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martedì 20 dicembre 2011
Riso venere con gamberi, spinaci e ... sardine d'annata
Da una scatoletta di sardine rimasta in dispensa a volte può scaturire l'idea per un piatto saporito e anche elegante.
Forse la mia è rimasta nascosta un po' troppo tempo, dietro qualche pacchetto di zucchero o di pasta. Mentre io continuavo ad ignorarla, abbandonata al suo triste destino, lei cacciava dei gridolini tipo "heeey... sono quiiii... mangiamiiii !!! ".
Niente da fare... il tempo passava e Angelo Parodi nel frattempo cambiava addirittura la grafica delle confezioni. Ma tantè... una volta ritrovata la scatolina, non sarà una stupida data di scadenza a farmi desistere.
Ecco quindi la mia proposta per il contest Impiatta e scatta 2, organizzato dalla dolce Sonia, con delle (ancora) fantastiche sardine Angelo Parodi ... d'annata! ^_^
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domenica 14 marzo 2010
Salsa di spinaci (o biete)
Ho trovato questa salsa, gustosa e semplice da preparare, nel libro "La grande cucina italiana e le sue salse" di Vincenzo Buonassisi.
Questa salsa è consigliata come condimento per degli gnocchi di spinaci, una ricetta quindi "verde su verde". Io ho per il momento preferito accostarla ad un semplice piatto di pasta e devo dire che l'ho trovata molto buona ... la prossima volta proverò con gli gnocchi!
INGREDIENTI:
450 gr di spinaci (o bietole)
40 gr di burro
40 gr di farina
50 ml di latte
noce moscata
sale
pepe
PREPARAZIONE:
Mondate gli spinaci e tritatene finemente una parte (circa 100 gr) lasciandoli crudi.
Lessate i rimanenti in pochissima acqua in modo che venga fuori quella che gli stessi vegetali contengono (addirittura potreste farli cuocere con la sola acqua del lavaggio, in una pentola antiaderente coprendo con coperchio).
Scolateli quando non sono ancora troppo appassiti e tritateli minutamente (io li ho frullati finemente con il mixer ad immersione).
Scaldate il burro in un tegame, unite la farina, mescolate, unite il latte; in pratica è la formula per preparare una besciamella.
Aggiungete anche sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Otterrete una salsa piuttosto densa; rendetela più liquida, ma non troppo, allungandola con un mestolino o due dell'acqua rimasta in pentola dopo la cottura degli spinaci.
In questa salsa versate gli spinaci lessati e frullati; mescolate e unite anche gli spinaci tritati crudi che daranno un gusto ed un colore più brillante all'insieme.
Con questa salsa potete condire pasta o riso, oppure carni bianche lessate o arrostite.
E' ottima, come dicevo prima, sugli gnocchi.
Questa salsa è consigliata come condimento per degli gnocchi di spinaci, una ricetta quindi "verde su verde". Io ho per il momento preferito accostarla ad un semplice piatto di pasta e devo dire che l'ho trovata molto buona ... la prossima volta proverò con gli gnocchi!
INGREDIENTI:
450 gr di spinaci (o bietole)
40 gr di burro
40 gr di farina
50 ml di latte
noce moscata
sale
pepe
PREPARAZIONE:
Mondate gli spinaci e tritatene finemente una parte (circa 100 gr) lasciandoli crudi.
Lessate i rimanenti in pochissima acqua in modo che venga fuori quella che gli stessi vegetali contengono (addirittura potreste farli cuocere con la sola acqua del lavaggio, in una pentola antiaderente coprendo con coperchio).
Scolateli quando non sono ancora troppo appassiti e tritateli minutamente (io li ho frullati finemente con il mixer ad immersione).
Scaldate il burro in un tegame, unite la farina, mescolate, unite il latte; in pratica è la formula per preparare una besciamella.
Aggiungete anche sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Otterrete una salsa piuttosto densa; rendetela più liquida, ma non troppo, allungandola con un mestolino o due dell'acqua rimasta in pentola dopo la cottura degli spinaci.
In questa salsa versate gli spinaci lessati e frullati; mescolate e unite anche gli spinaci tritati crudi che daranno un gusto ed un colore più brillante all'insieme.
Con questa salsa potete condire pasta o riso, oppure carni bianche lessate o arrostite.
E' ottima, come dicevo prima, sugli gnocchi.
martedì 3 novembre 2009
Vellutata di spinaci e patate con Castelmagno D.O.P. e pomodorini secchi
Dal sito AltoPalato l'ispirazione per questa morbidissima vellutata di spinaci e patate che ho naturalmente modificato a mio piacimento.
Ho arricchito la ricetta con una crema di Castelmagno D.O.P. che mi affascina sempre per il suo sapore inconfondibile; forse io amando in particolar modo i formaggi a latte ovino e caprino, trovo che questo formaggio, che mischia tre tipologie di latte nella sua preparazione, sia straordinario. Con il suo profumo intenso e avvolgente mi cattura il palato e, in questa vellutata, affondando nella dolcezza e delicatezza della crema di spinaci e patate, mi ha sorpreso ad ogni cucchiaiata.
Il tocco finale per questa ricetta è dato dal sapore sapido dei filetti di pomodori secchi e dalla nota croccante dei semi di sesamo tostati sparsi sopra la vellutata.
Castelmagno D.O.P. ... formaggio dalle origini leggendarie
E' tra i migliori prodotti caseari del Piemonte, un mito per gli estimatori, appartiene alla famiglia degli erborinati e prende il nome dal comune di Castelmagno, dove si produce da tempi antichissimi.
Le sue stesse origini sono avvolte nella leggenda, prima fra tutte quella legata al nome, che potrebbe derivargli dal santuario di San Magno, costruito in memoria di un soldato romano martirizzato sulle montagne circostanti, oppure dall'imperatore Carlo Magno, grande estimatore. In realtà le prime forme vennero prodotte nel XII secolo, mentre una sentenza del 1277 stabilì che il marchese di Saluzzo ne ricevesse in pagamento di un canone annuale.
Sempre nel 1200 il possesso di alcune forme di Castelmagno fu pretesto per una guerra tra Cuneo e Saluzzo, guerra che durò - si racconta - trent'anni, uno per ogni forma di formaggio contesa. Cinque secoli più tardi un decreto di Vittorio Amedeo II di Savoia ordinerà "la regalità di rubbi nove di formaggio" e nell'Ottocento il Castelmagno comparirà nei menù dei più prestigiosi ristoranti d'Europa.
Le due grandi guerre con il conseguente spopolamento delle valli, ne misero in pericolo la produzione, che fortunatamente è ricresciuta negli ultimi decenni, fino a raggiungere la denominazione d'origine protetta nel 1996, sancendo il legame esclusivo del formaggio con i tre comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, piccoli paesi della parte medio-alta della Valle Grana, in provincia di Cuneo.
Nasce dal latte vaccino di due mungiture successive, con piccole aggiunte di latte ovino e caprino. Al termine della lavorazione le forme vengono fatte maturare all'interno di grotte, dove alcuni praticano la foratura, come per il Gorgonzola, per favorire la diffusione delle muffe.
A quanto si dice, il gusto inconfondibile deriverebbe da una particolare erba ("evax" o "eves"), propria della zona di produzione.Si presenta con una crosta liscia, paglierina, quando è giovane, rugosa, dura, marrone, quando è stagionato. La pasta è semidura, di colore bianco perlaceo, con la maturazione si screzia di venature blu - verdastre. Le forme hanno un diametro di 15-20 cm e pesano 2-7 kg.
[ fonte testo www.piemondo.it ]
INGREDIENTI: per 4 persone
500 g di spinaci
300 g di patate
6 cipollotti (oppure 4 porri piccoli)
1 dl di olio d'oliva extravergine
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di vino bianco secco
10 pomodorini secchi sott'olio
200 gr. di Castelmagno D.O.P.
1/2 bicchiere di latte
sale e pepe
PREPARAZIONE:
Pulire gli spinaci e lavarli accuratamente; sbucciare le patate, lavarle e tagliarle a pezzi.
Pulire i cipollotti, privandoli delle radici e della parte verde più dura, lavarli e tritarne 2 finemente; farli appassire in un tegame con un poco d'olio senza lasciarli colorire, aggiungere le patate e gli spinaci e rosolarli per qualche minuto. Versare il vino bianco e farlo evaporare; aggiungere 1,5 litri d'acqua, un pizzico di sale e pepe, lo zucchero e cuocere per circa 20 minuti; passare il composto al passaverdura (oppure frullarlo).
Fare sciogliere a bagnomaria il formaggio Castelmagno con il latte e tagliare a filettini i pomodori secchi.
Distribuire la vellutata di spinaci nei singoli piatti di portata, versare al centro due cucchiai di crema di Castelmagno e adagiarvi sopra i filetti di pomodori secchi e i semi di sesamo precedentemente tostati.
Partecipo con questa ricetta alla raccolta
"SEGNI PARTICOLARI: DOP"
ideata da Genny di Al cibo commestibile
in collaborazione con
La compagnia del cavatappi
Ho arricchito la ricetta con una crema di Castelmagno D.O.P. che mi affascina sempre per il suo sapore inconfondibile; forse io amando in particolar modo i formaggi a latte ovino e caprino, trovo che questo formaggio, che mischia tre tipologie di latte nella sua preparazione, sia straordinario. Con il suo profumo intenso e avvolgente mi cattura il palato e, in questa vellutata, affondando nella dolcezza e delicatezza della crema di spinaci e patate, mi ha sorpreso ad ogni cucchiaiata.
Il tocco finale per questa ricetta è dato dal sapore sapido dei filetti di pomodori secchi e dalla nota croccante dei semi di sesamo tostati sparsi sopra la vellutata.
Castelmagno D.O.P. ... formaggio dalle origini leggendarie
E' tra i migliori prodotti caseari del Piemonte, un mito per gli estimatori, appartiene alla famiglia degli erborinati e prende il nome dal comune di Castelmagno, dove si produce da tempi antichissimi.
Le sue stesse origini sono avvolte nella leggenda, prima fra tutte quella legata al nome, che potrebbe derivargli dal santuario di San Magno, costruito in memoria di un soldato romano martirizzato sulle montagne circostanti, oppure dall'imperatore Carlo Magno, grande estimatore. In realtà le prime forme vennero prodotte nel XII secolo, mentre una sentenza del 1277 stabilì che il marchese di Saluzzo ne ricevesse in pagamento di un canone annuale.
Sempre nel 1200 il possesso di alcune forme di Castelmagno fu pretesto per una guerra tra Cuneo e Saluzzo, guerra che durò - si racconta - trent'anni, uno per ogni forma di formaggio contesa. Cinque secoli più tardi un decreto di Vittorio Amedeo II di Savoia ordinerà "la regalità di rubbi nove di formaggio" e nell'Ottocento il Castelmagno comparirà nei menù dei più prestigiosi ristoranti d'Europa.
Le due grandi guerre con il conseguente spopolamento delle valli, ne misero in pericolo la produzione, che fortunatamente è ricresciuta negli ultimi decenni, fino a raggiungere la denominazione d'origine protetta nel 1996, sancendo il legame esclusivo del formaggio con i tre comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, piccoli paesi della parte medio-alta della Valle Grana, in provincia di Cuneo.
Nasce dal latte vaccino di due mungiture successive, con piccole aggiunte di latte ovino e caprino. Al termine della lavorazione le forme vengono fatte maturare all'interno di grotte, dove alcuni praticano la foratura, come per il Gorgonzola, per favorire la diffusione delle muffe.
A quanto si dice, il gusto inconfondibile deriverebbe da una particolare erba ("evax" o "eves"), propria della zona di produzione.Si presenta con una crosta liscia, paglierina, quando è giovane, rugosa, dura, marrone, quando è stagionato. La pasta è semidura, di colore bianco perlaceo, con la maturazione si screzia di venature blu - verdastre. Le forme hanno un diametro di 15-20 cm e pesano 2-7 kg.
[ fonte testo www.piemondo.it ]
INGREDIENTI: per 4 persone
500 g di spinaci
300 g di patate
6 cipollotti (oppure 4 porri piccoli)
1 dl di olio d'oliva extravergine
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di vino bianco secco
10 pomodorini secchi sott'olio
200 gr. di Castelmagno D.O.P.
1/2 bicchiere di latte
sale e pepe
PREPARAZIONE:
Pulire gli spinaci e lavarli accuratamente; sbucciare le patate, lavarle e tagliarle a pezzi.
Pulire i cipollotti, privandoli delle radici e della parte verde più dura, lavarli e tritarne 2 finemente; farli appassire in un tegame con un poco d'olio senza lasciarli colorire, aggiungere le patate e gli spinaci e rosolarli per qualche minuto. Versare il vino bianco e farlo evaporare; aggiungere 1,5 litri d'acqua, un pizzico di sale e pepe, lo zucchero e cuocere per circa 20 minuti; passare il composto al passaverdura (oppure frullarlo).
Fare sciogliere a bagnomaria il formaggio Castelmagno con il latte e tagliare a filettini i pomodori secchi.
Distribuire la vellutata di spinaci nei singoli piatti di portata, versare al centro due cucchiai di crema di Castelmagno e adagiarvi sopra i filetti di pomodori secchi e i semi di sesamo precedentemente tostati.
"SEGNI PARTICOLARI: DOP"
ideata da Genny di Al cibo commestibile
in collaborazione con
La compagnia del cavatappi
lunedì 1 giugno 2009
Scaloppine di manzo in carpione
(dosi per 2 persone)
Per la carne:
400 gr. di fesa di manzo tagliata a fette sottili
una noce di burro
poco olio extravergine
farina 00 q.b.
Infarinare le fettine di carne e scuotetele bene per eliminarne l'eccesso.
Cuocerle in padella con l'olio e il burro su entrambi i lati per pochi minuti.
Toglierle dal fuoco e disporle in un grande recipiente di pirex o ceramica tentando di distribuirle in uno strato unico.
Per la marinata:
1 bicchiere di aceto bianco
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/4 bicchiere d'acqua
3 foglie di salvia
3 chiodi di garofano
1 cipolla bionda
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale q.b.
Affettare la cipolla sottilmente e farla brasare molto lentamente in un tegame con l'olio. Quando la cipolla è ammorbidita aggiungere la salvia tritata e i chiodi di garofano.
Versare l'aceto e farlo ridurre della metà quindi unire il vino e l'acqua e lasciar sobbollire ancora per 5 minuti.
Quando la marinata è pronta, versarla ancora calda (non bollente) sulle fette di carne.
Lasciare riposare il tutto coperto in frigorifero per 12 ore.
Servire le scaloppine di manzo in carpione a temperatura ambiente, quindi ricordatevi di togliere la carne dal frigorifero almeno mezz'ora prima di portarla in tavola.
Io ho accompagnato le scaloppine con degli spinaci teneri appena scottati in padella con poco olio e uno spicchio d'aglio, serviti tiepidi.
Con questa ricetta fresca ed estiva vorrei partecipare alla raccolta "L'insolita fettina" ideata da Lady Cocca.
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lunedì 22 dicembre 2008
Cereali agli spinaci e luganiga su purea di carote
Una morbida e dolce purea di carote accoglie cinque diversi cereali cotti con spinaci e insaporiti da una golosa salsiccia di suino.

Ingredienti: per 2 persone
150 gr di mix di cereali (riso, orzo, farro, avena, miglio)
2 carote
1 cipolla
una dozzina di foglie di spinaci
un pezzo di luganiga (circa 20 cm)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
salvia fresca
olio extravergine
una noce di burro
sale
pepe bianco
Preparazione:
Sbucciate le carote, tagliatele a pezzi e fatele bollire in acqua leggermente salata con 1/2 cipolla. La cottura deve essere al dente.
Fate soffriggere nel burro l'altra metà di cipolla affettata con una foglia di salvia.
Unite i cereali, mescolate e sfumate con il vino bianco.
Portate a cottura con il brodo bollente (quello della cottura delle carote), regolando di sale.
Sbollentate velocemente gli spinaci e uniteli ai cereali solo verso fine cottura.
Tagliate la salsiccia in 4 pezzi uguali e cuocetela in padella antiaderente con una foglia di salvia, senza aggiungere altri grassi.
Togliete le carote e la cipolla dal brodo e riducetele in purea con un frullatore ad immersione. Per regolare la consistenza della crema aggiungete olio extravergine a filo e un cucchiaio di brodo. Assaggiate e se dovesse servire aggiungete un pizzico di sale.
Distribuite qualche cucchiaio di purea di carote a specchio sui piatti. Ponete al centro i cereali agli spinaci.
Completate il piatto aggiungendo due pezzetti di luganiga e una spolverata di pepe bianco. Decorate con foglie di salvia fresca.

Ingredienti: per 2 persone
150 gr di mix di cereali (riso, orzo, farro, avena, miglio)
2 carote
1 cipolla
una dozzina di foglie di spinaci
un pezzo di luganiga (circa 20 cm)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
salvia fresca
olio extravergine
una noce di burro
sale
pepe bianco
Preparazione:
Sbucciate le carote, tagliatele a pezzi e fatele bollire in acqua leggermente salata con 1/2 cipolla. La cottura deve essere al dente.
Fate soffriggere nel burro l'altra metà di cipolla affettata con una foglia di salvia.
Unite i cereali, mescolate e sfumate con il vino bianco.
Portate a cottura con il brodo bollente (quello della cottura delle carote), regolando di sale.
Sbollentate velocemente gli spinaci e uniteli ai cereali solo verso fine cottura.
Tagliate la salsiccia in 4 pezzi uguali e cuocetela in padella antiaderente con una foglia di salvia, senza aggiungere altri grassi.
Togliete le carote e la cipolla dal brodo e riducetele in purea con un frullatore ad immersione. Per regolare la consistenza della crema aggiungete olio extravergine a filo e un cucchiaio di brodo. Assaggiate e se dovesse servire aggiungete un pizzico di sale.
Distribuite qualche cucchiaio di purea di carote a specchio sui piatti. Ponete al centro i cereali agli spinaci.
Completate il piatto aggiungendo due pezzetti di luganiga e una spolverata di pepe bianco. Decorate con foglie di salvia fresca.
mercoledì 13 febbraio 2008
Ma queste non sono le Crespelle alla Fiorentina!!!
Spinaci, la verdura fiorentina per antonomasia nella gastronomia "internazionale". Ai tempi dei Medici gli orti di Firenze abbondavano di spinaci tanto che quando Caterina de' Medici sposò il futuro Enrico II (nella prima metà del Cinquecento) e divenne poi regina di Francia, esportò insieme a tanti usi gastronomici anche l'uso di questa verdura "fiorentina". Oggi le preparazioni "à la florentine" prevedono l'uso degli spinaci.
Il titolo di questo post è semplice da spiegare.
Sò che la farcitura classica delle crespelle alla fiorentina è con ricotta e spinaci.
Sò che andrebbero arrotolate a cannolo e non a fazzoletto.
Sò che sopra le crespelle andrebbe messo qualche cucchiaio di salsa di pomodoro.
Ma io le ho rivisitate così... e per i più "pallini" cambio il titolo, così non si offende nessuno!

CRESPELLE AGLI SPINACI E MOZZARELLA DI BUFALA
INGREDIENTI: per 4 persone (2 crespelle a persona)
200 gr di spinaci lessati
130 gr. di mozzarella di bufala
3 uova
120 gr. di farina 00
1 bicchiere di latte
1/2 litro di besciamella
50 gr. di burro
parmigiano grattugiato
noce moscata
pepe nero
sale
LE CRESPELLE:
Mescolate bene con una frusta le uova con la farina, il latte, il burro fuso e un pizzico di sale.
Coprite con pellicola il composto ottenuto e fatelo riposare in frigorifero per circa 1 ora.
Ungete un padellino antiaderente del diametro di circa 20 cm, e versate 2 bei cucchiai di pastella per ogni crespella. Ruotate il padellino per distribuire bene il composto. Fate cuocere da un lato per qualche minuto fino a che la crespella si staccherà facilmente. Giratela e fatela cuocere soltanto un minuto o anche meno. Prendete un piatto piano e fateci scivolare la crespella ottenuta.
Continuate così fino ad esaurire tutta la pastella.
IL RIPIENO:
Strizzate gli spinaci dall'acqua di cottura. Tritateli un poco con una mezzaluna e fateli insaporire in padella, per circa 5 minuti, con una noce di burro, un pizzico di sale, della noce moscata e del pepe nero macinato.
Tagliate la mozzarella a dadini, mettetela quindi in un colapasta e fatela scolare dall'eccesso di liquido.
ASSEMBLIAMO:
Prendete una crespella e disponete al centro un cucchiaio di spinaci, qualche dadino di mozzarella e pochissima besciamella.
Chiudetele a fazzoletto, piegandole a metà e poi ancora a metà, fino ad ottenere un triangolo. Continuate fino a rimepire tutte le crespelle.
Disponetele allineate e leggermente sovrapposte in una pirofila imburrata.
Ricopritele con la besciamella rimasta, spolverate generosamente con del parmigiano e date una macinata di pepe.
Gratinate in forno a 160°C per circa 15-20 minuti. Servite in tavola ben calde.
Il titolo di questo post è semplice da spiegare.
Sò che la farcitura classica delle crespelle alla fiorentina è con ricotta e spinaci.
Sò che andrebbero arrotolate a cannolo e non a fazzoletto.
Sò che sopra le crespelle andrebbe messo qualche cucchiaio di salsa di pomodoro.
Ma io le ho rivisitate così... e per i più "pallini" cambio il titolo, così non si offende nessuno!
CRESPELLE AGLI SPINACI E MOZZARELLA DI BUFALA
INGREDIENTI: per 4 persone (2 crespelle a persona)
200 gr di spinaci lessati
130 gr. di mozzarella di bufala
3 uova
120 gr. di farina 00
1 bicchiere di latte
1/2 litro di besciamella
50 gr. di burro
parmigiano grattugiato
noce moscata
pepe nero
sale
LE CRESPELLE:
Mescolate bene con una frusta le uova con la farina, il latte, il burro fuso e un pizzico di sale.
Coprite con pellicola il composto ottenuto e fatelo riposare in frigorifero per circa 1 ora.
Ungete un padellino antiaderente del diametro di circa 20 cm, e versate 2 bei cucchiai di pastella per ogni crespella. Ruotate il padellino per distribuire bene il composto. Fate cuocere da un lato per qualche minuto fino a che la crespella si staccherà facilmente. Giratela e fatela cuocere soltanto un minuto o anche meno. Prendete un piatto piano e fateci scivolare la crespella ottenuta.
Continuate così fino ad esaurire tutta la pastella.
IL RIPIENO:
Strizzate gli spinaci dall'acqua di cottura. Tritateli un poco con una mezzaluna e fateli insaporire in padella, per circa 5 minuti, con una noce di burro, un pizzico di sale, della noce moscata e del pepe nero macinato.
Tagliate la mozzarella a dadini, mettetela quindi in un colapasta e fatela scolare dall'eccesso di liquido.
ASSEMBLIAMO:
Prendete una crespella e disponete al centro un cucchiaio di spinaci, qualche dadino di mozzarella e pochissima besciamella.
Chiudetele a fazzoletto, piegandole a metà e poi ancora a metà, fino ad ottenere un triangolo. Continuate fino a rimepire tutte le crespelle.
Disponetele allineate e leggermente sovrapposte in una pirofila imburrata.
Ricopritele con la besciamella rimasta, spolverate generosamente con del parmigiano e date una macinata di pepe.
Gratinate in forno a 160°C per circa 15-20 minuti. Servite in tavola ben calde.
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