«È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita.» William Shakespeare
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sabato 2 marzo 2013

Cime di cavolfiore in pastella speziata

Ho comprato tempo fa un mix di spezie incuriosita dal nome "suk" che c'era sulla busta
Si compone di cardamomo, chiodi di garofano, cannella, anice stellato, semi di carvi, noce moscata e coriandolo. Ha un aroma intenso che ho trovato perfetto per profumare degli spiedini di pollo o agnello.
Ma sicuramente troverò l'ispirazione per utilizzarla in tanti altri modi, proprio come in questo caso. Ne ho aggiunto una punta di cucchiaio per insaporire una pastella con cui ho poi fritto delle cime di cavolfiore... Ottimo esperimento!

Cime di cavolfiore in pastella speziata

INGREDIENTI:
600 gr di cime di cavolfiore
100 gr di farina 00
100 gr di farina di riso
300 ml circa di acqua frizzante ben fredda
1 punta di cucchiaio di mix di spezie
1 pizzico di bicarbonato
olio di semi di arachide
sale q.b.

PREPARAZIONE:
Lavate il cavolfiore e dividetelo in cimette. Sbollentatelo per 4-5 minuti in acqua leggermente salata, quindi scolatelo e fatelo raffreddare. Il cavolfiore non deve cuocere troppo e rimanere piuttosto sodo perché altrimenti si riempie troppo d'acqua e la frittura non riuscirà bene.
Preparate la pastella mescolando con una frusta le due farine con l'acqua frizzante ghiacciata. La pastella dovrà risultare omogenea ma non troppo fluida, quindi aggiungete l'acqua poco alla volta. Se la pastella infatti risulta troppo lenta non si attaccherà bene alla verdura.
Unite nella pastella il mix di spezie, il bicarbonato e un pizzico di sale. Mescolate e immergete nella pastella le cime di cavolfiore.
Aiutandovi con una pinza friggete il cavolfiore in olio profondo bollente per pochi minuti. Quando le cime di cavolo saranno dorate scolatele su carta da cucina per eliminare l'olio in eccesso, salatele leggermente e servitele ben calde.

sabato 17 novembre 2012

Alici fritte e bulgur al sugo di broccoli

È da un po' di tempo che il pesce "latita" dal mio blog... l'ultima ricetta risale ad aprile. Questa è una cosa un po' strana visto che è una delle mie pietanze preferite.
Sarà forse il fatto che quando lo cucino, l'acquolina è talmente tanta che me lo pappo e basta, senza perder tempo a fotografarlo? ;)

Questa ricetta è nata da uno dei miei soliti assemblaggi casuali di ingredienti, che però devo dire ha dato il suo bel risultato.
Non ho segnato le dosi precise e quindi ve le darò un po' ad occhio, ma vedrete che non sarà un problema... il problema sarà che una volta finito il piatto ne vorrete ancora!

Alici fritte e bulgur al sugo di broccoli


INGREDIENTI: per 2 porzioni piatto unico
140 gr circa di bulgur (grano spezzato)
18 alici freschissime
1/2 broccolo
qualche cucchiaio di farina di semola rimacinata
2 pomodori perini da sugo (o polpa di pomodoro a pezzi)
poca cipolla tritata
olio d'oliva di qualità
sale e pepe

PREPARAZIONE:
Sbollentate per qualche minuto le cimette di broccolo in acqua bollente salata. Nell'acqua dove avete sbollentato i broccoli cuocete il bulgur per 10-15 minuti (controllate sulla confezione i tempi di cottura).
Preparate un soffritto di cipolla in due cucchiai di olio. Unite le cime di broccolo, il pomodoro tagliato a cubetti, regolate di sale e pepe, unite qualche cucchiaio di acqua e lasciate cuocere per 10-15 minuti.
Nel frattempo staccate la testa alle alici, tirandola verso la coda, in questo modo toglierete la lisca e i visceri in un solo momento. Sciacquatele velocemente in acqua fresca quindi scolatele bene.
Infarinatele leggermente nella semola rimacinata, scrollate la farina in eccesso e quindi friggetele in olio ben caldo per qualche minuto. Una volta cotte disponetele su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Salatele leggermente.
Scolate il bulgur e conditelo con il sugo di broccoli. Disponete tre alici sul piatto di servizio e distribuitevi sopra due cucchiai di bulgur. Fate un altro strato di tre alici, poi ancora il bulgur e concludete con le alici. Il bulgur che vi avanzerà distribuitelo ai lati del piatto.
Servite con un filo di olio a crudo e una generosa macinata di pepe.

Alici fritte e bulgur al sugo di broccoli

venerdì 30 marzo 2012

Co(s)tolette di agnello profumate al timo

Le costolette di agnello mi piacciono moltissimo! Di solito le preparo lasciandole marinare per qualche ora con succo di limone ed erbe aromatiche e poi le cuocio velocemente arrostendole in padella. Praticamente tento di dare un sapore "barbecue" con il normale fornello da cucina.
Questa volta ho voluto farle impanate e fritte e sicuramente, anche se un po' più pesantine, sono ancora più golose.

Co(s)tolette di agnello profumate al timo


INGREDIENTI: 4 persone
12 costolette di agnello
una tazza di pangrattato
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di foglioline di timo fresco
2 uova
un pizzico di cumino
fior di sale q.b.
olio per friggere q.b.

PREPARAZIONE:
Togliete le parti più grasse alle costolette e battetele per renderle sottili. In un recipiente mescolate il pangrattato con il parmigiano, il timo e cumino a piacere. Sbattete le uova in una fondina e intingetevi le cotolette da ambo i lati. Passatele quindi nella miscela di pangrattato e premete per far aderire bene la panatura.
Scaldate abbondante olio in una padella dai bordi piuttosto alti e quando sarà bello caldo (provate ad immergere uno stecchino di legno fino a toccare il fondo della pentola, se sfrigola e fa delle bollicine l'olio è ok) immergetevi poche costolette alla volta. Cuocetele finchè sono belle dorate su tutti i lati.
Scolatele su carta assorbente per far perdere l'unto in eccesso. Salatele con fior di sale e spruzzatele con succo di limone a piacere.
Servitele con un'insalata fresca e una salsina preparata con yogurt magro, olio, sale e timo ... saranno deliziose!

Co(s)tolette di agnello profumate al timo

lunedì 18 luglio 2011

Arancini di riso con zucchine, salsiccia e brie

Che goduria gli arancini! Appena fritti, con la loro crosticina bella croccante e il ripieno morbido e filante, sono una vera delizia.
Ho voluto provare a farli con ingredienti un po' diversi, dal solito ragù, piselli e mozzarella. Niente di "rivoluzionario" ma devo dire che l'accostamento di zucchine, salsiccia e brie è risultato molto saporito. Se vi va di provarli ... ecco come li ho fatti.

Arancini di riso con zucchine, salsiccia e brie

INGREDIENTI: per 6 arancini belli grandi
250 gr di riso
1 zucchina media
mezza cipolla media
150 gr di salsiccia
100 gr di salsa di pomodoro
2 dl di brodo vegetale
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
50 gr di burro
120 gr di formaggio brie
sale q.b.
1 uovo
farina bianca q.b.
pangrattato q.b.
abbondante olio per friggere

PREPARAZIONE:
In una casseruola capiente fate appassire la cipolla tritata nell'olio extravergine. In un secondo tegame, meglio antiaderente e senza alcun condimento, fate tostare il riso.
Togliete il budello alla salsiccia e spezzettatela. Aggiungetela al soffritto e fatela rosolare per qualche minuto. Aggiungete la zucchina lavata e grattugiata finemente. Regolate di sale e lasciate cuocere per 5 minuti.
Unite il riso tostato e la salsa di pomodoro. Cuocete il riso aggiungendo qualche mestolo di brodo bollente man mano che il liquido si asciuga. Controllate di sale e aggiungetene se dovesse servire.
Togliete il riso dal fuoco leggermente al dente e mantecatelo con il parmigiano e il burro. Fatelo raffreddare bene, prima a temperatura ambiente e poi mettendo il riso in frigorifero per circa due ore.
Quando il riso è ben freddo formate dall'impasto ottenuto delle polpette rotonde della grandezza di un'arancia. Formate una cavità al centro di ogni polpetta e riempitela con dei cubetti di formaggio brie. Richiudete bene con il riso.
Passate gli arancini prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato. Friggeteli in abbondante olio bollente finchè sono dorati uniformemente. Scolateli su carta assorbente e serviteli subito ben caldi.

Arancini di riso con zucchine, salsiccia e brie

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mercoledì 5 maggio 2010

Polpettine di carne e zucchine al profumo di rosmarino

Quanto mi piacciono le polpette! Specie in questa stagione primaverile dove non fà ancora caldo e mettersi a friggere non è una condanna.
Queste che ho preparato mescolano alla tradizionale carne macinata anche della verdura, e per questo motivo le ho trovate più leggere, succose e dal sapore delicato, nonostante la nota più intensa della cipolla, che però in cottura diventa dolcissima e ben si amalgama a tutto il resto (basta non esagerare).
L'aggiunta del rosmarino fresco, che in questo periodo sta dando il meglio di sè, dà a queste piccole polpettine un tocco profumato ed invitante.



INGREDIENTI: per circa 20 polpettine
350 gr di macinata di bovino adulto
1 zucchina (circa 130 gr)
1 cipolla bianca (circa 100 gr)
1 uovo
2 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di Parmigiano grattugiato
3 rametti di rosmarino
sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE:
Mondate la zucchina e la cipolla e grattugiatele finemente. Regolate leggermente di sale, mescolate e lasciate riposare per 15 minuti in modo che facciano un po' d'acqua.
Mettete in una capiente ciotola la macinata di manzo e unitevi la zuccchina e la cipolla grattugiate che avrete ben schiacciato per far fuoriuscire il liquido in eccesso.
Tritate finemente gli aghi verdi del rosmarino e uniteli alla carne.
Rompete a parte l'uovo, unitevi il parmigiano, un pizzico di sale e pepe, sbattete il tutto con una forchetta e aggiungete il composto alla carne.
Mescolate tutti gli ingredienti e unite circa 2 cucchiai di pangrattato (aggiungetene di più se vedete che il composto è troppo morbido).
Con le mani leggermente bagnate formate delle piccole polpette della grandezza di una noce.
Friggetele in olio ben caldo per qualche minuto, finchè saranno belle dorate.
Non fatele cuocere troppo, devono rimanere morbide e succose. Scolate le polpette su carta da cucina per assorbire l'olio in eccesso.
Servite su un letto di insalatina fresca, decorando a piacere con rametti di rosmarino fiorito.



Con questo piatto partecipo alla bellissima raccolta
"Il cibo in un boccone" di Sapore di vaniglia

mercoledì 17 febbraio 2010

Frittura di moli

Molte volte mi capita di trovare sul banco del pesce delle varietà che non ho mai visto o sentito nominare, e così mi "butto" spinta un po' dalla curiosità di scoprire nuovi sapori e un po' per il prezzo veramente economico di queste specie ittiche poco conosciute.
È stato il caso di questi pesciolini chiamati "moli" ... ho cercato nel web qualche notizia in merito, ma devo dire che ho trovato veramente pochissimo.
Potrei paragonarli, per il loro sapore così delicato e la carne tenera e bianca, a dei piccoli merluzzetti. Qualcuno di voi ne sa più di me?

Con questi pesci ho deciso di fare una semplicissima ma sfiziosa frittura... ecco quindi qualche indicazione su come prepararli e cucinarli.

Frittura di Moli

Prima di tutto bisognerà procedere alla pulizia ... per pulire pesci di piccola taglia è sufficiente schiacciare leggermente il ventre ed estrarre le interiora, dopodichè vanno sciacquati velocemente in acqua fresca e ben scolati ed asciugati prima di essere infarinati.
Per infarinare il pesce io trovo ottimo mescolare in parti uguali farina 00 e farina di semola rimacinata di grano duro, quest'ultima farina darà al vostro fritto una nota più croccante e dorata.
Dopo aver passato i pesci nella farina, bisognerà scrollarli bene in modo da togliere la farina in eccesso.
Molte persone per friggere preferiscono utilizzare olio di semi perché ritengono sia più neutro e faccia risaltare maggiormente il sapore del pesce.
Personalmente utilizzo olio d'oliva, soprattutto per non "sprecare" l'ottimo olio extravergine che uso normalmente per tutte le altre preparazioni in cucina.
Come ben sappiamo l'olio d'oliva o l'olio extravergine hanno un punto di fumo(*) molto più alto (intorno ai 180° C) e quindi sono ideali per le fritture, basterà scegliere un olio non troppo saporito in modo che non venga coperto il profumo del pesce.

(*) Il punto di fumo è la temperatura a cui un grasso alimentare riscaldato comincia a decomporsi, formando acroleina, una sostanza tossica irritante per la mucosa gastrica e nociva per il fegato. La formazione di acroleina è tanto maggiore quanto più l'olio è ricco di acidi insaturi (più sensibili al calore).

... dal fresco ... alla frittura

• Un'ottima frittura in 5 mosse


1] INFARINARE o impanare il pesce: meglio pesciolini piccoli o filetti.
2] SCALDARE abbondante olio in una padella profonda (ideale la padella di ferro e non l'antiaderente) o in una friggitrice.
3] CUOCERE il pesce, poco alla volta, in olio ben caldo fino a doratura uniforme (più grande è il pesce, più bassa deve essere la temperatura dell'olio in modo che possa cuocere bene anche all'interno; pesci piccoli necessitano invece di temperature più alte poiché hanno tempi di cottura inferiori).
4] SCOLARE i pesciolini su carta assorbente da cucina o carta paglia per far assorbire l'olio in eccesso.
5] SALARE il pesce quando è ben scolato dall'olio e non è più proprio bollente, in modo che il fritto mantenga la sua croccantezza.

E ricordate che la frittura migliore è quella fatta al momento e subito mangiata ... purtroppo il fritto preparato in anticipo e tenuto in caldo, una volta servito non sarà più fragrante come prima.

Frittura di Moli

giovedì 15 gennaio 2009

Ravioli fritti con ripieno di coste e uvetta sultanina

Una sfiziosità croccante fuori e morbida dentro.
Il raviolo racchiude un ripieno che abbina sapori dolci, salati e speziati ... molto particolare!


Ravioli fritti con ripieno di coste e uvetta sultanina

INGREDIENTI:
400 gr di pasta per la pizza
200 gr di coste già prelessate
50 gr di uvetta sultanina
1 cucchiaino di curry
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai di parmigiano
olio extravergine
sale

PREPARAZIONE:
Mettete ad ammorbidire in acqua tiepida l'uvetta sultanina
Fate insaporire in una padella qualche cucchiaio di olio con lo spicchio d'aglio.
Dopo qualche minuto, togliete l'aglio e unitevi le coste già lessate e l'uvetta ben strizzata dall'acqua di ammollo. Unite il curry e regolate di sale.
Fate rosolare la verdura per 10 minuti, quindi spegnete e fate raffreddare. Unite il parmigiano e mescolate.
Nel frattempo stendete sottilmente la pasta per la pizza sulla spianatoia, ricavandone delle striscie.
Prendete la verdura e formate sulla prima striscia tanti piccoli mucchietti distanti 4-5 cm uno dall'altro, proprio come se doveste fare dei ravioli.
Con l'aiuto di un pennello e di un po' di acqua, spennellate la pasta intorno al ripieno e quindi chiudete con una seconda striscia di pasta.
Premete bene con i polpastrelli per far fuoriuscire l'aria e tagliate a quadrati.
Mettete a scaldare l'olio in un tegame e friggete i ravioli in olio profondo per qualche minuto.
Scolateli su carta da cucina quando sono dorati uniformemente.

Ravioli fritti con ripieno di coste e uvetta sultanina

lunedì 13 ottobre 2008

Polenta "alla milanese"

 

Per chi come me dice sempre "Sì, questa volta ne faccio poca, altrimenti poi avanza!" e poi non pesa, ma va ad occhio, spesso si ritrova con una quantità da esercito di polenta che naturalmente da smaltire in due persone diventa abbastanza complicato.

Certo lo so, anche il giorno dopo, tagliata a fette e abbrustolita è buonissima.
Oppure "pasticciata" con sugo di pomodoro e parmigiano penso che l'abbiamo preparata un po' tutti.
Ma fatta così, era la prima volta che mi cimentavo e devo dire che... mi è piaciuta un bel po'.



La polenta deve essere ovviamente fredda e ben compatta, in modo da poterla tagliare a fette.
Fatele spesse circa 1 cm e passatele nella farina bianca, poi nell'uovo sbattuto con un pizzico di sale e per ultimo nel pangrattato.
Friggete le fette in olio extravergine fino a farle diventare ben dorate.
Per i golosi e i "puristi della milanese" potete friggere le fette nel burro, ma diventano una bomba calorica.
Scolatele su carta da cucina, salatele leggermente e ... Gnam Gnam!!!!



Con questa ricetta partecipo al contest

domenica 13 luglio 2008

Lasagnette verdi con ragù di S. Marzano e calamari


Dedico questa ricetta a Lenny di Una finestra di fronte e la ringrazio per il premio Art & Pico che ha voluto assegnarmi, giustificandolo così: "per la sua spettacolare bravura". Ne sono veramente onorata!

Lasagnette verdi con ragù di S. Marzano e calamari

Ingredienti: per 1
2 pomodori San Marzano
2 sfoglie di pasta per lasagne agli spinaci
2 calamari
1 spicchio d'aglio
1 ciuffo di prezzemolo
farina di semola di grano duro
olio extravergine d'oliva
sale
pepe

Preparazione:
Mettete a cuocere in acqua salata le sfoglie di pasta all'uovo.
Cuocete per circa 10 minuti se è pasta secca (se è pasta fresca bastano pochissimi minuti).
Tagliate a rondelle i calamari e tenete da parte i ciuffi.
Mettete a cuocere con due cucchiai di olio e uno spicchio d'aglio le rondelle di calamaro.
Tagliate a metà un pomodoro, tagliate leggermente la punta in modo da renderlo stabile, e levate la polpa con uno scavino ricavando così una specie di bicchierino. Lasciatelo a testa in giù in modo da scolare il succo che si forma all'interno.
Tagliate gli avanzi del ritaglio e il restante pomodoro a cubetti e aggiungetelo agli anelli di calamaro (togliete lo spicchio d'aglio). Salate e pepate leggermente. Dopo circa 5 minuti aggiungete il trito di prezzemolo e spegnete la fiamma.
Infarinate con la semola i ciuffi di calamaro e friggeteli in olio bollente fino a quando sono belli dorati.
Scolate le sfoglie di lasagna, e tagliatele a quadrati. Disponete sul piatto un primo quadrato e distribuite un po' di sugo, continuate così i 4 strati fino a completare con il sugo.
Scolate la frittura di ciuffi su carta assorbente e riempite il bicchierino di pomodoro. Se ne avanza mettetela anche sopra la lasagna.