchezza di grasso e sugo, ad essere cucinati in umido.
I tagli più indicati per questi tipi di cotttura:
spalla, reale, pesce, fiocco, coda, ossibuchi, spinacino, scannello, geretto. cappello del prete, magatello, fusello, scamone, lingua.
Marinatura:
Per insaporire la carne, specie se di selvaggina o cacciagione, o come in qesto caso per ammorbidire dei tagli tendenzialmente piuttosto duri, è bene farla marinare per molte ore, con un trito di verdure, spezie ed erbe aromatiche. Si dovrà ricoprire poi con vino, od olio e succo di limone e lasciarla a bagno per molte ore.
Si deve avere l'accortezza di non usare recipienti di metallo o in plastica in quanto potrebbero cedere sostanze dannose ai cibi, specialmente se a contatto con ingredienti acidi. Ceramica, porcellana, vetro e pyrex sono tutti materiali adatti alla marinatura. Non lasciate mai i cibi a marinare fuori dal frigorifero.
Cottura:
Fate sigillare bene la carne nel condimento scelto (burro, olio, lardo o pancetta) rosolandola su tutti i lati. Unite le verdure e bagnate con il liquido. Mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco basso o in forno a 180°. Il tempo di cottura varia a seconda del pezzo e del peso della carne, dalle 2 alle 4 ore.
INGREDIENTI:
1 kg di reale d'asino (senza osso)
1 litro di vino rosso corposo
30 gr. di pancetta tesa
1 cipolla
2 carote
1 spicchio d'aglio
10 chiodi di garofano
10 bacche di ginepro
1 pezzetto di stecca di cannella
pepe nero macinato fresco
1 rametto di rosmarino
4 foglie di salvia
2 foglie di alloro
poca farina 00
una noce di burro
olio extravergine d'oliva q.b.
brodo di carne o vegetale q.b.
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliate a fette grossolane la cipolla e tagliate a tocchetti le carote.
Distribuite una parte delle verdure in un recipiente che non sia di metallo e appoggiatevi sopra la carne.
Schiacciate i chiodi di garofano e le bacche di ginepro e spargeteli sopra la carne insieme al resto delle verdure.
Unite la cannella, le foglie di alloro, lo spicchio d'aglio tagliato a metà e versate il vino a coprire il tutto.
Chiudete bene con pellicola da cucina e mettete in frigorifero per almeno 10-12 ore.
Trascorso il tempo indicato, scolate la carne dalla marinatura e tamponatela per asciugarla bene. Legatela con spago da cucina e massaggiatela con sale fine e pepe nero macinato al momento, dopodichè infarinatela leggermente.
Preparate quindi un battuto con la pancetta, la salvia ed il rosmarino.
In un tegame dal fondo spesso, mettete a sciogliere il burro, unite qualche cucchiaio d'olio e aggiungete il battuto. Fatelo insaporire per un minuto e poi unite la carne.
Fatela rosolare bene su tutti i lati per sigillare la superficie.
Passate al colino la marinata e togliete le verdure, mettendole nella pentola insieme alla carne. Abbassate la fiamma e fate insaporire le verdure nel soffritto.
Intanto scaldate il vino, ben scolato da tutti i residui di spezie e quando è ben caldo usatelo per bagnare la carne.
Terminato il vino coprite con brodo bollente, chiudete il tegame con coperchio e lasciate cuocere lentamente per circa 3 ore.
Togliete la carne dal tegame e chiudetela in carta alluminio per circa mezz'ora.
Intanto passate al setaccio il fondo di cottura con tutte le verdure e preparate la salsa.
Tagliate la carne a fette, distribuitele sul piatto di portata e irroratele con il suo denso sugo.
Con questo post partecipo al concorso 02/10: IL BRASATO
Il regolamento lo potete trovare all'interno del sito "La Cucina Italiana"

Etichette:
ASINO,
BRASATO,
CANNELLA,
CARNE,
CHIODI DI GAROFANO,
GINEPRO,
LA CUCINA ITALIANA,
PEPE,
SECONDO PIATTO,
SPEZIE,
VINO
sabato 29 novembre 2008
Agnello al limone, rosmarino e ginepro con polenta di castagne
Un modo un po' diverso di valorizzare la carne di agnello... a me è piaciuto moltissimo. Il sapore agro del limone rende la carne più gustosa e morbida. L'aromatico rosmarino insieme alle bacche di ginepro la profumano. La dolcezza e morbidezza della polenta di castagne rende il piatto davvero orginale.
Ingredienti: per 5-6 persone
Per la polenta di castagne
1 litro d'acqua
50 gr. farina di castagne
80 gr. farina di mais bramata
sale grosso
pepe nero
Per l'agnello
800 gr. di spalla d'agnello tagliata a tranci
scorza e succo di 1/2 imone non trattato
10 bacche di ginepro
2 rametti di rosmarino
1 bicchiere di vino rosso corposo
1 cucchiaio di miele di castagno
farina bianca q.b.
1 spicchio d'aglio
olio extravergine
sale
pepe nero
Preparazione della polenta:
In acqua tiepida salata fate scendere a pioggia la farina di castagne e mescolate con una frusta per togliere eventuali grumi.
Fate lo stesso con la farina di mais.
Lasciate cuocere, mescolando spesso, per almeno 30-40 minuti.
A fine cottura macinate abbondante pepe nero.
Preparazione dell'agnello:
Mettete in un recipiente le fette di spalla d'agnello e cospargetelo con la scorza grattugiata e il succo del limone.
Pepate generosamente e unite anche le bacche di ginepro leggermente schiacciate in modo che sprigionino il loro aroma.
Lavate il rosmarino e tritate finemente le foglioline.
Cospargete il trito sulla carne, copritela con pellicola e lasciatela marinare per circa 30 minuti in frigorifero.
Quando la carne si è ben insaporita, tagliate un grosso spicchio d'aglio a fettine e mettetelo in padella con qualche cuchciaio di olio extravergine.
Scolate le fette di carne dalla marinata e infarinatele bene sui due lati.
Scrollatele per far scendere la farina in eccesso e fatele sigillare in padella insieme all'aglio per qualche minuto su entrambe i lati.
Toglietele dalla pentola e mettetele in una pirofila da forno.
Infornate la carne a 180 ° per circa 20 minuti.
Nel frattempo versate la marinata nella pentola dove avete sigillato l'agnello, versate il vino rosso e unite il cucchiaio di miele.
Fate ridurre, togliete la carne dal forno e versateci sopra il sughino ottenuto.
Rimettete in forno per altri 15-20 minuti.
Servite una fetta di agnello a persona, con qualche cucchiaio di polenta di castagne e nappando il piatto con il sugo di cottura della carne.
Partecipo con questa ricetta alla raccolta "Castagne: delizie dolci e salate" ideata da Rossa di sera
Ingredienti: per 5-6 persone
Per la polenta di castagne
1 litro d'acqua
50 gr. farina di castagne
80 gr. farina di mais bramata
sale grosso
pepe nero
Per l'agnello
800 gr. di spalla d'agnello tagliata a tranci
scorza e succo di 1/2 imone non trattato
10 bacche di ginepro
2 rametti di rosmarino
1 bicchiere di vino rosso corposo
1 cucchiaio di miele di castagno
farina bianca q.b.
1 spicchio d'aglio
olio extravergine
sale
pepe nero
Preparazione della polenta:
In acqua tiepida salata fate scendere a pioggia la farina di castagne e mescolate con una frusta per togliere eventuali grumi.
Fate lo stesso con la farina di mais.
Lasciate cuocere, mescolando spesso, per almeno 30-40 minuti.
A fine cottura macinate abbondante pepe nero.
Preparazione dell'agnello:
Mettete in un recipiente le fette di spalla d'agnello e cospargetelo con la scorza grattugiata e il succo del limone.
Pepate generosamente e unite anche le bacche di ginepro leggermente schiacciate in modo che sprigionino il loro aroma.
Lavate il rosmarino e tritate finemente le foglioline.
Cospargete il trito sulla carne, copritela con pellicola e lasciatela marinare per circa 30 minuti in frigorifero.
Quando la carne si è ben insaporita, tagliate un grosso spicchio d'aglio a fettine e mettetelo in padella con qualche cuchciaio di olio extravergine.
Scolate le fette di carne dalla marinata e infarinatele bene sui due lati.
Scrollatele per far scendere la farina in eccesso e fatele sigillare in padella insieme all'aglio per qualche minuto su entrambe i lati.
Toglietele dalla pentola e mettetele in una pirofila da forno.
Infornate la carne a 180 ° per circa 20 minuti.
Nel frattempo versate la marinata nella pentola dove avete sigillato l'agnello, versate il vino rosso e unite il cucchiaio di miele.
Fate ridurre, togliete la carne dal forno e versateci sopra il sughino ottenuto.
Rimettete in forno per altri 15-20 minuti.
Servite una fetta di agnello a persona, con qualche cucchiaio di polenta di castagne e nappando il piatto con il sugo di cottura della carne.
Partecipo con questa ricetta alla raccolta "Castagne: delizie dolci e salate" ideata da Rossa di sera
giovedì 29 maggio 2008
Risotto al Garganega e asparagi su fondue di taleggio
Un risotto dagli ingredienti semplici, ma che abbinati insieme danno al piatto un tocco di classe, rendendolo ideale per una cena "speciale" e raffinata!
INGREDIENTI: per 2 persone
160 gr. di riso Carnaroli
una dozzina di asparagi
50 cl. circa di brodo (acqua di cottura degli asparagi)
1/2 bicchiere di vino bianco Garganega
poca cipolla bianca
1 piccola carotina
1 fetta di taleggio
poco latte
burro
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Lavate gli asparagi e tagliate l'ultimo pezzo del gambo nel caso sia troppo legnoso e duro.
Pulite la parte terminale dei gambi degli asparagi togliendo la parte superficiale con un pelapatate.
Lessateli in acqua leggermente salata per circa 5 minuti.
Scolateli e raffreddateli subito in acqua molto fredda (meglio acqua e ghiaccio) in modo che conservino il loro colore ben verde.
Una volta freddi levateli dall'acqua e tagliateli a pezzetti tenendo alcune cimette per decorare il piatto finito.
Non buttate l'acqua di cottura degli asparagi che vi servirà, in sostituzione del brodo, per cuocere il risotto.
Fate il soffritto con burro e un battuto molto fine di carota e cipolla.
Aggiungete il riso e fate tostare due minuti. Sfumate quindi con il Garganega.
Cuocete il riso aggiungendo a mano a mano l'acqua di cottura degli asparagi (ben calda). Regolate di sale.
A cottura quasi ultimata, aggiungete gli asparagi tagliati a pezzetti.
Per la fonduta scaldate in un padellino un po' di latte (nemmeno mezzo bicchiere) e scioglietevi dentro il taleggio tagliato a cubetti.
Tenete la fiamma al minimo oppure sciogliete il formaggio a bagnomaria in modo che non si formino grumi. Deve risultare una crema molto fluida e liscia.
Distribuite la fondue di taleggio a specchio sui piatti, sporzionate il risotto e decorate con le cimette di asparagi.
INGREDIENTI: per 2 persone
160 gr. di riso Carnaroli
una dozzina di asparagi
50 cl. circa di brodo (acqua di cottura degli asparagi)
1/2 bicchiere di vino bianco Garganega
poca cipolla bianca
1 piccola carotina
1 fetta di taleggio
poco latte
burro
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Lavate gli asparagi e tagliate l'ultimo pezzo del gambo nel caso sia troppo legnoso e duro.
Pulite la parte terminale dei gambi degli asparagi togliendo la parte superficiale con un pelapatate.
Lessateli in acqua leggermente salata per circa 5 minuti.
Scolateli e raffreddateli subito in acqua molto fredda (meglio acqua e ghiaccio) in modo che conservino il loro colore ben verde.
Una volta freddi levateli dall'acqua e tagliateli a pezzetti tenendo alcune cimette per decorare il piatto finito.
Non buttate l'acqua di cottura degli asparagi che vi servirà, in sostituzione del brodo, per cuocere il risotto.
Fate il soffritto con burro e un battuto molto fine di carota e cipolla.
Aggiungete il riso e fate tostare due minuti. Sfumate quindi con il Garganega.
Cuocete il riso aggiungendo a mano a mano l'acqua di cottura degli asparagi (ben calda). Regolate di sale.
A cottura quasi ultimata, aggiungete gli asparagi tagliati a pezzetti.
Per la fonduta scaldate in un padellino un po' di latte (nemmeno mezzo bicchiere) e scioglietevi dentro il taleggio tagliato a cubetti.
Tenete la fiamma al minimo oppure sciogliete il formaggio a bagnomaria in modo che non si formino grumi. Deve risultare una crema molto fluida e liscia.
Distribuite la fondue di taleggio a specchio sui piatti, sporzionate il risotto e decorate con le cimette di asparagi.
mercoledì 14 maggio 2008
Loanghina con crauti agrodolci alla senape
Forse il piatto è ancora un po' invernale.
Ma finché non arriva il caldo-caldo, si può mangiare tranquillamente.
La "loanghina" bergamasca è una salsiccia prodotta con carni suine fresche provenienti, per la parte magra, da coscia, spalla e coppa e, per la parte grassa, da gola, sottogola e panettone.
La concia avviene aggiungendo direttamente all'impasto sale marino, vino rosso e spezie. Quindi l'impasto è insaccato utilizzando il budello di ovino detto "groppino".
Il prodotto ha caratteristiche inconfondibili: forma cilindrica, consistenza morbida e sapore dolce.
(fonte www.vivisulserio.it)

INGREDIENTI: per 2-3 persone
400 gr. di loanghina (salsiccia tipica della provincia di Bergamo)
1/2 cavolo cappuccio (o crauto)
una cimetta di rosmarino
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
bacche di ginepro
1 punta di senape di Digione
1/2 bicchiere di vino bianco
burro
olio d'oliva
PREPARAZIONE:
Tagliate a striscioline sottilissime il cavolo e lavatelo in acqua fredda.
Scolatelo bene e fatelo appassire in una padella con poco burro, aggiungendo le bacche di ginepro leggermente schiacciate. Salate subito in modo che il cavolo si ammorbidisca e disperda la sua acqua.
Quando nel tegame il liquido si è esaurito versate metà del vino, il cucchiaio di aceto e lo zucchero. Aggiungete anche una punta di senape (a piacere), mescolate e fate evaporare l'alcool in eccesso.
Coprite e lasciate cuocere per almeno 20 minuti.
Tagliate la loanghina a pezzi regolari e cuocetela in padella con un cucchiaio di olio e il rosmarino.
Quando è ben rosolata sfumate con il vino bianco rimasto e coprite. Lasciate cuocere per altri 5 minuti.
Distribuite i crauti nei piatti, contornate con i pezzi di loanghina e versateci sopra il sughetto rimasto nella padella.

Ma finché non arriva il caldo-caldo, si può mangiare tranquillamente.
La "loanghina" bergamasca è una salsiccia prodotta con carni suine fresche provenienti, per la parte magra, da coscia, spalla e coppa e, per la parte grassa, da gola, sottogola e panettone.
La concia avviene aggiungendo direttamente all'impasto sale marino, vino rosso e spezie. Quindi l'impasto è insaccato utilizzando il budello di ovino detto "groppino".
Il prodotto ha caratteristiche inconfondibili: forma cilindrica, consistenza morbida e sapore dolce.
(fonte www.vivisulserio.it)
INGREDIENTI: per 2-3 persone
400 gr. di loanghina (salsiccia tipica della provincia di Bergamo)
1/2 cavolo cappuccio (o crauto)
una cimetta di rosmarino
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
bacche di ginepro
1 punta di senape di Digione
1/2 bicchiere di vino bianco
burro
olio d'oliva
PREPARAZIONE:
Tagliate a striscioline sottilissime il cavolo e lavatelo in acqua fredda.
Scolatelo bene e fatelo appassire in una padella con poco burro, aggiungendo le bacche di ginepro leggermente schiacciate. Salate subito in modo che il cavolo si ammorbidisca e disperda la sua acqua.
Quando nel tegame il liquido si è esaurito versate metà del vino, il cucchiaio di aceto e lo zucchero. Aggiungete anche una punta di senape (a piacere), mescolate e fate evaporare l'alcool in eccesso.
Coprite e lasciate cuocere per almeno 20 minuti.
Tagliate la loanghina a pezzi regolari e cuocetela in padella con un cucchiaio di olio e il rosmarino.
Quando è ben rosolata sfumate con il vino bianco rimasto e coprite. Lasciate cuocere per altri 5 minuti.
Distribuite i crauti nei piatti, contornate con i pezzi di loanghina e versateci sopra il sughetto rimasto nella padella.

Etichette:
ACETO,
CARNE,
CAVOLO CAPPUCCIO,
CRAUTI,
GINEPRO,
LOANGHINA,
SALSICCIA,
SECONDO PIATTO,
SENAPE,
VINO
sabato 29 marzo 2008
Coniglio alla bergamasca con polenta
Se la domenica mattina vi dovesse capitare di girare per paesi, viuzze o cortili della provincia di Bergamo, sentireste un profumo inconfondibile uscire dalle case. Quello del coniglio che sta cuocendo per il pranzo di mezzogiorno.
Mangiare coniglio e polenta alla domenica è una tradizione antica, che molti ancora rispettano.
Ogni famiglia ha naturalmente la sua ricetta personale, ma alla base c'è sicuramente del buon vino rosso corposo, odori e qualche spezia.
La ricetta necessita di pazienza e di cure. Non mettetevi nemmeno ai fornelli se non avete del tempo da dedicare a questo piatto prelibato.
Ecco come lo preparo io...
INGREDIENTI: per 4 persone
1 coniglio nostrano di circa 1,5 kg
2 rametti di rosmarino
qualche foglia di salvia
1/2 litro di vino rosso (ideale il Valcalepio)
brodo ben caldo
odori (carota, cipolla, sedano)
qualche chiodo di garofano
50 gr. di burro
olio extravergine
sale
pepe
Per la polenta:
un litro d'acqua
250 gr. di farina gialla bramata
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Per prima cosa bisogna lavare e asciugare il coniglio e poi tagliarlo a pezzi.
Si riducono a pezzetti grossolani carota, sedano e cipolla.
In un recipiente si riuniscono la carne, le verdure, le erbe ben pulite e i chiodi di garofano.
Si versa quindi il vino rosso sopra il tutto, si copre e si lascia in frigorifero per almeno un ora.
Trascorso il tempo, si scola la carne dalla marinata e la si fa rosolare a fuoco vivace in un tegame con il burro e qualche cucchiaio di olio.
Si filtra il vino della marinata per togliere i chiodi di garofano ed eventuali foglioline di rosmarino e salvia.
Quando il coniglio è ben arrostito si bagna con il vino rosso filtrato e si lascia evaporare bene l'alcol. Solo adesso salate la carne e pepatela leggermente.
Si aggiungono a questo punto i pezzetti di verdure della marinata e si bagna con brodo bollente, si copre con coperchio e si cuoce il tutto per circa 1 ora e mezza.
Bisogna girare il coniglio di tanto in tanto e bagnare con altro brodo se il fondo di cottura tende ad asciugarsi troppo.
Mentre la carne cuoce potete preparare la polenta.
In un paiolo, far bollire l'acqua salata e aggiungere a pioggia la farina gialla. Fate cuocere a fuoco basso per 45 minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Quando la carne del coniglio è diventata bella tenera, si toglie dal tegame e si passa il sughino rimasto per formare una salsina. Si versa quindi sulla carne e si porta in tavola accompagnando naturalmente con la polenta.
Buon appetito e ... buona domenica!
Mangiare coniglio e polenta alla domenica è una tradizione antica, che molti ancora rispettano.
Ogni famiglia ha naturalmente la sua ricetta personale, ma alla base c'è sicuramente del buon vino rosso corposo, odori e qualche spezia.
La ricetta necessita di pazienza e di cure. Non mettetevi nemmeno ai fornelli se non avete del tempo da dedicare a questo piatto prelibato.
Ecco come lo preparo io...
INGREDIENTI: per 4 persone
1 coniglio nostrano di circa 1,5 kg
2 rametti di rosmarino
qualche foglia di salvia
1/2 litro di vino rosso (ideale il Valcalepio)
brodo ben caldo
odori (carota, cipolla, sedano)
qualche chiodo di garofano
50 gr. di burro
olio extravergine
sale
pepe
Per la polenta:
un litro d'acqua
250 gr. di farina gialla bramata
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Per prima cosa bisogna lavare e asciugare il coniglio e poi tagliarlo a pezzi.
Si riducono a pezzetti grossolani carota, sedano e cipolla.
In un recipiente si riuniscono la carne, le verdure, le erbe ben pulite e i chiodi di garofano.
Si versa quindi il vino rosso sopra il tutto, si copre e si lascia in frigorifero per almeno un ora.
Trascorso il tempo, si scola la carne dalla marinata e la si fa rosolare a fuoco vivace in un tegame con il burro e qualche cucchiaio di olio.
Si filtra il vino della marinata per togliere i chiodi di garofano ed eventuali foglioline di rosmarino e salvia.
Quando il coniglio è ben arrostito si bagna con il vino rosso filtrato e si lascia evaporare bene l'alcol. Solo adesso salate la carne e pepatela leggermente.
Si aggiungono a questo punto i pezzetti di verdure della marinata e si bagna con brodo bollente, si copre con coperchio e si cuoce il tutto per circa 1 ora e mezza.
Bisogna girare il coniglio di tanto in tanto e bagnare con altro brodo se il fondo di cottura tende ad asciugarsi troppo.
Mentre la carne cuoce potete preparare la polenta.
In un paiolo, far bollire l'acqua salata e aggiungere a pioggia la farina gialla. Fate cuocere a fuoco basso per 45 minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Quando la carne del coniglio è diventata bella tenera, si toglie dal tegame e si passa il sughino rimasto per formare una salsina. Si versa quindi sulla carne e si porta in tavola accompagnando naturalmente con la polenta.
Buon appetito e ... buona domenica!
Questa ricetta partecipa al contest di Provare per Gustare
domenica 9 dicembre 2007
Tortini di patate al burro
Questi sono i tortini che ho servito con la salsa al pane postata qui sotto!

Prendete delle patate di media grandezza, sbucciatele e lavatele.
Tagliatele a fette di circa 1/2 centimetro con una mandolina.
Mettetele a cuocere in acqua non salata (altrimenti si spaccano troppo), finchè diventano tenere ma non troppo molli (circa 7-8 minuti).
Intanto fate sciogliere un po' di burro in una padellino, senza farlo soffriggere.
Usatene un po' per spennellare l'interno di stampini che possano andare in forno (potete usare anche quelli usa e getta di alluminio).
Impanateli con pane grattugiato togliendo quello in eccesso.
Scolate le fette di patata e salatele leggermente.
Distributite le fette di patata all'interno degli stampini, mettendo in ogni strato un po' di burro fuso.
Chiudete con un'ultima fetta di patata e spargete un po' di pangrattato.
Mettete in forno caldo a circa 170° per 10 minuti (non di più altrimenti seccano).
Sformateli su piattini individuali e serviteli caldi con una cucchiaiata di salsa al pane e vino rosso.
Mettete in tavola anche la salsa avanzata in una ciotola a parte, in modo che se qualcuno voglia aggiungerne ancora possa servirsi.
Prendete delle patate di media grandezza, sbucciatele e lavatele.
Tagliatele a fette di circa 1/2 centimetro con una mandolina.
Mettetele a cuocere in acqua non salata (altrimenti si spaccano troppo), finchè diventano tenere ma non troppo molli (circa 7-8 minuti).
Intanto fate sciogliere un po' di burro in una padellino, senza farlo soffriggere.
Usatene un po' per spennellare l'interno di stampini che possano andare in forno (potete usare anche quelli usa e getta di alluminio).
Impanateli con pane grattugiato togliendo quello in eccesso.
Scolate le fette di patata e salatele leggermente.
Distributite le fette di patata all'interno degli stampini, mettendo in ogni strato un po' di burro fuso.
Chiudete con un'ultima fetta di patata e spargete un po' di pangrattato.
Mettete in forno caldo a circa 170° per 10 minuti (non di più altrimenti seccano).
Sformateli su piattini individuali e serviteli caldi con una cucchiaiata di salsa al pane e vino rosso.
Mettete in tavola anche la salsa avanzata in una ciotola a parte, in modo che se qualcuno voglia aggiungerne ancora possa servirsi.
venerdì 7 dicembre 2007
Salsa al pane e vino rosso
Ricetta tratta dal libro di Vincenzo Buonassisi "La Grande Cucina Italiana e le sue Salse".
Vi riporto esattamente la ricetta originale, tra parentesi trovate le mie due uniche varianti.
Questa salsa era molto usata nelle regioni che appartennero un tempo alla Magna Grecia; poi è stata quasi dimenticata, e a volte si fa confusione con una salsa analoga che si trova ancora, qualche volta, in Gran Bretagna. Questa è la variante nostrana.

INGREDIENTI:
160gr. di pane secco
2 o 3 cipolle
3 filetti di acciuga
1 peperoncino rosso (io ho usato 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere)
2 dl. di vino rosso corposo
6 cucchiaiate di olio d'oliva
3 cucchiaiate di burro (io ho usato 1 cucchiaio di panna da cucina)
sale
PREPARAZIONE:
Scaldate l'olio in un tegame, unite la cipolla tritate o affettata sottile, aspettate che questa appassisca senza prendere colore e unite i filetti di acciuga.
Aspettate che questi si disfino e unite il pane sbriciolato, ma dovete adoperare solo la parte interna della mollica, eliminando la crosta.
Proseguite la cottura a fuoco basso, finché non si formi nel tegame un sugo ben amalgamato; a questo punto bagnate, in diverse riprese, con il vino rosso.
Lasciate che questo si consumi in parte e unite il peperoncino a pezzetti.
Proseguite ancora la cottura non dimenticando di aggiustare di sale. Aspettate che si formi un sugo denso e fate un'ultima aggiunta: il burro (o panna).
Ancora un minuto sul fuoco perché tutto leghi e la salsa al pane è pronta.
Secondo la vecchia tradizione questa salsa è molto adatta ad accompagnare pesci oppure ortaggi bolliti o patate lesse; ma potrebbe accompagnarsi benissimo anche a pasta e riso.
L'ho utilizzata per dei tortini di patate al burro... e l'ho provata anche sulle tagliatelle... divina!!!
Vi riporto esattamente la ricetta originale, tra parentesi trovate le mie due uniche varianti.
Questa salsa era molto usata nelle regioni che appartennero un tempo alla Magna Grecia; poi è stata quasi dimenticata, e a volte si fa confusione con una salsa analoga che si trova ancora, qualche volta, in Gran Bretagna. Questa è la variante nostrana.
INGREDIENTI:
160gr. di pane secco
2 o 3 cipolle
3 filetti di acciuga
1 peperoncino rosso (io ho usato 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere)
2 dl. di vino rosso corposo
6 cucchiaiate di olio d'oliva
3 cucchiaiate di burro (io ho usato 1 cucchiaio di panna da cucina)
sale
PREPARAZIONE:
Scaldate l'olio in un tegame, unite la cipolla tritate o affettata sottile, aspettate che questa appassisca senza prendere colore e unite i filetti di acciuga.
Aspettate che questi si disfino e unite il pane sbriciolato, ma dovete adoperare solo la parte interna della mollica, eliminando la crosta.
Proseguite la cottura a fuoco basso, finché non si formi nel tegame un sugo ben amalgamato; a questo punto bagnate, in diverse riprese, con il vino rosso.
Lasciate che questo si consumi in parte e unite il peperoncino a pezzetti.
Proseguite ancora la cottura non dimenticando di aggiustare di sale. Aspettate che si formi un sugo denso e fate un'ultima aggiunta: il burro (o panna).
Ancora un minuto sul fuoco perché tutto leghi e la salsa al pane è pronta.
Secondo la vecchia tradizione questa salsa è molto adatta ad accompagnare pesci oppure ortaggi bolliti o patate lesse; ma potrebbe accompagnarsi benissimo anche a pasta e riso.
L'ho utilizzata per dei tortini di patate al burro... e l'ho provata anche sulle tagliatelle... divina!!!
Iscriviti a:
Post (Atom)

