«È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita.» William Shakespeare
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sabato 5 maggio 2012

Risotto al pomodoro con funghi e feta

Io il riso lo mangerei in qualunque modo! Mi piace anche in bianco, semplicemente bollito e condito con un filo di ottimo olio d'oliva.
Trovo che sia versatilissimo e, anche aggiungendoci i famosi "rimasugli" da frigorifero, se ne può ricavare un'ottima pietanza.
E' proprio il caso di questo risotto, realizzato utilizzando un avanzo di busta di funghi misti surgelati, un po' di passata di pomodoro e un pezzetto di feta... da rifare!

Riso al pomodoro con funghi e feta


INGREDIENTI: 2 porzioni
160 gr di riso Vialone Nano
1/2 tazza di passata di pomodoro
100 gr di funghi misti surgelati
50 gr di formaggio feta
poca cipolla dorata
olio extravergine d'oliva q.b.
brodo vegetale q.b.
sale q.b.

PREPARAZIONE:
Tritate finemente la cipolla e fatela appassire dolcemente in un tegame dai ordi alti, insieme a qualche cucchiaio di olio. Unite i funghi, salate leggermente e fateli cuocere a fuoco dolce per 5-6 minuti.
Nel frattempo fate tostare il riso in una padella a parte, senza alcun condimento. Unite il riso tostato ai funghi, versate la passata di pomodoro e regolate di sale.
Portate a cottura il riso aggiungendo man mano il brodo bollente. Aggiungete altro brodo soltanto quando il precedente è stato assorbito.
Servite sbriciolando il formaggio feta sulle porzioni di risotto.

Riso al pomodoro con funghi e feta


Riso al pomodoro con funghi e feta


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Con questa ricetta partecipo al "Colors and Food" di maggio 
dedicato al colore rosso con un tocco di freschezza e sprint (nel mio caso la feta).
Il contest è organizzato da Essenza in Cucina e My Taste for Food

venerdì 9 marzo 2012

Schiaffoni al sugo giallo con olive e capperetti

Schiaffoni, o paccheri, chiamateli come volete, di quelli buoni buoni conditi con un sugo che fa sembrare un sole giallo il vostro piatto.
Gli altri ingredienti sono mediterranei che più mediterranei non si può. Piccolissimi capperi di Salina... saporiti e deliziosi. Le mie olive nere preferite... greche di Kalamata. Origano... profumatissimo. Una buona dose di peperoncino per quello "zing" in più, come direbbe la mitica Fiammetta.
Io a guardare queste foto penso già all'estate e ai suoi colori... per il momento mi accontento della primavera! Ora voi prendete la forchetta e ... gnam

Schiaffoni al sugo giallo con olive e capperetti

lunedì 31 ottobre 2011

Tagliatelle di frittatine rosse

Tagliatelle di frittatine rosse


Sapete quando vi prende quella voglia irresistibile di pasta fatta in casa.... ma vi accorgete che non avete più farina!!!
Ecco in questo caso ne avevo proprio poca poca, e ci si poteva fare al massimo un po' di pastella per delle crespelle. Da lì il lampo di genio... o meglio l'intuizione fortunata... e se ci faccio delle crespelline e poi le taglio a striscioline in modo che sembrino delle tagliatelle?
E se oltre ad un bel sughino di pomodoro, il sugo lo metto anche dentro l'impasto in modo che diventino belle rosse e tutte colorate?

Tagliatelle di frittatine rosse


A me questo piatto è piaciuto un sacco. E' semplice da fare, ci vogliono pochi ingredienti e alla prima impressione sembra un vero piatto di pasta fatta in casa. Il gusto però è totalmente diverso, le "tagliatelle" rimangono di consistenza morbida morbida proprio come una crespella e belle insaporite dal pomodoro.

Adesso sto già pensando ai prossimi colori da dare a queste...

Tagliatelle di frittatine rosse


INGREDIENTI: 2 porzioni
4 uova
250 gr di salsa di pomodoro
4 cucchiai colmi di farina 00
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
un goccio di latte
poca cipolla dorata
olio extravergine d'oliva q.b.
sale q.b.

PREPARAZIONE:
Fate rosolare in poco olio la cipolla finemente tritata. Unite la salsa di pomodoro, regolate di sale e lasciate cuocere per 15-20 minuti, finchè il sugo si ispessisce.
Nel frattempo amalagamate la farina con le uova sbattute, aiutandovi con una frusta in modo da togliere tutti gli eventuali grumi. Unite il parmigiano, un pizzico di sale e se la pastella vi sembra troppo densa, aggiungete anche un goccio di latte.
Quando il sugo è pronto fatelo leggermente intiepidire e unitelo quasi totalmente al composto di uova (conservate qualche cucchiaio di sugo per condirle alla fine). Mescolate bene e cuocete le frittatine (o chiamiamole crespelle) in una padella antiaderente leggermente oliata. Ci vorranno 4 minuti circa da un lato, poi le girate per un minuto dall'altro lato.
Cotte le crespelle tenetele in caldo su un piatto. Una volta esaurito tutto il composto, tagliate le frittatine a listarelle e servitele cosprgendo le porzioni con un abbondante cucchiaio di sugo.
A piacere spolverate altro parmigiano o servitele con delle verdure come accompagnamento.

Tagliatelle di frittatine rosse


Con questa ricetta partecipo al contest di Fusilli al tegamino
in collaborazione con Marcato

sabato 22 ottobre 2011

Paccheri ripieni di zucca e amaretti

Mio marito è qui ancora che si lecca i baffi e mi chiede di ripetere questo piatto. Lui adora i tortelli di zucca, ma l'altro giorno ero un po' pigra per mettermi a fare l'impasto, tirare la sfoglia e confezionare tortelli.
Ho aperto la dispensa e ho visto quel bel pacchetto di paccheri che aspettavano il loro lieto fine. E così è arrivata l'ispirazione... paccheri ripieni!

Paccheri ripieni di zucca e amaretti


Un ripieno dolce e morbido che ad ogni morso si fonde con la consistenza soda della pasta di grano duro. Il sapore acidulo del pomodoro che smorza e contrasta la dolcezza della zucca. La granella croccante degli amaretti sbriciolati e il profumo intenso della salvia....
Forse abbiamo solo esagerato con le dosi, perché a mio parere nove paccheri a testa erano davvero tanti, ma mio marito è riuscito comunque a finire il piatto. :)


Paccheri ripieni di zucca e amaretti
 
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INGREDIENTI: 2 persone
18 paccheri (di media grandezza)
1 tazza di salsa di pomodoro
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
40 g di burro
5 foglie di salvia
1 amaretto secco
sale
pepe


Per il ripieno dei paccheri:
400 g di zucca
qualche cucchiaio di latte
una noce di burro
20 gr di mostarda di frutta
50 gr di parmigiano grattugiato
5 amaretti secchi
un pizzico di noce moscata
sale
pepe


Preparazione del ripieno:
Pulire la zucca levando i filamenti e i semi interni, togliere la buccia e ridurre la polpa a pezzetti. Far sciogliere la noce di burro in una padella unire la dadolata di zucca e versare il latte. Cuocere  fino a quando la polpa sarà ben ammorbidita e avrà assorbito tutto il latte. Frullarla fino a ridurla in purea.
Pestare gli amaretti polverizzandoli e tritare finemente con una mezzaluna la mostarda di frutta. Riunire la polpa di zucca, gli amaretti e la mostarda in una ciotola, unirvi il parmigiano grattugiato e condire con un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Mescolare per amalgamare bene gli ingredienti.

Preparazione del condimento:
Fate inbiondire lo spicchio d'aglio con l'olio in una padella. Levate l'aglio e aggiungete la salsa di pomodoro, qualche cucchiaio d'acqua, sale e pepe. Lasciate cuocere finché la salsa si addensa (circa 10 minuti).
In un padellino fate soffriggere il burro con le foglie di salvia in modo che si profumi.
Fate lessare i paccheri in abbondante acqua salata. Scolate la pasta e riempitela con l'impasto di zucca e amaretti, aiutandovi con una sac-a-poche (o un cucchiaino); man mano che riempite i paccheri ricordatevi di tenerli in caldo (io uso scaldare bene un piatto e lo tengo appoggiato sopra la pentola dove c'è l'acqua di cottura della pasta ancora bollente).

Composizione del piatto:
Disponete i paccheri sui piatti (io li ho composti a piramide), versatevi sopra il burro fuso alla salvia. Distribuite lateralmente alla pasta due cucchiaiate di sugo di pomodoro e cospargete con la granella di amaretto sbriciolato.
Decorate con della salvia fresca e servite.

Paccheri ripieni di zucca e amaretti Paccheri ripieni di zucca e amaretti

Paccheri ripieni di zucca e amaretti
 
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Con questa ricetta partecipo al contest de La Ricetta della Felicità
in collaborazione con la scuola di cucina ConGusto


e al contest di Farina, Lievito e Fantasia
in collaborazione con Ballarini


venerdì 26 agosto 2011

Soutzoukakia

Il Soutzoukakia è una specialità regionale di Smirne (ai giorni nostri Izmir). Anche se questo è un piatto prevalentemente greco, il nome è sicuramente di origine turca perché deriva dalla parola "soutzouk" (tipiche salsicce turche di piccole dimensioni).
Tradizionalmente, il piatto è una ricetta turca. Ma nel 1922, in seguito all'inasprimento dei rapporti tra turchi e greci che vivevano in Turchia, è avvenuta una emigrazione di massa di cittadini greci di ritorno nella loro terra natia. I greci fuggiti dalla Turchia hanno quindi portato con loro la ricetta di questo piatto, adottandolo così nella cucina popolare greca. Il piatto è ora comunemente cucinato in moltissime taverne greche ed è una ricetta molto popolare.

La maggior parte delle ricette avranno diverse combinazioni di carne, ma le ricette tradizionali comprendono agnello e manzo in una combinazione 1:1. Ogni chef le cucina in maniera differente, e quindi può aggiungere carne bovina e suina alla miscela per rendere il soutzoukakia più saporito.

Altri ingredienti che vengono aggiunti possono includere foglie di alloro, erbe come origano, aneto, prezzemolo, ecc. La carne viene poi impastata con erbe e spezie per creare piccole quenelle a forma di salsiccia. Queste generalmente vengono prima fritte e poi unite alla salsa, ma in alcune versioni le polpette vengono cotte direttamente nella salsa a base di pomodoro condito con cumino e prezzemolo.
Esiste anche una versione ripiena di queste polpette in cui il centro viene farcito con del formaggio Kefalotyri. Un'altra variante suggerisce di mescolare il formaggio Feta con il Kefalotyri.

Il Soutzoukakia è generalmente servito come piatto principale, accompagnato per tradizione da riso al vapore. Altri principali accompagnamenti possono essere purè di patate, verdure a vapore o patate fritte.

[note tradotte da http://www.ifood.tv ]

Soutzoukakia


Ed ecco la ricetta... trovate in rosso le mie annotazioni, varianti o aggiunte all'originale.

INGREDIENTI: 
5 porzioni (4 polpette a persona)

per le polpette:
500 gr di carne macinata (io ho usato solo manzo)
2 spicchi di aglio tritati
2 foglie di salvia tritate
1/2 cucchiaino di timo essiccato
1 cucchiaino di cumino in polvere
1/4 di bicchiere di vino bianco secco
2 fette di pane casereccio (useremo solo la mollica bagnata e strizzata)
5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 uovo
sale, pepe q.b.
farina bianca
olio per friggere

per la salsa:
300 gr di pomodori pelati e tritati (oppure salsa di pomodoro)
poca cipolla bianca tritata
1 bicchiere di acqua
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
una noce di burro (io ho usato 3 cucchiai di olio)
sale, pepe q.b.

PREPARAZIONE:
In un contenitore mettete tutti gli ingredienti e amalgamate bene. Fate le polpette a forma allungata e infarinatele. Mettete l'olio a scaldare e friggetele. Credo che l'espressione "friggetele" sia impropria data la quantità scarsa di olio. Sarebbe più corretto dire che le polpette vengono rosolate in padella. L'importante è farle cuocere bene su tutti i lati.

Nel frattempo preparate la salsa (io ho soffritto la cipolla in qualche cucchiaio di olio, ho aggiunto la salsa di pomodoro, l'acqua, le spezie, regolato di sale e pepe) e fatela bollire dolcemente.
Prima che si addensi del tutto aggiungete le polpette fritte e lasciatele a fuoco basso per 15-20 minuti.

Se le gustate il giorno dopo saranno ancora più buone perché i sapori e i profumi del sugo e delle polpette si saranno amalgamati divinamente.

[fonte ricetta: libro "Cucina Greca con ricette tradizionali", edizioni Toubi's]

Soutzoukakia

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martedì 10 maggio 2011

Bucatini alla Norma

Si lo so, per le melanzane buone e di stagione è ancora un po' prestino, ma ne avevo proprio voglia! Che ci posso fare?
Questa ricetta non l'avevo mai preparata pensando fosse lunga e laboriosa, soprattutto per il fatto di lasciare le melanzane a spurgare con il sale per almeno un'ora.
Ma io ho trovato l'alternativa veloce e ugualmente buona: invece della classica Black Beauty ho usato la Melanzana Tonda Violetta di Firenze, quella dalla buccia più chiara, con una polpa con pochi semi e soprattutto dal sapore affatto amaro.

Venendo alla ricetta della Norma, sapete perché questa pasta si chiama così?
Il nome deriva dall'opera di Vincenzo Bellini come omaggio all'artista catanese dai suoi compesani.
Beh ... se metterete questo sottofondo mentre assaporate il piatto, vi potreste anche commuovere dalla bontà!

Bucatini alla Norma

INGREDIENTI: 2 porzioni
160 gr di bucatini (o spaghetti)
1 melanzana
1/2 cipolla dorata
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
250 gr di pomodori maturi
40 gr di ricotta salata
3 foglie di basilico
abbondante olio per friggere
sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE:
Lavate la melanzana e tagliatela a fettine alte circa 1/2 cm. Mettetele a bagno in acqua ben salata per 15 minuti. Scolatele e tamponatele con carta da cucina e infarinatele su entrambi i lati. Scrollate la farina in eccesso e friggetele in olio ben caldo. Quando le fette di melanzana sono ben dorate scolatele su carta assorbente per eliminare l'unto in eccesso.
Preparate il sugo facendo rosolare la cipolla tritata in un tegame con due cucchiai di olio, insieme allo spicchio d'aglio schiacciato. Aggiungete i pomodori tagliati a pezzetti, aggiustate di sale e pepe e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 15 minuti. Unite le foglie di basilico spezzettate con le mani e cuocete per altri 5 minuti.
Lessate i bucatini in acqua salata per circa 8 minuti, scolateli al dente e conditeli con la ricotta grattugiata. Mescolatevi anche la salsa di pomodoro e le melanzane fritte. Sporzionate nei piatti e completate con altre fettine di melanzana fritte, una grattata di ricotta salata e del basilico fresco.

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mercoledì 29 settembre 2010

Conchiglioni al forno con sugo di peperoni verdi

La pasta di grosso formato non è nelle mie preferite, ma quella a conchiglia riesce a raccogliere e a racchiudere all'interno tutto il denso e saporito sugo. Se poi all'esterno si crea una bella crosticina croccante direi che l'abbinamento è praticamente perfetto.

Se volete strafare potete arricchire il sugo con della salsiccia o aggiungere della besciamella e allora diventerà un piatto di quelli super-goduriosi, da mangiare quando si è proprio affamati!



INGREDIENTI: 4 porzioni
350 gr di conchiglioni
500 gr di passata di pomodoro
2 peperoni verdi
1/2 cipolla bianca
1 cucchiaino di origano esiccato
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
parmigiano grattugiato q.b.
sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE:
Lavate i peperoni, tagliateli a metà, eliminate i semi e i filamenti bianchi e tagliateli a filetti sottili.
Preparate un trito di cipolla e fatela imbiondire in due cucchiai di olio. Unite i peperoni e cuoceteli a fuoco dolce per circa 10-15 minuti.
Aggiungete la salsa di pomodoro, regolate di sale e pepe e chiudete con coperchio. Fate cuocere per circa 15-20 minuti (se dovesse servire aggiungete durante la cottura del sugo qualche cucchiaio dell'acqua della pasta). A fine cottura aggiungete l'origano a profumare.
Nel frattempo lessate la pasta in abbondante acqua salata. Lasciate la pasta piuttosto al dente perché finirà di cuocere in forno.
Scolate la pasta e riempite ogni conchiglione con un cucchiaio di sugo. Disponeteli in una teglia da forno leggermente oliata, versateci sopra il rimanente sugo e spolverate abbondante parmigiano grattugiato.
Infornate a 200°C per circa 10 minuti fino ad ottenere una bella crosticina croccante. Servite ben caldo.

domenica 14 marzo 2010

Salsa di spinaci (o biete)

Ho trovato questa salsa, gustosa e semplice da preparare, nel libro "La grande cucina italiana e le sue salse" di Vincenzo Buonassisi.
Questa salsa è consigliata come condimento per degli gnocchi di spinaci, una ricetta quindi "verde su verde". Io ho per il momento preferito accostarla ad un semplice piatto di pasta e devo dire che l'ho trovata molto buona ... la prossima volta proverò con gli gnocchi!


Salsa di spinaci

INGREDIENTI:
450 gr di spinaci (o bietole)
40 gr di burro
40 gr di farina
50 ml di latte
noce moscata
sale
pepe

PREPARAZIONE:
Mondate gli spinaci e tritatene finemente una parte (circa 100 gr) lasciandoli crudi.
Lessate i rimanenti in pochissima acqua in modo che venga fuori quella che gli stessi vegetali contengono (addirittura potreste farli cuocere con la sola acqua del lavaggio, in una pentola antiaderente coprendo con coperchio).
Scolateli quando non sono ancora troppo appassiti e tritateli minutamente (io li ho frullati finemente con il mixer ad immersione).
Scaldate il burro in un tegame, unite la farina, mescolate, unite il latte; in pratica è la formula per preparare una besciamella.
Aggiungete anche sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Otterrete una salsa piuttosto densa; rendetela più liquida, ma non troppo, allungandola con un mestolino o due dell'acqua rimasta in pentola dopo la cottura degli spinaci.
In questa salsa versate gli spinaci lessati e frullati; mescolate e unite anche gli spinaci tritati crudi che daranno un gusto ed un colore più brillante all'insieme.

Con questa salsa potete condire pasta o riso, oppure carni bianche lessate o arrostite.
E' ottima, come dicevo prima, sugli gnocchi.

sabato 16 gennaio 2010

Su pane frattau

Il "pane frattau" è un piatto tipico della Sardegna, viene preparato specialmente nella regione della Barbagia e nelle zone centrali dell'isola.

Una leggenda dice che venne inventato come piatto da presentare al re Umberto II di Savoia: due donne per la fretta e per il ritardo, durante una visita del re in Sardegna, cercarono di arrangiarsi con ciò che trovarono per dare forma ad un piatto da porgere al monarca. Corsero a prendere della conserva di pomodoro, due uova nel pollaio, del basilico e della cipolla dall'orto e infine presero del pane dalla credenza. Prepararono in fretta e furia il tutto, disponendo il piatto in maniera frettolosa. Offertolo al sovrano, a quanto narra la leggenda, quest'ultimo gradì particolarmente la pietanza. Il nome "frattau", quindi, deriverebbe dalla parola "fretta" o dalla parola "nel frattempo, frattanto".

Gli ingredienti del pane frattau variano a seconda della zona. I più comuni sono un uovo di gallina (cotto in camicia), del pane carasau (ammorbidito nell'acqua, nel brodo o direttamente dal sugo di pomodoro), della cipolla, del basilico fresco, del sugo di pomodoro e parmigiano o pecorino sardo. In alcune zone di utilizzano erbe aromatiche per l'insaporimento della pietanza, come la cicoria, il rosmarino, il timo o l'origano. [fonte Wikipedia]

Pane frattau

INGREDIENTI: per 2 persone
6 fogli di pane carasau (carta da musica)
300 gr di passata di pomodoro
1 spicchio aglio
poca cipolla
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
qualche foglia di basilico fresco
2 uova
brodo di pecora (o comunque di carne)
100 gr di pecorino sardo
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE:
Preparate un sugo di pomodoro facendo scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio intero e poca cipolla tritata. Unite la passata di pomodoro, regolate di sale e lasciate cuocere per 15-20 minuti. Spegnete il sugo e aggiungete qualche foglia di basilico per profumare, spezzandole con le mani.
In una pentola dal fondo largo scaldate il brodo e, appoggiandoli su una schiumarola, immergete uno alla volta i dischi di pane carasau per pochi secondi. Scolateli e metteteli subito sul piatto, coprite ogni disco con qualche cucchiaio di sugo di pomodoro e spolverate con pecorino grattugiato, fino a formare 3 strati.
In un pentolino a parte cuocete le uova in camicia (consiglio di cuocerle una alla volta). Portate a bollore dell'acqua e aggiungete un cucchiaio di aceto. Abbassate la fiamma in modo che l'acqua frema soltanto, con l'aiuto di un cucchiaio mescolate l'acqua in modo che si crei un "vortice" nel quale farete scivolare delicatamente le uova. Con questo metodo riuscirete ad "avvolgere" l'albume dell'uovo bene intorno al tuorlo e si eviterà che le uova si rompano. Fate cuocere per 3 minuti, scolatele con una schiumarola e asciugatele leggermente su carta da cucina prima di metterle al centro del vostro piatto. Servite a piacere con pepe nero macinato.

Pane frattau

• for English recipe see here
www.sardopan.it/recipes.htm

Questa ricetta è inclusa nella raccolta di Laura...

Italia in cucina

mercoledì 9 settembre 2009

Cicoria selvatica: che amara bontà

In questi giorni l'aria sta cominciando a diventare frizzantina, soprattutto al mattino, ma il tempo ci regala ancora delle giornate limpide e serene, con un cielo azzurro ... da capogiro.
Dalle nostre parti di giornate così non se ne vedono molte durante l'anno e quando ci sono bisogna approfittarne.
Sabato scorso quindi abbiamo deciso di fare una gita sulle nostre montagne per goderci l'aria pura e un po' di sole.
Meta della giornata è stata la zona dove si incontrano due vallate bergamasche: la Val Seriana e la Val Brembana. Esattamente siamo partiti da Zambla Alta, piccola frazione di Oltre il Colle, per salire a piedi lungo il sentiero che porta al monte Grem (mt. 2049).

Zambla

dalla cima del Monte Grem

Monte Grem

Dopo aver percorso un sentiero che sale attraverso un fitto bosco, siamo finalmente arrivati in mezza costa, su verdi prati e ampi pascoli ancora verdissimi e fioriti.
Dall'alto il paesaggio era veramente suggestivo e, data la giornata particolarmente tersa, la vista panoramica permetteva di vedere tutta la vallata sottostante.


Val Brembana

Monte Grem



Mentre camminavo, un prato in particolare ha attirato la mia attenzione ... era stracolmo di cicoria selvatica (Taraxacum officinale, chiamato anche comunemente "soffione" o "dente di leone") e non ho saputo resistere al richiamo, soprattutto sapendo che ci sarebbe stata una differenza abissale tra il sapore della stessa erba raccolta nei nostri prati (vatti più a fidare!) e questa che cresce in mezzo al nulla a quasi duemila metri di altitudine.
Ho riempito quindi per bene un sacchetto di carta contenta di aver concluso al meglio questa splendida giornata.



Ho deciso di utilizzare la cicoria raccolta preparando due ricette semplici, una che si ispira alla tradizione romana cioè la "Cicoria strascinata" e un primo piatto inventato al momento riciclando il giorno dopo un po' della cicoria strascinata avanzata.



Cicoria strascinata

Cicoria strascinata

INGREDIENTI: per 2 persone
500 gr. di cicoria selvatica (foglie di Tarassaco)
2 spicchi d'aglio
olio extravergine d'oliva
pepe (o peperoncino)
sale

PREPARAZIONE:
Mondare e lavare la cicoria e successivamente lessarla per 5 minuti in acqua non salata.

In una padella con qualche cucchiaio d'olio far rosolare gli spicchi d'aglio leggermente schiacciati.
Scolare la cicoria (conservare l'acqua di cottura), strizzarla e farla quindi saltare in padella insaporendo con sale, pepe o peperoncino.
Dopo qualche minuto di cottura a fuoco vivace (6-7 minuti) servire a tavola la "cicoria strascinata" ben calda.

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Tortiglioni con cicoria selvatica all'aceto balsamico

Tortiglioni con cicoria selvatica all'aceto balsamico

INGREDIENTI: per 2 persone
160 gr di pasta formato tortiglioni
200 gr di cicoria già bollita e ripassata in padella con aglio, olio e peperoncino
100 gr di passata di pomodoro
3 cucchiai di aceto balsamico
Parmigiano Reggiano grattugiato
poca cipolla
sale

PREPARAZIONE:
Cuocere la pasta nell'acqua dove è stata lessata la cicoria, avendo soltanto l'accortezza di regolarla di sale (se non volete sentire troppo il sapore amaro della cicoria, bollite la pasta in semplice acqua salata).
Mettere un tegame sul fuoco con un po' di olio e la cipolla tritata finemente. Quando la cipolla è imbiondita aggiungere la passata di pomodoro e regolare di sale.
Far cuocere per 5 minuti e quindi aggiungere la cicoria. Mescolare e lasciar cuocere per altri 5 minuti.
Scolare la pasta, versarla nel tegame del condimento e aggiungere l'aceto balsamico.
Saltare i tortiglioni a fuoco vivace e servire con una spolverata di Parmigiano Reggiano.

Cicoria selvatica e tortiglioni ... work in progress

Tortiglioni con cicoria selvatica all'aceto balsamico


Con quest'ultima ricetta partecipo al contest  

Andiamo per prebuggiun

lunedì 27 luglio 2009

Gnocchi semplici di ricotta e parmigiano

E chi l'ha detto che d'estate si debbano preparare solo piatti freschi e leggeri.
Ogni tanto un goloso primo un po' più sostanzioso ci sta proprio bene, specie se condito con semplicità come questi gnocchi di ricotta al pomodoro fresco.
E anche se ormai non c'è più nulla da fare per la "prova costume"... faccio porzioni un po' più piccole, ma non rinuncio a ciò che nella vita mi dà una briciola di felicità, anche se si tratta solo di un piatto di gnocchi.

Gnocchi semplici di ricotta e parmigiano


INGREDIENTI: x 4 persone

350 gr di ricotta fresca
120 gr di parmigiano grattugiato
80 gr di farina 00
3 tuorli
50 gr di burro
sale
pepe
noce moscata

PREPARAZIONE:
Raccogliete la ricotta in una fondina e sbriciolatela con una forchetta. Aggiungetevi il burro ammorbidito e mescolate bene; incorporate quindi al preparato i tuorli uno alla volta e continuate a mescolare, fino ad ottenere un composto cremoso.
A questo punto, aggiungendoli a cucchiaiate, incorporate alla crema il parmigiano e la farina.
Unite un pizzico di sale, una punta di pepe e un velo di noce moscata.
Mettete al fuoco una pentola d'acqua moderatamente salata e portate ad ebollizione.
Appena alzato il bollore, calate al centro il composto aiutandovi con due cucchiaini che bagnerete prima nell'acqua e poi userete per formare dei piccoli gnocchi.
Lasciateli cuocere per 6-7 minuti con acqua a leggero bollore, scolateli man mano che vengono a galla con una schiumarola e raccoglieteli in una pirofila nella quale avrete messo una noce di burro.
Suddividete nei piatti e conditeli con un semplice sugo di pomodoro fresco e altro parmigiano grattugiato.

Ricetta tratta dal libro "Le cento migliori ricette di Gnocchi e Gnocchetti" a cura di Emilia Valli.

Gnocchi semplici di ricotta e parmigiano

sabato 16 maggio 2009

Tagliolini al granchio, ovvero come trasformare un mostro in un Adone!

Quando l'ho visto nel banco surgelati del supermercato sembrava quasi carino, con il suo guscio arancione vivace e così mi sono detta "perchè non provare a cucinarlo?"... le novità mi attirano sempre!

Estratto poi dal suo involucro di plastica l'ho osservato meglio.... fà davvero paura.
Sembra un enorme ragno peloso e ha delle chele forti e taglienti. Ma non mi sono fatta intimorire e gli ho preparato un bel bagnetto bollente.


Si lo sò che era già morto ma a me faceva ancora un po' impressione e così l'ho lasciato a "crogiolarsi" per circa 15 minuti.
Tolto dalla padella ho incominciato l'operazione più difficile e armata di "pinza e tenaglia" ho estratto dal granchiozzo tutta la succosa carne (non molta in verità)... una fatica che alla fine mi ha regalato mezza scodella di polpa.

Intanto un bel sughino di pomodoro, fatto semplicemente con un po' di salsa e basilico fresco, stava sobbollendo dolcemente sul fuoco.
L'incontro tra granchio e sugo è stata pura attrazione... sarà stato tutto merito del bagno che ha donato al granchio un fascino irresistibile.
Il sugo era rimasto abbagliato da cotanta bellezza e alla fine, da vero Cupido, ho deciso di farli "conoscere".



I tagliolini freschi fatti in casa, invidiosi del bagnetto fatto al granchio, aspettavano soltanto di essere tuffati in acqua bollente e così li ho accontentati.
Decisamente adesso il granchio non mi fa più impressione.... anzi, è stato un incontro d'amore perfetto!!!

mercoledì 27 agosto 2008

La vera Amatriciana

Sembra un piatto semplice che conosciamo praticamente tutti, ma come si fa la vera Amatriciana?
Chissà quanti di noi fanno il sugo con un soffritto di cipolla o aglio e poi ci aggiungono la pancetta. Chissà quanti altri cuociono i bucatini e ci spargono poi sopra del Parmigiano. Ai veri puristi dell'Amatriciana verrebbe "un colpo" sentendo queste cose!

Ho voluto quindi informarmi meglio sulla tradizione di questa ricetta originaria di Amatrice, paesino in provincia di Rieti.
Quando questo piatto è nato, Amatrice geograficamente era in Abruzzo. Si dice che fosse il pasto principale dei pastori che allora erano numerosissimi, per la sua semplicità e rapidità di preparazione.
Originariamente era senza il pomodoro e si chiamava "Gricia", poi con la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo che importò in Europa il pomodoro, furono aggiunti i pomodori e divenne "Amatriciana".


Amatriciana

Ingredienti: per 4
500 gr. di spaghetti (assolutamente spaghetti!!!)
500 gr. di pomodori S.Marzano ben maturi
100 gr. di guanciale di maiale ben grasso tagliato spesso
100 gr. di pecorino non troppo saporito
(possibilmente dei Monti Sibillini)
1 cucchiaio di olio extra vergine
1/2 bicchiere di vino bianco secco
poco peperoncino
sale q.b.

Preparazione:
Sbollentate per pochi secondi i pomodori in acqua in ebollizione quindi passateli sotto l'acqua fredda, pelateli e tagliateli a filettini, privandoli dei semi (se utilizzate i pelati, sminuzzateli prima con le mani sfilacciandoli).
Tagliate il guanciale a mattoncini e mettetelo in una padella preferibilmente di ferro con l'olio e poco peperoncino.
Fate rosolare a fuoco vivace per qualche minuto fino a quando il guanciale avrà preso colore.
Bagnate con il vino e, non appena è sfumato, togliete dalla padella i pezzetti di guanciale e teneteli da parte possibilmente in caldo.
Mettete nel fondo di cottura i pomodori, poco sale e fateli cuocere a fuoco vivace per qualche minuto.
Rimettete in padella il guanciale, dopo un altro minuto di fuoco il sugo è pronto.
Nel frattempo avrete messo a cuocere la pasta, scolatela al dente e versatela in un recipiente possibilmente preriscaldato.
Spolverate la pasta con la metà del pecorino e versateci sopra la salsa ben calda.
Mescolate bene e servite la pasta ben calda passando a parte il resto del pecorino.


Per chi volesse deliziarsi con questo piatto...
Questo fine settimana ad Amatrice si terrà la 42 Sagra degli Spaghetti all'Amatriciana. In questa edizione, come per le 3 precedenti, sarà presente uno stand che distribuirà anche pasta senza glutine. Ecco il programma della Sagra

fonte della ricetta amatriciana.org

sabato 12 gennaio 2008

Pesto di sedano ... un gusto originale!


Sono rimasta molto colpita da una ricetta vista tempo fa su Cookaround, realizzata da Stefano - Lo Zucchino d'Oro: Trenette con pesto di sedano, mandorle e code di gambero.
Tra l'altro ho notato che nel suo blog non l'ha inserita... peccato perché merita veramente!

Quel "pesto di sedano" mi ispirava parecchio e finalmente dopo mesi mi sono decisa a sperimentarlo.
Se avete tempo e voglia questo pesto dovreste farlo nel classico mortaio, perché il risultato sarebbe otiimale ma io, per semplificare e velocizzare, l'ho preparato con il mixer... merito una punizione esemplare!

 
Come al solito non mi sono attenuta alle dosi previste dalla ricetta originale, ma ci ho voluto mettere del mio.
Il risultato? Davvero grandioso!!!




INGREDIENTI:
80 g. di foglie di sedano
20 g. di mandorle
10 g. di pinoli
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
olio extra vergine d'oliva q.b.
1 pizzico di sale grosso

PREPARAZIONE:
Lavate le foglie di sedano e asciugatele con una centrifuga per insalata.
Tostate leggermente mandorle e pinoli in un padellino antiaderente.
Mettete le foglie di sedano nel mixer con uno spicchio d'aglio sbucciato, mandorle, pinoli, parmigiano e un pizzico di sale grosso. Azionare il mixer e aggiungere pian piano l'olio a filo fino ad ottenere il pesto della consistenza desiderata.



DOPO L'ASSAGGIO:
Delicato, profumato e davvero originale il sapore di questo pesto. Ottimo l'abbinamento con il pesce. Fantastico anche da solo per condire della pasta o spalmato su fette di pane tostato!

L'ho usato ad esempio per questo Persico al pepe rosa e pesto di sedano oppure per accompagnare un profumatissimo Salmone al profumo di alloro e agrumi

venerdì 7 dicembre 2007

Salsa al pane e vino rosso

Ricetta tratta dal libro di Vincenzo Buonassisi "La Grande Cucina Italiana e le sue Salse".
Vi riporto esattamente la ricetta originale, tra parentesi trovate le mie due uniche varianti.

Questa salsa era molto usata nelle regioni che appartennero un tempo alla Magna Grecia; poi è stata quasi dimenticata, e a volte si fa confusione con una salsa analoga che si trova ancora, qualche volta, in Gran Bretagna. Questa è la variante nostrana.



INGREDIENTI:
160gr. di pane secco
2 o 3 cipolle
3 filetti di acciuga
1 peperoncino rosso (io ho usato 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere)
2 dl. di vino rosso corposo
6 cucchiaiate di olio d'oliva
3 cucchiaiate di burro (io ho usato 1 cucchiaio di panna da cucina)
sale

PREPARAZIONE:
Scaldate l'olio in un tegame, unite la cipolla tritate o affettata sottile, aspettate che questa appassisca senza prendere colore e unite i filetti di acciuga.
Aspettate che questi si disfino e unite il pane sbriciolato, ma dovete adoperare solo la parte interna della mollica, eliminando la crosta.
Proseguite la cottura a fuoco basso, finché non si formi nel tegame un sugo ben amalgamato; a questo punto bagnate, in diverse riprese, con il vino rosso.
Lasciate che questo si consumi in parte e unite il peperoncino a pezzetti.
Proseguite ancora la cottura non dimenticando di aggiustare di sale. Aspettate che si formi un sugo denso e fate un'ultima aggiunta: il burro (o panna).
Ancora un minuto sul fuoco perché tutto leghi e la salsa al pane è pronta.

Secondo la vecchia tradizione questa salsa è molto adatta ad accompagnare pesci oppure ortaggi bolliti o patate lesse; ma potrebbe accompagnarsi benissimo anche a pasta e riso.

L'ho utilizzata per dei tortini di patate al burro... e l'ho provata anche sulle tagliatelle... divina!!!

venerdì 2 novembre 2007

Panna da cucina, pronta in un attimo

Mi serviva della panna da cucina, e non avendola in casa ho trovato questo espediente che la sostituisce egregiamente. Un doveroso grazie a meggy di Cookaround!

• 100 ml. di latte parzialmente scremato (freddo da frigorifero)
• 200 ml. di olio di semi di girasole (io avevo solo quello di arachidi in casa ed è venuta ugualmente buona)
• Frullato con minipimer ad immersione a "velocità maionese"


Fatta... non ci potevo credere... ed è buonissima!

giovedì 25 ottobre 2007

Tagliatelle al sugo di fegatini

Ho trovato questa ricetta su barmazzini.com e ho voluto sperimentarla immediatamente!!
Un ragù diverso da solito: se amate il gusto dei crostini toscani, è da provare!!!



INGREDIENTI: per 4 persone
400 gr. di tagliatelle fresche all'uovo, 150 gr. di fegatini di pollo, 2 bicchieri di vino bianco secco, 1 piccola cipolla, 3 foglie di salvia, 1 pizzico di maggiorana, 50 gr di Parmigiano Reggiano, 40 gr. di olio d'oliva extra-vergine, 30 gr. burro, sale, pepe

PREPARAZIONE:
Tritate la cipolla e mettetela in una casseruola con l'olio di oliva, fate rosolare lentamente.
Quando prende colore aggiungete il vino e lasciate asciugare un poco, cuocendo a fuoco lento.
Mondate i fegatini e tagliateli a tocchetti, fateli rosolare per qualche minuto nel burro con la salvia.
Uniteli quindi alla cipolla, salate e pepate a piacere (il pepe deve essere macinato di fresco) e fate cuocere per circa 10 minuti. Lessate le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele e conditele con il parmigiano (a piacere) e la salsa ai fegatini.
Se piace, macinate ancora del pepe nero sopra ogni porzione.