La bistecca impanata e fritta è davvero irresistibile, purtroppo però non è molto salutare.
Ho voluto provare a realizzare una panatura che eliminasse completamente l'uovo in modo da rendere più leggero e digeribile questo piatto.
Se a tutto questo sommiamo il fatto che ho scelto della carne bianca di tacchino e che più che una frittura si tratta di una normale rosolatura in padella con poco olio, questa ricetta diventa davvero ... "light" ... ufffff che brutta parola ... ma non sapevo come dirlo!
INGREDIENTI: 2 porzioni
300 gr di fesa di tacchino a fette
1 cucchiaio di semi di sesamo
1 cucchiaino di timo essiccato
150 gr di pangrattato
poco olio extravergine d'oliva
1/4 di bicchiere di aceto balsamico
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
sale q.b.
verdure a piacere per accompagnare
PREPARAZIONE:
Tagliuzzate a forme irregolari le fettine di fesa di tacchino (io uso le forbici per fare prima).
In un piatto mescolate il pangrattato con il timo e i semi di sesamo.
Prendete gli straccetti di tacchino ed impanateli premendo bene con le mani per far attaccare bene gli ingredienti alla carne. Vedrete che, anche senza usare il classico uovo sbattuto, questa operazione non sarà complicata, perché la carne di tacchino, o volendo di pollo, è già abbastanza "appiccicosa" e la panatura rimane attaccata facilmente.
Scaldate qualche cucchiaio di olio in una padella e fate rosolare per qualche minuto gli straccetti di tacchino su entrambi i lati.
Preparate nel frattempo la riduzione di balsamico: versate l'aceto in un pentolino aggiungendo lo zucchero di canna, continuando a mescolare portate a bollore finchè questo non raggiungerà una consistenza cremosa.
Lavate le verdure e tagliatele (io ho utilizzato dei pomodori ciliegini tipo pachino e delle fettine di cetriolo, messi a raggera sul piatto in modo alternato).
Ponete sul piatto di servizio le verdure e gli straccetti di tacchino, salate leggermente e irrorate carne e verdure con la riduzione di balsamico.
Comunicazione di servizio: per qualche giorno non ci sarò ... ogni tanto un piccolo periodo di ferie fà bene! :)
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giovedì 27 maggio 2010
Straccetti di tacchino con panatura leggera al sesamo e timo e riduzione di balsamico
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martedì 3 novembre 2009
Vellutata di spinaci e patate con Castelmagno D.O.P. e pomodorini secchi
Dal sito AltoPalato l'ispirazione per questa morbidissima vellutata di spinaci e patate che ho naturalmente modificato a mio piacimento.
Ho arricchito la ricetta con una crema di Castelmagno D.O.P. che mi affascina sempre per il suo sapore inconfondibile; forse io amando in particolar modo i formaggi a latte ovino e caprino, trovo che questo formaggio, che mischia tre tipologie di latte nella sua preparazione, sia straordinario. Con il suo profumo intenso e avvolgente mi cattura il palato e, in questa vellutata, affondando nella dolcezza e delicatezza della crema di spinaci e patate, mi ha sorpreso ad ogni cucchiaiata.
Il tocco finale per questa ricetta è dato dal sapore sapido dei filetti di pomodori secchi e dalla nota croccante dei semi di sesamo tostati sparsi sopra la vellutata.
Castelmagno D.O.P. ... formaggio dalle origini leggendarie
E' tra i migliori prodotti caseari del Piemonte, un mito per gli estimatori, appartiene alla famiglia degli erborinati e prende il nome dal comune di Castelmagno, dove si produce da tempi antichissimi.
Le sue stesse origini sono avvolte nella leggenda, prima fra tutte quella legata al nome, che potrebbe derivargli dal santuario di San Magno, costruito in memoria di un soldato romano martirizzato sulle montagne circostanti, oppure dall'imperatore Carlo Magno, grande estimatore. In realtà le prime forme vennero prodotte nel XII secolo, mentre una sentenza del 1277 stabilì che il marchese di Saluzzo ne ricevesse in pagamento di un canone annuale.
Sempre nel 1200 il possesso di alcune forme di Castelmagno fu pretesto per una guerra tra Cuneo e Saluzzo, guerra che durò - si racconta - trent'anni, uno per ogni forma di formaggio contesa. Cinque secoli più tardi un decreto di Vittorio Amedeo II di Savoia ordinerà "la regalità di rubbi nove di formaggio" e nell'Ottocento il Castelmagno comparirà nei menù dei più prestigiosi ristoranti d'Europa.
Le due grandi guerre con il conseguente spopolamento delle valli, ne misero in pericolo la produzione, che fortunatamente è ricresciuta negli ultimi decenni, fino a raggiungere la denominazione d'origine protetta nel 1996, sancendo il legame esclusivo del formaggio con i tre comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, piccoli paesi della parte medio-alta della Valle Grana, in provincia di Cuneo.
Nasce dal latte vaccino di due mungiture successive, con piccole aggiunte di latte ovino e caprino. Al termine della lavorazione le forme vengono fatte maturare all'interno di grotte, dove alcuni praticano la foratura, come per il Gorgonzola, per favorire la diffusione delle muffe.
A quanto si dice, il gusto inconfondibile deriverebbe da una particolare erba ("evax" o "eves"), propria della zona di produzione.Si presenta con una crosta liscia, paglierina, quando è giovane, rugosa, dura, marrone, quando è stagionato. La pasta è semidura, di colore bianco perlaceo, con la maturazione si screzia di venature blu - verdastre. Le forme hanno un diametro di 15-20 cm e pesano 2-7 kg.
[ fonte testo www.piemondo.it ]
INGREDIENTI: per 4 persone
500 g di spinaci
300 g di patate
6 cipollotti (oppure 4 porri piccoli)
1 dl di olio d'oliva extravergine
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di vino bianco secco
10 pomodorini secchi sott'olio
200 gr. di Castelmagno D.O.P.
1/2 bicchiere di latte
sale e pepe
PREPARAZIONE:
Pulire gli spinaci e lavarli accuratamente; sbucciare le patate, lavarle e tagliarle a pezzi.
Pulire i cipollotti, privandoli delle radici e della parte verde più dura, lavarli e tritarne 2 finemente; farli appassire in un tegame con un poco d'olio senza lasciarli colorire, aggiungere le patate e gli spinaci e rosolarli per qualche minuto. Versare il vino bianco e farlo evaporare; aggiungere 1,5 litri d'acqua, un pizzico di sale e pepe, lo zucchero e cuocere per circa 20 minuti; passare il composto al passaverdura (oppure frullarlo).
Fare sciogliere a bagnomaria il formaggio Castelmagno con il latte e tagliare a filettini i pomodori secchi.
Distribuire la vellutata di spinaci nei singoli piatti di portata, versare al centro due cucchiai di crema di Castelmagno e adagiarvi sopra i filetti di pomodori secchi e i semi di sesamo precedentemente tostati.
Partecipo con questa ricetta alla raccolta
"SEGNI PARTICOLARI: DOP"
ideata da Genny di Al cibo commestibile
in collaborazione con
La compagnia del cavatappi
Ho arricchito la ricetta con una crema di Castelmagno D.O.P. che mi affascina sempre per il suo sapore inconfondibile; forse io amando in particolar modo i formaggi a latte ovino e caprino, trovo che questo formaggio, che mischia tre tipologie di latte nella sua preparazione, sia straordinario. Con il suo profumo intenso e avvolgente mi cattura il palato e, in questa vellutata, affondando nella dolcezza e delicatezza della crema di spinaci e patate, mi ha sorpreso ad ogni cucchiaiata.
Il tocco finale per questa ricetta è dato dal sapore sapido dei filetti di pomodori secchi e dalla nota croccante dei semi di sesamo tostati sparsi sopra la vellutata.
Castelmagno D.O.P. ... formaggio dalle origini leggendarie
E' tra i migliori prodotti caseari del Piemonte, un mito per gli estimatori, appartiene alla famiglia degli erborinati e prende il nome dal comune di Castelmagno, dove si produce da tempi antichissimi.
Le sue stesse origini sono avvolte nella leggenda, prima fra tutte quella legata al nome, che potrebbe derivargli dal santuario di San Magno, costruito in memoria di un soldato romano martirizzato sulle montagne circostanti, oppure dall'imperatore Carlo Magno, grande estimatore. In realtà le prime forme vennero prodotte nel XII secolo, mentre una sentenza del 1277 stabilì che il marchese di Saluzzo ne ricevesse in pagamento di un canone annuale.
Sempre nel 1200 il possesso di alcune forme di Castelmagno fu pretesto per una guerra tra Cuneo e Saluzzo, guerra che durò - si racconta - trent'anni, uno per ogni forma di formaggio contesa. Cinque secoli più tardi un decreto di Vittorio Amedeo II di Savoia ordinerà "la regalità di rubbi nove di formaggio" e nell'Ottocento il Castelmagno comparirà nei menù dei più prestigiosi ristoranti d'Europa.
Le due grandi guerre con il conseguente spopolamento delle valli, ne misero in pericolo la produzione, che fortunatamente è ricresciuta negli ultimi decenni, fino a raggiungere la denominazione d'origine protetta nel 1996, sancendo il legame esclusivo del formaggio con i tre comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana, piccoli paesi della parte medio-alta della Valle Grana, in provincia di Cuneo.
Nasce dal latte vaccino di due mungiture successive, con piccole aggiunte di latte ovino e caprino. Al termine della lavorazione le forme vengono fatte maturare all'interno di grotte, dove alcuni praticano la foratura, come per il Gorgonzola, per favorire la diffusione delle muffe.
A quanto si dice, il gusto inconfondibile deriverebbe da una particolare erba ("evax" o "eves"), propria della zona di produzione.Si presenta con una crosta liscia, paglierina, quando è giovane, rugosa, dura, marrone, quando è stagionato. La pasta è semidura, di colore bianco perlaceo, con la maturazione si screzia di venature blu - verdastre. Le forme hanno un diametro di 15-20 cm e pesano 2-7 kg.
[ fonte testo www.piemondo.it ]
INGREDIENTI: per 4 persone
500 g di spinaci
300 g di patate
6 cipollotti (oppure 4 porri piccoli)
1 dl di olio d'oliva extravergine
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di vino bianco secco
10 pomodorini secchi sott'olio
200 gr. di Castelmagno D.O.P.
1/2 bicchiere di latte
sale e pepe
PREPARAZIONE:
Pulire gli spinaci e lavarli accuratamente; sbucciare le patate, lavarle e tagliarle a pezzi.
Pulire i cipollotti, privandoli delle radici e della parte verde più dura, lavarli e tritarne 2 finemente; farli appassire in un tegame con un poco d'olio senza lasciarli colorire, aggiungere le patate e gli spinaci e rosolarli per qualche minuto. Versare il vino bianco e farlo evaporare; aggiungere 1,5 litri d'acqua, un pizzico di sale e pepe, lo zucchero e cuocere per circa 20 minuti; passare il composto al passaverdura (oppure frullarlo).
Fare sciogliere a bagnomaria il formaggio Castelmagno con il latte e tagliare a filettini i pomodori secchi.
Distribuire la vellutata di spinaci nei singoli piatti di portata, versare al centro due cucchiai di crema di Castelmagno e adagiarvi sopra i filetti di pomodori secchi e i semi di sesamo precedentemente tostati.
"SEGNI PARTICOLARI: DOP"
ideata da Genny di Al cibo commestibile
in collaborazione con
La compagnia del cavatappi
sabato 15 marzo 2008
Salatini di philadelphia
Scusate se sono rimasta un po' in disparte in questi giorni, un po' per stanchezza un po' per pigrizia. Sarà il cambio di stagione??!!
Ora ho più voglia di dedicare del tempo al mio amato blog, di cui vado tanto fiera. Qualcuno può pensare che sono stupidaggini, ma leggere i vostri commenti e i vostri complimenti, mi riempie di gioia!
Passiamo alle cose serie...
per questi salatini velocissimi da fare, particolarmente ideali per un buffet, devo ringraziare all'infinito "L'Araba Felice" di Cookaround Forum, che ha sperimentato questa ricetta tratta dalla rivista americana "Taste of Home".
Sono croccantini fuori e soffici e "formaggiosi" dentro.
Insomma, uno tira l'altro.... divini!!!!!

INGREDIENTI PER L'IMPASTO:
200 g di farina 00
170 g di philadelphia
40 g di burro morbido
40 g di parmigiano grattugiato
sale
PER GUARNIRE:
semi di papavero
semi di sesamo
timo
origano
paprika
curry
... insomma, le spezie che preferite!
PREPARAZIONE:
Riunite tutti gli ingredienti per l'impasto, in un mixer con le lame.
Fatelo girare a velocità elevata fino a quando si formerà una palla (basta davvero solo qualche minuto).
Ricoprite l'impasto con film trasparente e mettete in frigorifero per 20 minuti.
Nel frattempo riscaldate il forno a 200°C.
Riprendete l'impasto e stendetelo ad uno spessore di mezzo centimetro (non più sottile) con il mattarello.
Ritagliate dalla sfoglia ottenuta i salatini nelle forme che più vi piacciono: stelle, cuori, fiori ...o anche semplicemente rotondi come ho fatto io.
Disponete i salatini sulla teglia ricoperta con carta forno e spargete su ognuno le spezie e le erbe aromatiche che preferite.
Cuoceteli per circa 15 minuti. Attenzione a non farli colorire troppo, altrimenti diventano di sapore amarognolo a causa del formaggio che incomincia a bruciarsi.
NOTE:
- L'impasto si può fare anche a mano, ma se avete un mixer, perché fare fatica?
- Volendolo preparare in anticipo, tenete presente che l'impasto si conserva in frigorifero per 1-2 giorni o potete addirittura congelarlo crudo.
Ora ho più voglia di dedicare del tempo al mio amato blog, di cui vado tanto fiera. Qualcuno può pensare che sono stupidaggini, ma leggere i vostri commenti e i vostri complimenti, mi riempie di gioia!
Passiamo alle cose serie...
per questi salatini velocissimi da fare, particolarmente ideali per un buffet, devo ringraziare all'infinito "L'Araba Felice" di Cookaround Forum, che ha sperimentato questa ricetta tratta dalla rivista americana "Taste of Home".
Sono croccantini fuori e soffici e "formaggiosi" dentro.
Insomma, uno tira l'altro.... divini!!!!!
INGREDIENTI PER L'IMPASTO:
200 g di farina 00
170 g di philadelphia
40 g di burro morbido
40 g di parmigiano grattugiato
sale
PER GUARNIRE:
semi di papavero
semi di sesamo
timo
origano
paprika
curry
... insomma, le spezie che preferite!
PREPARAZIONE:
Riunite tutti gli ingredienti per l'impasto, in un mixer con le lame.
Fatelo girare a velocità elevata fino a quando si formerà una palla (basta davvero solo qualche minuto).
Ricoprite l'impasto con film trasparente e mettete in frigorifero per 20 minuti.
Nel frattempo riscaldate il forno a 200°C.
Riprendete l'impasto e stendetelo ad uno spessore di mezzo centimetro (non più sottile) con il mattarello.
Ritagliate dalla sfoglia ottenuta i salatini nelle forme che più vi piacciono: stelle, cuori, fiori ...o anche semplicemente rotondi come ho fatto io.
Disponete i salatini sulla teglia ricoperta con carta forno e spargete su ognuno le spezie e le erbe aromatiche che preferite.
Cuoceteli per circa 15 minuti. Attenzione a non farli colorire troppo, altrimenti diventano di sapore amarognolo a causa del formaggio che incomincia a bruciarsi.
NOTE:
- L'impasto si può fare anche a mano, ma se avete un mixer, perché fare fatica?
- Volendolo preparare in anticipo, tenete presente che l'impasto si conserva in frigorifero per 1-2 giorni o potete addirittura congelarlo crudo.
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