«È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita.» William Shakespeare
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sabato 9 ottobre 2010

Zuppa morbida di broccoli e patate con pecorino e paprika

Questa è una di quelle zuppe che ti vorresti trovare davanti bella fumante in un giorno un po' triste e grigio... proprio come uno di questi insomma.

Non amo molto le creme e le vellutate, sono più per sentire i pezzi di verdura sotto i denti, ma devo dire che questa zuppa, servita con fette di pane abbrustolito e condite con un buon olio extravergine, ha il suo perché.




INGREDIENTI (per 2-3 persone)

Per la zuppa:
300 g di cime di broccoli
1 patata
1/2 cipolla bianca
pecorino semistagionato
olio extravergine d'oliva
paprika dolce q.b.
sale q.b.

Per il brodo vegetale:
1/2 cipolla bianca
1 gambo di sedano
2 carote

PREPARAZIONE:
In una pentola preparate del brodo vegetale, facendo lessare la 1/2 cipolla con le carote e il sedano per 1/2 ora circa.
Sbollentate le cime di broccoli in acqua salata per 10 minuti, poi scolatele e raffreddatele in acqua e ghiaccio per mantenere il colore verde.
In una casseruola mettete due cucchiai di olio e fate rosolare 1/2 cipolla tritata finemente con la patata tagliata a piccoli cubetti. Dopo 7-8 minuti aggiungete anche le cimette di broccolo (tenetene da parte qualcuna per decorare alla fine i piatti).
Aggiungete il brodo vegetale filtrato ben caldo (circa 500 ml) e regolate di sale.
Lasciate cuocere il tutto per una ventina di minuti. A cottura ultimata frullate tutto con un frullatore ad immersione.
Distribuite la zuppa nelle fondine adagiando al centro del piatto qualche cimetta di broccolo. Grattugiate a scaglie il pecorino sopra la zuppa calda e spolverate con paprika dolce a piacere.

martedì 3 novembre 2009

Vellutata di spinaci e patate con Castelmagno D.O.P. e pomodorini secchi

Dal sito AltoPalato l'ispirazione per questa morbidissima vellutata di spinaci e patate che ho naturalmente modificato a mio piacimento.

Ho arricchito la ricetta con una crema di Castelmagno D.O.P. che mi affascina sempre per il suo sapore inconfondibile; forse io amando in particolar modo i formaggi a latte ovino e caprino, trovo che questo formaggio, che mischia tre tipologie di latte nella sua preparazione, sia straordinario. Con il suo profumo intenso e avvolgente mi cattura il palato e, in questa vellutata, affondando nella dolcezza e delicatezza della crema di spinaci e patate, mi ha sorpreso ad ogni cucchiaiata.

Il tocco finale per questa ricetta
è dato dal sapore sapido dei filetti di pomodori secchi e dalla nota croccante dei semi di sesamo tostati sparsi sopra la vellutata.


Castelmagno D.O.P. ... formaggio dalle origini leggendarie
E' tra i migliori prodotti caseari del Piemonte, un mito per gli estimatori, appartiene alla famiglia degli erborinati e prende il nome dal comune di Castelmagno, dove si produce da tempi antichissimi.
Le sue stesse origini sono avvolte nella leggenda, prima fra tutte quella legata al nome, che potrebbe derivargli dal santuario di San Magno, costruito in memoria di un soldato romano martirizzato sulle montagne circostanti, oppure dall'imperatore Carlo Magno, grande estimatore.
In realtà le prime forme vennero prodotte nel XII secolo, mentre una sentenza del 1277 stabilì che il marchese di Saluzzo ne ricevesse in pagamento di un canone annuale.
Sempre nel 1200 il possesso di alcune forme di Castelmagno fu pretesto per una guerra tra Cuneo e Saluzzo, guerra che durò - si racconta - trent'anni, uno per ogni forma di formaggio contesa. Cinque secoli più tardi un decreto di Vittorio Amedeo II di Savoia ordinerà "la regalità di rubbi nove di formaggio" e nell'Ottocento il Castelmagno comparirà nei menù dei più prestigiosi ristoranti d'Europa.
Le due grandi guerre con il conseguente spopolamento delle valli, ne misero in pericolo la produzione, che fortunatamente è ricresciuta negli ultimi decenni, fino a raggiungere la denominazione d'origine protetta nel 1996, sancendo il legame esclusivo del formaggio con i tre comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, piccoli paesi della parte medio-alta della Valle Grana, in provincia di Cuneo.
Nasce dal latte vaccino di due mungiture successive, con piccole aggiunte di latte ovino e caprino. Al termine della lavorazione le forme vengono fatte maturare all'interno di grotte, dove alcuni praticano la foratura, come per il Gorgonzola, per favorire la diffusione delle muffe.
A quanto si dice, il gusto inconfondibile deriverebbe da una particolare erba ("evax" o "eves"), propria della zona di produzione.
Si presenta con una crosta liscia, paglierina, quando è giovane, rugosa, dura, marrone, quando è stagionato. La pasta è semidura, di colore bianco perlaceo, con la maturazione si screzia di venature blu - verdastre. Le forme hanno un diametro di 15-20 cm e pesano 2-7 kg.
[ fonte testo www.piemondo.it ]


Vellutata di spinaci e patate con Castelmagno morbido e pomodorini secchi

INGREDIENTI: per 4 persone
500 g di spinaci
300 g di patate
6 cipollotti (oppure 4 porri piccoli)
1 dl di olio d'oliva extravergine
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di vino bianco secco
10 pomodorini secchi sott'olio
200 gr. di Castelmagno D.O.P.
1/2 bicchiere di latte
sale e pepe

PREPARAZIONE:
Pulire gli spinaci e lavarli accuratamente; sbucciare le patate, lavarle e tagliarle a pezzi.
Pulire i cipollotti, privandoli delle radici e della parte verde più dura, lavarli e tritarne 2 finemente; farli appassire in un tegame con un poco d'olio senza lasciarli colorire, aggiungere le patate e gli spinaci e rosolarli per qualche minuto. Versare il vino bianco e farlo evaporare; aggiungere 1,5 litri d'acqua, un pizzico di sale e pepe, lo zucchero e cuocere per circa 20 minuti; passare il composto al passaverdura (oppure frullarlo).
Fare sciogliere a bagnomaria il formaggio Castelmagno con il latte e tagliare a filettini i pomodori secchi.
Distribuire la vellutata di spinaci nei singoli piatti di portata, versare al centro due cucchiai di crema di Castelmagno e adagiarvi sopra i filetti di pomodori secchi e i semi di sesamo precedentemente tostati.



Partecipo con questa ricetta alla raccolta
"SEGNI PARTICOLARI: DOP"
ideata da Genny di Al cibo commestibile
in collaborazione con
La compagnia del cavatappi

giovedì 17 gennaio 2008

Crema di cavolfiori e carote

Freddo e pioggia... e io mi rifocillo con una calda crema, fatta di sole verdure.
Ancora freddo? Allora ci metto anche un buon olio aromatizzato al peperoncino, che la rende ancora più gustosa e "hot"!!!



INGREDIENTI: per 2 persone
300 g di cavolfiore
2-3 carote
1 patata
1 cipolla bianca
1 gambo di sedano
sale
olio al peperoncino

PREPARAZIONE:
In una pentola preparate del brodo vegetale, facendo lessare 1/2 cipolla con le carote, la patata e il sedano per 1/2 ora circa.
Nel frattempo fate rosolare l'altra 1/2 cipolla tritata finemente in una casseruola dove aggiungerete il cavolfiore tagliato a cimette.
Alcune cimette sbollentatele in acqua salata per 10 minuti e lasciatele da parte.
Dopo 5 minuti di cottura aggiungete, poco alla volta, il brodo vegetale filtrato (circa 600 ml). Regolate di sale.
Tagliate a pezzetti la patata e le carote che avevate lessato nel brodo e unitele al cavolfiore.
Lasciate cuocere il tutto per una ventina di minuti.
A cottura ultimata frullate tutto con mixer o un frullatore.


Impiattate mettendo facendo affondare nella crema le cimette di cavolfiore sbollentate.
Versate a piacere un filo di olio al peperoncino.