Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di guardare con aria sconsolata quelle banane dimenticate nel portafrutta. Ogni giorno ci convinciamo che "sì sì... domani le mangerò sicuramente!" ma il tempo passa ad una velocità sorprendente, e noi siamo riuscite a farle diventare quasi completamente nere... e non è magia!
Magia è invece non gettarle nell'umido e utilizzarle in questo delizioso pane dolce, ideale per la colazione. Si prepara in un attimo e avrete risparmiato una brutta fine a quelle povere banane.
INGREDIENTI:
3 o 4 banane molto mature
3 uova
50 gr di burro
50 gr di olio di semi
180 gr di farina 00
1 cucchiaino di cannella in polvere
110 gr di zucchero di canna
1/2 bustina di lievito vanigliato (circa 8 gr)
poco succo di limone
una presa di sale fino
1 cucchiaio di zucchero a velo (facoltativo)
PREPARAZIONE:
Preriscaldate il forno a 180°C. Sbucciate le banane e schiacciatele con una forchetta fino a ridurle in poltiglia. Spruzzatele con un po' di succo di limone per non farle annerire.
Sbattete in una terrina lo zucchero con le uova, finché il composto diventa chiaro e spumoso. Aggiungete la purea di banane, il burro ammorbidito, l'olio e un pizzico di sale. Unite quindi poco a poco, la farina setacciata alla quale avrete mescolato il lievito e la cannella.
Versate in uno stampo da plumcake in silicone (o in uno tradizionale imburrato e infarinato) e cuocete per circa 40 minuti. Fate la "prova stecchino", se infilzandolo al centro dello stampo fuoriesce asciutto, togliete il dolce dal forno e fatelo raffreddare su una gratella.
Servite spolverando a piacere con zucchero a velo.
Io questa volta ho fatto la versione base, ma se vi piace potete aggiungere all'impasto anche delle golose gocce di cioccolato, oppure della frutta secca come noci, nocciole, mandorle o pinoli.
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venerdì 23 maggio 2014
giovedì 10 ottobre 2013
Crostoni al Montasio e fichi
Purtroppo i deliziosi e dolcissimi fichi sono finiti già da qualche settimana. Quest'anno le due piante che abbiamo nel giardino ne hanno prodotti davvero moltissimi e noi abbiamo fatto tante scorpacciate di questo frutto dolce come il miele.
Ho preparato anche questi crostoni abbinando i fichi al formaggio ... un classico che non delude davvero mai!
Per questa ricetta semplicissima non vi darò delle dosi, tanto state certi che più crostoni preparerete più ne mangerete! ;)
INGREDIENTI:
formaggio Montasio DOP
pane tipo Pugliese
fichi
timo
pepe nero
PREPARAZIONE:
Tagliate il pane in fette alte circa 1 cm. Disponetele in una teglia e fatele "tostare" nel forno caldo finchè non diventano croccanti. Io ho scaldato il forno a 200°C poi ho attivato la funzione grill, ho inserito la teglia e le ho lasciate 2/3 minuti per lato.
Intanto tagliate a piccoli pezzetti il formaggio e a fette sottili i fichi (pulite leggermente la buccia con carta da cucina).
Distribuite i cubetti di formaggio sulle fette di pane e disponetevi sopra le fettine di fico. Macinate un po' di pepe nero a piacere e spargete anche qualche fogliolina di timo.
Infornate per altri 2 minuti o fino a quando il Montasio non si sarà sciolto. Quindi servite i crostoni ben caldi.
vino in abbinamento: Morellino di Scansano / La Mora
produttore: Casa Vinicola Cecchi
temperatura di servizio: 16/18°
grado alcolico: 13,5%
lunedì 5 novembre 2012
Crostini dei butteri
Questi crostini non sono i classici e tradizionali crostini toscani ai fegatini, ma sono una variante maremmana della ricetta, che vuole l'aggiunta di un po' di carne di maiale. Per il resto come ingredienti sono molto simili, ma il gusto forse rimane leggermente più delicato.
La ricetta viene dal libricino "Sapori della Maremma" di Sandra Lotti, edizioni Maria Pacini Fazzi
INGREDIENTI:
300 gr di fegatini di pollo
50 gr di carne di maiale (io ho usato un macinato)
olio d'oliva di qualità
1 cipolla bianca
1 carota
1 costa di sedano
rosmarino
salvia
2 spicchi d'aglio
fette di pane
sale
pepe
PREPARAZIONE:
Spezzettare gli ingredienti e cuocerli con l'olio d'oliva in una pentola coperta, per 40 minuti.
Passare tutto finemente e spalmare su fette di pane abbrustolite.
ANNOTAZIONI PERSONALI ALLA RICETTA:
Ho preferito prima rosolare la carne e i fegatini nell'olio per farli insaporire, quindi aggiungere le verdure e le erbe aromatiche tritate. Ho trovato utile dover aggiungere un mestolo di brodo caldo per continuare la cottura altrimenti gli ingredienti rischiavano di "bruciacchiare"! ;)
Se il composto, una volta passato, dovesse risultare troppo denso, aggiungete ancora un goccio di brodo.
La ricetta viene dal libricino "Sapori della Maremma" di Sandra Lotti, edizioni Maria Pacini Fazzi
INGREDIENTI:
300 gr di fegatini di pollo
50 gr di carne di maiale (io ho usato un macinato)
olio d'oliva di qualità
1 cipolla bianca
1 carota
1 costa di sedano
rosmarino
salvia
2 spicchi d'aglio
fette di pane
sale
pepe
PREPARAZIONE:
Spezzettare gli ingredienti e cuocerli con l'olio d'oliva in una pentola coperta, per 40 minuti.
Passare tutto finemente e spalmare su fette di pane abbrustolite.
ANNOTAZIONI PERSONALI ALLA RICETTA:
Ho preferito prima rosolare la carne e i fegatini nell'olio per farli insaporire, quindi aggiungere le verdure e le erbe aromatiche tritate. Ho trovato utile dover aggiungere un mestolo di brodo caldo per continuare la cottura altrimenti gli ingredienti rischiavano di "bruciacchiare"! ;)
Se il composto, una volta passato, dovesse risultare troppo denso, aggiungete ancora un goccio di brodo.
mercoledì 15 settembre 2010
Pane integrale
Che soddisfazione mangiare il pane che si è preparato con le proprie manine!
Non sarò la maga dei lievitati e so benissimo che in giro per i blog ci sono dei veri maestri della panificazione, ma anche se preparato con banale semplicità, questo pane mi da sempre soddisfazione.
Ho trovato questa ricetta, che utilizzo praticamente quasi sempre, sul sito "buone forchette" e ve la riporto qui sotto.
Ingredienti:
1 kg di farina integrale
20 gr di sale marino integrale fino
60 gr di olio extra-vergine d'oliva
40 gr di lievito di birra
2 cucchiai di zucchero di canna
acqua
Preparazione:
Sciogliere il lievito in acqua tiepida e farlo riposare 15-20 minuti in luogo caldo. Disporre la farina a fontanella e nel mezzo porre gli altri ingredienti. Unire il lievito e acqua tiepida q.b.; impastare. Quando la pasta è compatta sbatterla a lungo sulla spianatoia e reimpastarla per 10 minuti. Farla lievitare coperta in caldo. Dopo 1 ora tagliarla in 2 parti e lavorarle separate per 5-10 minuti. Ungere 2 stampi e foderarli con la pasta. Lievitare 1 ora dopo aver fatto un taglio in superficie, infornare a 220 gradi per i primi dieci minuti, abbassare a 180 gradi per altri 20 minuti circa. Sfornare e fare raffreddare i filoni di pane integrale su una gratella.
Non sarò la maga dei lievitati e so benissimo che in giro per i blog ci sono dei veri maestri della panificazione, ma anche se preparato con banale semplicità, questo pane mi da sempre soddisfazione.
Ho trovato questa ricetta, che utilizzo praticamente quasi sempre, sul sito "buone forchette" e ve la riporto qui sotto.
Ingredienti:
1 kg di farina integrale
20 gr di sale marino integrale fino
60 gr di olio extra-vergine d'oliva
40 gr di lievito di birra
2 cucchiai di zucchero di canna
acqua
Preparazione:
Sciogliere il lievito in acqua tiepida e farlo riposare 15-20 minuti in luogo caldo. Disporre la farina a fontanella e nel mezzo porre gli altri ingredienti. Unire il lievito e acqua tiepida q.b.; impastare. Quando la pasta è compatta sbatterla a lungo sulla spianatoia e reimpastarla per 10 minuti. Farla lievitare coperta in caldo. Dopo 1 ora tagliarla in 2 parti e lavorarle separate per 5-10 minuti. Ungere 2 stampi e foderarli con la pasta. Lievitare 1 ora dopo aver fatto un taglio in superficie, infornare a 220 gradi per i primi dieci minuti, abbassare a 180 gradi per altri 20 minuti circa. Sfornare e fare raffreddare i filoni di pane integrale su una gratella.
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mercoledì 21 luglio 2010
La Panzanella ... poesia di sapore
Eh sì... così si è sentito probabilmente ispirato il mitico Aldo Fabrizi, cuoco indiscusso dei migliori piatti della tradizione romana, grandioso attore e anche poeta, mentre con gesti sicuri e quotidiani si preparava per pranzo una gustosissima panzanella.
Da lui ispirata, e devo dire anche un po' dalle verdure di stagione dell'orto, ecco la mia versione ... una poesia di sapori d'estate!
INGREDIENTI: per 2-3 porzioni
5-6 fette di pane di grano duro raffermo
2 pomodori cuore di bue
1 peperone verde dolce
2 coste di sedano piccole e tenere
1/2 cipolla bianca
6-8 foglie di basilico
aceto di vino bianco q.b. (io preferisco l'aceto di mele)
olio extravergine d'oliva q.b.
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Affettate la cipolla sottilmente e mettetela in una ciotola con acqua e ghiaccio per farle perdere il sapore troppo forte.
Lavate tutte le verdure, tagliate i pomodori e il sedano a fettine e il peperone a tocchetti.
Bagnate con poca acqua fresca le fette di pane ... io non amo ammollarle troppo, perché preferisco che assorbano i liquidi e i sapori delle verdure che aggiungo dopo.
Prendete una capiente ciotola e adagiatevi sul fondo 3 fette di pane. Irroratele con olio e spruzzatele con un po' di aceto.
Distribuite sopra il pane la metà delle verdure, metà delle cipolle ben scolate dall'acqua e qualche foglia di basilico spezzettata con le mani. Condite anche lo strato di verdure con un pizzico di sale, pepe a piacere e un filo d'olio.
Ricominciate con un altro strato con le altre fette di pane e distribuite le rimanenti verdure.
Mettete in fresco per qualche ora a far insaporire per bene.
Togliete la panzanella dal frigorifero almeno 30-40 minuti prima di servirla.
E che ce vo’
pe’ fa’ la Panzanella?
Nun è ch’er condimento sia un segreto,
oppure è stabbilito da un decreto,
però la qualità dev’esse quella.
In primise: acqua fresca de cannella,
in secondise: ojo d’uliveto,
e come terzo: quer di-vino aceto
che fa’ venì la febbre magnarella.
Pagnotta paesana un po’ intostata,
cotta all’antica, co’ la crosta scura,
bagnata fino a che nun s’è ammollata.
In più, per un boccone da signori,
abbasta rifinì la svojatura
co’ basilico, pepe e pommidori.
pe’ fa’ la Panzanella?
Nun è ch’er condimento sia un segreto,
oppure è stabbilito da un decreto,
però la qualità dev’esse quella.
In primise: acqua fresca de cannella,
in secondise: ojo d’uliveto,
e come terzo: quer di-vino aceto
che fa’ venì la febbre magnarella.
Pagnotta paesana un po’ intostata,
cotta all’antica, co’ la crosta scura,
bagnata fino a che nun s’è ammollata.
In più, per un boccone da signori,
abbasta rifinì la svojatura
co’ basilico, pepe e pommidori.
Da lui ispirata, e devo dire anche un po' dalle verdure di stagione dell'orto, ecco la mia versione ... una poesia di sapori d'estate!
INGREDIENTI: per 2-3 porzioni
5-6 fette di pane di grano duro raffermo
2 pomodori cuore di bue
1 peperone verde dolce
2 coste di sedano piccole e tenere
1/2 cipolla bianca
6-8 foglie di basilico
aceto di vino bianco q.b. (io preferisco l'aceto di mele)
olio extravergine d'oliva q.b.
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Affettate la cipolla sottilmente e mettetela in una ciotola con acqua e ghiaccio per farle perdere il sapore troppo forte.
Lavate tutte le verdure, tagliate i pomodori e il sedano a fettine e il peperone a tocchetti.
Bagnate con poca acqua fresca le fette di pane ... io non amo ammollarle troppo, perché preferisco che assorbano i liquidi e i sapori delle verdure che aggiungo dopo.
Prendete una capiente ciotola e adagiatevi sul fondo 3 fette di pane. Irroratele con olio e spruzzatele con un po' di aceto.
Distribuite sopra il pane la metà delle verdure, metà delle cipolle ben scolate dall'acqua e qualche foglia di basilico spezzettata con le mani. Condite anche lo strato di verdure con un pizzico di sale, pepe a piacere e un filo d'olio.
Ricominciate con un altro strato con le altre fette di pane e distribuite le rimanenti verdure.
Mettete in fresco per qualche ora a far insaporire per bene.
Togliete la panzanella dal frigorifero almeno 30-40 minuti prima di servirla.
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sabato 16 gennaio 2010
Su pane frattau
Il "pane frattau" è un piatto tipico della Sardegna, viene preparato specialmente nella regione della Barbagia e nelle zone centrali dell'isola.
Una leggenda dice che venne inventato come piatto da presentare al re Umberto II di Savoia: due donne per la fretta e per il ritardo, durante una visita del re in Sardegna, cercarono di arrangiarsi con ciò che trovarono per dare forma ad un piatto da porgere al monarca. Corsero a prendere della conserva di pomodoro, due uova nel pollaio, del basilico e della cipolla dall'orto e infine presero del pane dalla credenza. Prepararono in fretta e furia il tutto, disponendo il piatto in maniera frettolosa. Offertolo al sovrano, a quanto narra la leggenda, quest'ultimo gradì particolarmente la pietanza. Il nome "frattau", quindi, deriverebbe dalla parola "fretta" o dalla parola "nel frattempo, frattanto".
Gli ingredienti del pane frattau variano a seconda della zona. I più comuni sono un uovo di gallina (cotto in camicia), del pane carasau (ammorbidito nell'acqua, nel brodo o direttamente dal sugo di pomodoro), della cipolla, del basilico fresco, del sugo di pomodoro e parmigiano o pecorino sardo. In alcune zone di utilizzano erbe aromatiche per l'insaporimento della pietanza, come la cicoria, il rosmarino, il timo o l'origano. [fonte Wikipedia]
INGREDIENTI: per 2 persone
6 fogli di pane carasau (carta da musica)
300 gr di passata di pomodoro
1 spicchio aglio
poca cipolla
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
qualche foglia di basilico fresco
2 uova
brodo di pecora (o comunque di carne)
100 gr di pecorino sardo
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Preparate un sugo di pomodoro facendo scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio intero e poca cipolla tritata. Unite la passata di pomodoro, regolate di sale e lasciate cuocere per 15-20 minuti. Spegnete il sugo e aggiungete qualche foglia di basilico per profumare, spezzandole con le mani.
In una pentola dal fondo largo scaldate il brodo e, appoggiandoli su una schiumarola, immergete uno alla volta i dischi di pane carasau per pochi secondi. Scolateli e metteteli subito sul piatto, coprite ogni disco con qualche cucchiaio di sugo di pomodoro e spolverate con pecorino grattugiato, fino a formare 3 strati.
In un pentolino a parte cuocete le uova in camicia (consiglio di cuocerle una alla volta). Portate a bollore dell'acqua e aggiungete un cucchiaio di aceto. Abbassate la fiamma in modo che l'acqua frema soltanto, con l'aiuto di un cucchiaio mescolate l'acqua in modo che si crei un "vortice" nel quale farete scivolare delicatamente le uova. Con questo metodo riuscirete ad "avvolgere" l'albume dell'uovo bene intorno al tuorlo e si eviterà che le uova si rompano. Fate cuocere per 3 minuti, scolatele con una schiumarola e asciugatele leggermente su carta da cucina prima di metterle al centro del vostro piatto. Servite a piacere con pepe nero macinato.
• for English recipe see here
www.sardopan.it/recipes.htm
Questa ricetta è inclusa nella raccolta di Laura...
Una leggenda dice che venne inventato come piatto da presentare al re Umberto II di Savoia: due donne per la fretta e per il ritardo, durante una visita del re in Sardegna, cercarono di arrangiarsi con ciò che trovarono per dare forma ad un piatto da porgere al monarca. Corsero a prendere della conserva di pomodoro, due uova nel pollaio, del basilico e della cipolla dall'orto e infine presero del pane dalla credenza. Prepararono in fretta e furia il tutto, disponendo il piatto in maniera frettolosa. Offertolo al sovrano, a quanto narra la leggenda, quest'ultimo gradì particolarmente la pietanza. Il nome "frattau", quindi, deriverebbe dalla parola "fretta" o dalla parola "nel frattempo, frattanto".
Gli ingredienti del pane frattau variano a seconda della zona. I più comuni sono un uovo di gallina (cotto in camicia), del pane carasau (ammorbidito nell'acqua, nel brodo o direttamente dal sugo di pomodoro), della cipolla, del basilico fresco, del sugo di pomodoro e parmigiano o pecorino sardo. In alcune zone di utilizzano erbe aromatiche per l'insaporimento della pietanza, come la cicoria, il rosmarino, il timo o l'origano. [fonte Wikipedia]
INGREDIENTI: per 2 persone
6 fogli di pane carasau (carta da musica)
300 gr di passata di pomodoro
1 spicchio aglio
poca cipolla
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
qualche foglia di basilico fresco
2 uova
brodo di pecora (o comunque di carne)
100 gr di pecorino sardo
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Preparate un sugo di pomodoro facendo scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio intero e poca cipolla tritata. Unite la passata di pomodoro, regolate di sale e lasciate cuocere per 15-20 minuti. Spegnete il sugo e aggiungete qualche foglia di basilico per profumare, spezzandole con le mani.
In una pentola dal fondo largo scaldate il brodo e, appoggiandoli su una schiumarola, immergete uno alla volta i dischi di pane carasau per pochi secondi. Scolateli e metteteli subito sul piatto, coprite ogni disco con qualche cucchiaio di sugo di pomodoro e spolverate con pecorino grattugiato, fino a formare 3 strati.
In un pentolino a parte cuocete le uova in camicia (consiglio di cuocerle una alla volta). Portate a bollore dell'acqua e aggiungete un cucchiaio di aceto. Abbassate la fiamma in modo che l'acqua frema soltanto, con l'aiuto di un cucchiaio mescolate l'acqua in modo che si crei un "vortice" nel quale farete scivolare delicatamente le uova. Con questo metodo riuscirete ad "avvolgere" l'albume dell'uovo bene intorno al tuorlo e si eviterà che le uova si rompano. Fate cuocere per 3 minuti, scolatele con una schiumarola e asciugatele leggermente su carta da cucina prima di metterle al centro del vostro piatto. Servite a piacere con pepe nero macinato.
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www.sardopan.it/recipes.htm
Questa ricetta è inclusa nella raccolta di Laura...
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venerdì 13 novembre 2009
Pici, biete e briciole
Mi piace il nome di questo piatto, sembra quasi uno scioglilingua!
E vi assicuro che la lingua si scioglie davvero assaggiando una forchettata di questa fusione di sapori. Un primo di quelli espressi, da preparare con pochi ingredienti semplici, ma che sorprende nel gusto.
Ho trovato tra l'altro al discount questa pasta fresca di produzione toscana, davvero buona. Gli ingredienti in etichetta sono pochi pochi, e si sà che meno ingredienti ci sono sulla confezione, più, solitamente, si alza la qualità di un prodotto.
Insomma il consiglio è che se avete tempo da dedicare alla preparazione dei pici freschi, questa ricetta risulterà sicuramente ancora migliore!
INGREDIENTI: per 2 persone
200 gr di pici freschi
300 gr di biete piccole e tenere
1 spicchio d'aglio
70 gr di mollica di pane toscano raffermo
2 cucchiai di pecorino toscano stagionato grattugiato
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Fate lessare i pici al dente in abbondante acqua salata (10 minuti circa). A due minuti dalla fine della cottura unite le bietole pulite.
In una padella imbiondite lo spicchio d'aglio (intero o tritato) con l'olio. Aggiungete la mollica di pane ridotta in briciole e fatela dorare.
Scolate bene la pasta e versatela nella padella del condimento. Aggiungete il pecorino grattugiato e fate saltare il tutto per un minuto.
E vi assicuro che la lingua si scioglie davvero assaggiando una forchettata di questa fusione di sapori. Un primo di quelli espressi, da preparare con pochi ingredienti semplici, ma che sorprende nel gusto.
Ho trovato tra l'altro al discount questa pasta fresca di produzione toscana, davvero buona. Gli ingredienti in etichetta sono pochi pochi, e si sà che meno ingredienti ci sono sulla confezione, più, solitamente, si alza la qualità di un prodotto.
Insomma il consiglio è che se avete tempo da dedicare alla preparazione dei pici freschi, questa ricetta risulterà sicuramente ancora migliore!
INGREDIENTI: per 2 persone
200 gr di pici freschi
300 gr di biete piccole e tenere
1 spicchio d'aglio
70 gr di mollica di pane toscano raffermo
2 cucchiai di pecorino toscano stagionato grattugiato
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale q.b.
PREPARAZIONE:
Fate lessare i pici al dente in abbondante acqua salata (10 minuti circa). A due minuti dalla fine della cottura unite le bietole pulite.
In una padella imbiondite lo spicchio d'aglio (intero o tritato) con l'olio. Aggiungete la mollica di pane ridotta in briciole e fatela dorare.
Scolate bene la pasta e versatela nella padella del condimento. Aggiungete il pecorino grattugiato e fate saltare il tutto per un minuto.
sabato 31 gennaio 2009
Crostini "strapazzati" ai profumi mediterranei
Vi trovate all'improvviso a dover inventare un antipastino sfizioso con pochi ingredienti a disposizione?
Questi crostini sono velocissimi da fare, servono pochissime cose e li ho trovati ... irresistibilmente profumati!!!
INGREDIENTI: per una dozzina di crostini
2 uova fresche
qualche cucchiaio di salsa di pomodoro
poco latte
una manciata di capperi sott'aceto
origano essiccato
1 baguette (o altro pane per crostini)
olio extravergine q.b.
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliate una baguette a fette alte circa 1 cm e mettetele a tostare in una padella antiaderente con pochissimo olio (deve solo ungere leggermente il fondo della padella).
Rigirate le fette di pane fino a quando sono belle dorate.
Nella stessa padella mettete due cucchiaio di olio e sgusciatevi le uova.
Rompetele subito con un mestolo di legno per non farle rapprendere velocemente e aggiungete pochissimo latte per rendere il composto più morbido.
Unite subito anche la passata di pomodoro e regolate di sale e pepe. Mescolate bene "strapazzando" le vostre uova. Spegnete la fiamma e unite un po' di origano.
Distribuite quindi le uova sulle fettine di pane tostato e disponete su ogni crostino due o tre capperi.
Questi crostini sono velocissimi da fare, servono pochissime cose e li ho trovati ... irresistibilmente profumati!!!
INGREDIENTI: per una dozzina di crostini
2 uova fresche
qualche cucchiaio di salsa di pomodoro
poco latte
una manciata di capperi sott'aceto
origano essiccato
1 baguette (o altro pane per crostini)
olio extravergine q.b.
sale e pepe q.b.
PREPARAZIONE:
Tagliate una baguette a fette alte circa 1 cm e mettetele a tostare in una padella antiaderente con pochissimo olio (deve solo ungere leggermente il fondo della padella).
Rigirate le fette di pane fino a quando sono belle dorate.
Nella stessa padella mettete due cucchiaio di olio e sgusciatevi le uova.
Rompetele subito con un mestolo di legno per non farle rapprendere velocemente e aggiungete pochissimo latte per rendere il composto più morbido.
Unite subito anche la passata di pomodoro e regolate di sale e pepe. Mescolate bene "strapazzando" le vostre uova. Spegnete la fiamma e unite un po' di origano.
Distribuite quindi le uova sulle fettine di pane tostato e disponete su ogni crostino due o tre capperi.
martedì 27 gennaio 2009
Ho fatto i Bretzel !!!
Dopo averli assaggiati a Strasburgo ed aver cercato la ricetta nel web, mi sono finalmente decisa a provare a farli a casa artigianalmente.
Devo dire che se anche il sapore non è proprio lo stesso, sono ugualmente buoni e sfiziosi!!!
Ecco la ricetta che riporto fedelmente da Un tocco di zenzero e che naturalmente ringrazio tantissimo per lo spunto.
INGREDIENTI:
farina 500 g. (250 g. manitoba - 250 g. 0)
lievito di birra fresco 25 g.
sale 1 cucchiaino
zucchero 1 cucchiaino
acqua tiepida 180 ml circa
burro 80 g.
bicarbonato 100 g.
sale di guerande (o grosso) q.b.
PREPARAZIONE:
Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida.
A parte fate fondere il burro..mettete la farina setacciata in una ciotola molto capiente e, fatta la fontana, versate dentro tutti gli ingredienti (escluso il bicarbonato). Impastate per circa 10 minuti.
Fate una palla, ungetela leggermente e lasciate lievitare in una ciotola di terracotta coperta con un panno umido per 2 ore circa.
Riprendete l’impasto e lavoratelo per un paio di minuti, tagliate circa 12 striscie e formate dei cilindretti simili a grissini. Date loro la tipica forma di "cuore" incrociato.
Rimetteteli a lievitare per un’altra ora circa.
Portate 3 litri d’acqua a bollore e aggiungete il bicarbonato poco alla volta... evitando di ustionarvi con l’acqua bollente.
Immergete i panini nell’acqua uno alla volta per circa 30 secondi.
Man mano che li togliete dall’acqua, disponeteli sulla placca del forno ricoperta di carta forno, spennellateli con il tuorlo dell’uovo e prima di infornare cospargeteli di sale grosso.
Cuocete in forno preriscaldato a 220° per 20 minuti.
Sfornare e degustare caldi… anche freddi sono buonissimi!!
> QUI trovate, oltre alla ricetta originale, anche le foto dei vari passaggi.
UN PO' DI STORIA
Il brezel è un tipo di pane molto popolare in Germania e tra le altre popolazioni di lingua tedesca, compreso l'Alto Adige. A seconda delle regioni, viene detto anche laugenbrezel, pretzel, pretzl, breze o brezn. A Monaco di Baviera accompagna tradizionalmente il weisswurst insieme alla senape.
Viene preparato secondo il metodo di panificazione detto laugenbäck. In Germania indica il pane che, prima della cottura, viene immerso per qualche secondo nella soda caustica (tra gli additivi alimentari è identificata dalla sigla E 524). È proprio la soda caustica a dare il sapore e il colore caratteristici al brezel. Ha la forma di un anello con le due estremità annodate.
Gli ingredienti del brezel sono farina di grano tenero, malto, lievito di birra e acqua, oltre alla già citata soda caustica. In alcune regioni viene aggiunto anche lo strutto o utilizzata farina integrale, di farro o di altri cereali. Sulla glassatura di uovo sbattuto viene spolverato del sale grosso oppure dei semi di sesamo.
I fornai esperti eseguono un movimento veloce per dare al brezel in meno di un secondo la sua forma caratteristica. Generalmente ci vogliono anni di esercizio per accorciare i tempi di questo movimento.
Si racconta che sia il cibo da merenda più antico del mondo. Si dice che nei monasteri del sud della Francia e del nord Italia, intorno al 610 i monaci facessero con i resti dell'impasto delle striscioline che ricordavano le braccia di un bambino incrociate a mo' di preghiera. I tre buchi che si formavano, rappresentavano la santa trinità.
I monaci davano i Brezel come premio ai fanciulli che imparavano a memoria versi e preghiere della bibbia. Furono chiamati per tal motivo pretiola, ovvero ricompensa, e poi italianizzati come brachiola. In seguito, grazie ai misteri che riguardano le trasmigrazioni dei cibi, i pretiola attraversarono le Alpi e in Germania divennero conosciuti come Brezel o Pretzel. Prima consumati mezzi crudi, divennero tostati grazie a un fornaio che si addormentò sul posto di lavoro.
Ritratti in un libro di preghiere, si dice che fossero augurio di fortuna, prosperità e completezza spirituale. Divennero anche cibo pasquale, in Germania nel 1450. La leggenda racconta che i brezel arrivarono nel nuovo mondo sul Mayflower; è certo comunque che i brezel arrivarono in America nel 1710, grazie ai tedeschi.
[Da Wikipedia, l'enciclopedia libera - it.wikipedia.org]
Devo dire che se anche il sapore non è proprio lo stesso, sono ugualmente buoni e sfiziosi!!!
Ecco la ricetta che riporto fedelmente da Un tocco di zenzero e che naturalmente ringrazio tantissimo per lo spunto.
INGREDIENTI:
farina 500 g. (250 g. manitoba - 250 g. 0)
lievito di birra fresco 25 g.
sale 1 cucchiaino
zucchero 1 cucchiaino
acqua tiepida 180 ml circa
burro 80 g.
bicarbonato 100 g.
sale di guerande (o grosso) q.b.
PREPARAZIONE:
Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida.
A parte fate fondere il burro..mettete la farina setacciata in una ciotola molto capiente e, fatta la fontana, versate dentro tutti gli ingredienti (escluso il bicarbonato). Impastate per circa 10 minuti.
Fate una palla, ungetela leggermente e lasciate lievitare in una ciotola di terracotta coperta con un panno umido per 2 ore circa.
Riprendete l’impasto e lavoratelo per un paio di minuti, tagliate circa 12 striscie e formate dei cilindretti simili a grissini. Date loro la tipica forma di "cuore" incrociato.
Rimetteteli a lievitare per un’altra ora circa.
Portate 3 litri d’acqua a bollore e aggiungete il bicarbonato poco alla volta... evitando di ustionarvi con l’acqua bollente.
Immergete i panini nell’acqua uno alla volta per circa 30 secondi.
Man mano che li togliete dall’acqua, disponeteli sulla placca del forno ricoperta di carta forno, spennellateli con il tuorlo dell’uovo e prima di infornare cospargeteli di sale grosso.
Cuocete in forno preriscaldato a 220° per 20 minuti.
Sfornare e degustare caldi… anche freddi sono buonissimi!!
> QUI trovate, oltre alla ricetta originale, anche le foto dei vari passaggi.
UN PO' DI STORIA
Il brezel è un tipo di pane molto popolare in Germania e tra le altre popolazioni di lingua tedesca, compreso l'Alto Adige. A seconda delle regioni, viene detto anche laugenbrezel, pretzel, pretzl, breze o brezn. A Monaco di Baviera accompagna tradizionalmente il weisswurst insieme alla senape.
Viene preparato secondo il metodo di panificazione detto laugenbäck. In Germania indica il pane che, prima della cottura, viene immerso per qualche secondo nella soda caustica (tra gli additivi alimentari è identificata dalla sigla E 524). È proprio la soda caustica a dare il sapore e il colore caratteristici al brezel. Ha la forma di un anello con le due estremità annodate.
Gli ingredienti del brezel sono farina di grano tenero, malto, lievito di birra e acqua, oltre alla già citata soda caustica. In alcune regioni viene aggiunto anche lo strutto o utilizzata farina integrale, di farro o di altri cereali. Sulla glassatura di uovo sbattuto viene spolverato del sale grosso oppure dei semi di sesamo.
I fornai esperti eseguono un movimento veloce per dare al brezel in meno di un secondo la sua forma caratteristica. Generalmente ci vogliono anni di esercizio per accorciare i tempi di questo movimento.
Si racconta che sia il cibo da merenda più antico del mondo. Si dice che nei monasteri del sud della Francia e del nord Italia, intorno al 610 i monaci facessero con i resti dell'impasto delle striscioline che ricordavano le braccia di un bambino incrociate a mo' di preghiera. I tre buchi che si formavano, rappresentavano la santa trinità.
I monaci davano i Brezel come premio ai fanciulli che imparavano a memoria versi e preghiere della bibbia. Furono chiamati per tal motivo pretiola, ovvero ricompensa, e poi italianizzati come brachiola. In seguito, grazie ai misteri che riguardano le trasmigrazioni dei cibi, i pretiola attraversarono le Alpi e in Germania divennero conosciuti come Brezel o Pretzel. Prima consumati mezzi crudi, divennero tostati grazie a un fornaio che si addormentò sul posto di lavoro.
Ritratti in un libro di preghiere, si dice che fossero augurio di fortuna, prosperità e completezza spirituale. Divennero anche cibo pasquale, in Germania nel 1450. La leggenda racconta che i brezel arrivarono nel nuovo mondo sul Mayflower; è certo comunque che i brezel arrivarono in America nel 1710, grazie ai tedeschi.
[Da Wikipedia, l'enciclopedia libera - it.wikipedia.org]
martedì 29 aprile 2008
Treccia semi-integrale ai semi di sesamo
Si possono inventare ricette per fare il pane?
Boh io ci ho provato lo stesso!
Risultato?
A me sembrava il miglior pane che abbia mai fatto fino ad ora.

INGREDIENTI:
350 gr di farina di frumento
150 gr di farina integrale
30 gr. di lievito di birra
1/4 di litro circa di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di sale fino
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva spremitura a freddo
1 uovo e dell'olio per spennellare
PREPARAZIONE:
Mettete la farina in una scodella e formate al centro la fontana. Sbriciolate il lievito in una ciotolina, diluitelo in poca acqua cui avrete aggiunto lo zucchero e versatelo nella fontana. Spargete il sale tutt'intorno all'incavo e aggiungete l'acqua restante e l'olio. Impastate bene il tutto su una spianatoia infarinata fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica. Mettetela nella scodella, spennellatela con olio, copritela e lasciatela lievitare in luogo caldo per 25 minuti. Sulla spianatoia infarinata dividete la pasta in 3 parti uguali, raccogliete a palla ogni pezzo e formate quindi dei rotoli di uguale lunghezza. Formate a questo punto la treccia incrociando alternativamente i tre rotoli. Spennellate con uovo sbattuto e spargete i semi di sesamo sulla superficie. Disponete la treccia sulla placca del forno e lasciatela lievitare per altri 20 minuti. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
Boh io ci ho provato lo stesso!
Risultato?
A me sembrava il miglior pane che abbia mai fatto fino ad ora.
INGREDIENTI:
350 gr di farina di frumento
150 gr di farina integrale
30 gr. di lievito di birra
1/4 di litro circa di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di sale fino
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva spremitura a freddo
1 uovo e dell'olio per spennellare
PREPARAZIONE:
Mettete la farina in una scodella e formate al centro la fontana. Sbriciolate il lievito in una ciotolina, diluitelo in poca acqua cui avrete aggiunto lo zucchero e versatelo nella fontana. Spargete il sale tutt'intorno all'incavo e aggiungete l'acqua restante e l'olio. Impastate bene il tutto su una spianatoia infarinata fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica. Mettetela nella scodella, spennellatela con olio, copritela e lasciatela lievitare in luogo caldo per 25 minuti. Sulla spianatoia infarinata dividete la pasta in 3 parti uguali, raccogliete a palla ogni pezzo e formate quindi dei rotoli di uguale lunghezza. Formate a questo punto la treccia incrociando alternativamente i tre rotoli. Spennellate con uovo sbattuto e spargete i semi di sesamo sulla superficie. Disponete la treccia sulla placca del forno e lasciatela lievitare per altri 20 minuti. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
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mercoledì 20 febbraio 2008
Pane ai pinoli ed erbe aromatiche
Ho trovato una ricetta per dei panini alle noci, ma avevo dei pinoli da utilizzare e così l'ho leggermente cambiata.
Il risultato sono questi buonissimi pani, croccanti e profumati alla salvia e rosmarino!
INGREDIENTI:
500 gr farina bianca 00
patata lessa 150 gr
1 cubetto di lievito fresco
150 gr latte tiepido
acqua calda
1 cucchiaino di miele
50 gr di pinoli
salvia e rosmarino (1 cucchiaio)
PREPARAZIONE:
Mescolare la farina con un pizzico di sale e la patata lessata e passata allo schiacciapatate.
Sbriciolare il lievito nel latte tiepido addizionato con 1 cucchiaino di miele ed unire il tutto all’impasto.
Lavorare molto bene la pasta per circa 10 - 15 minuti finchè l’impasto sarà liscio e perfettamente omogeneo.
Far lievitare al caldo per 1 ora e mezza circa.
Riprendere la pasta e sgonfiarla.
Mescolare i pinoli all’impasto insieme alle erbe finemente tritate.
Formare dei panini del peso di circa 30 gr l’uno e porli su una placca rivestita di carta forno.
Rimettere a lievitare per circa 40 minuti e cuocere quindi in forno a 180° per circa 20 minuti.
domenica 9 dicembre 2007
Tortini di patate al burro
Questi sono i tortini che ho servito con la salsa al pane postata qui sotto!

Prendete delle patate di media grandezza, sbucciatele e lavatele.
Tagliatele a fette di circa 1/2 centimetro con una mandolina.
Mettetele a cuocere in acqua non salata (altrimenti si spaccano troppo), finchè diventano tenere ma non troppo molli (circa 7-8 minuti).
Intanto fate sciogliere un po' di burro in una padellino, senza farlo soffriggere.
Usatene un po' per spennellare l'interno di stampini che possano andare in forno (potete usare anche quelli usa e getta di alluminio).
Impanateli con pane grattugiato togliendo quello in eccesso.
Scolate le fette di patata e salatele leggermente.
Distributite le fette di patata all'interno degli stampini, mettendo in ogni strato un po' di burro fuso.
Chiudete con un'ultima fetta di patata e spargete un po' di pangrattato.
Mettete in forno caldo a circa 170° per 10 minuti (non di più altrimenti seccano).
Sformateli su piattini individuali e serviteli caldi con una cucchiaiata di salsa al pane e vino rosso.
Mettete in tavola anche la salsa avanzata in una ciotola a parte, in modo che se qualcuno voglia aggiungerne ancora possa servirsi.
Prendete delle patate di media grandezza, sbucciatele e lavatele.
Tagliatele a fette di circa 1/2 centimetro con una mandolina.
Mettetele a cuocere in acqua non salata (altrimenti si spaccano troppo), finchè diventano tenere ma non troppo molli (circa 7-8 minuti).
Intanto fate sciogliere un po' di burro in una padellino, senza farlo soffriggere.
Usatene un po' per spennellare l'interno di stampini che possano andare in forno (potete usare anche quelli usa e getta di alluminio).
Impanateli con pane grattugiato togliendo quello in eccesso.
Scolate le fette di patata e salatele leggermente.
Distributite le fette di patata all'interno degli stampini, mettendo in ogni strato un po' di burro fuso.
Chiudete con un'ultima fetta di patata e spargete un po' di pangrattato.
Mettete in forno caldo a circa 170° per 10 minuti (non di più altrimenti seccano).
Sformateli su piattini individuali e serviteli caldi con una cucchiaiata di salsa al pane e vino rosso.
Mettete in tavola anche la salsa avanzata in una ciotola a parte, in modo che se qualcuno voglia aggiungerne ancora possa servirsi.
venerdì 7 dicembre 2007
Salsa al pane e vino rosso
Ricetta tratta dal libro di Vincenzo Buonassisi "La Grande Cucina Italiana e le sue Salse".
Vi riporto esattamente la ricetta originale, tra parentesi trovate le mie due uniche varianti.
Questa salsa era molto usata nelle regioni che appartennero un tempo alla Magna Grecia; poi è stata quasi dimenticata, e a volte si fa confusione con una salsa analoga che si trova ancora, qualche volta, in Gran Bretagna. Questa è la variante nostrana.

INGREDIENTI:
160gr. di pane secco
2 o 3 cipolle
3 filetti di acciuga
1 peperoncino rosso (io ho usato 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere)
2 dl. di vino rosso corposo
6 cucchiaiate di olio d'oliva
3 cucchiaiate di burro (io ho usato 1 cucchiaio di panna da cucina)
sale
PREPARAZIONE:
Scaldate l'olio in un tegame, unite la cipolla tritate o affettata sottile, aspettate che questa appassisca senza prendere colore e unite i filetti di acciuga.
Aspettate che questi si disfino e unite il pane sbriciolato, ma dovete adoperare solo la parte interna della mollica, eliminando la crosta.
Proseguite la cottura a fuoco basso, finché non si formi nel tegame un sugo ben amalgamato; a questo punto bagnate, in diverse riprese, con il vino rosso.
Lasciate che questo si consumi in parte e unite il peperoncino a pezzetti.
Proseguite ancora la cottura non dimenticando di aggiustare di sale. Aspettate che si formi un sugo denso e fate un'ultima aggiunta: il burro (o panna).
Ancora un minuto sul fuoco perché tutto leghi e la salsa al pane è pronta.
Secondo la vecchia tradizione questa salsa è molto adatta ad accompagnare pesci oppure ortaggi bolliti o patate lesse; ma potrebbe accompagnarsi benissimo anche a pasta e riso.
L'ho utilizzata per dei tortini di patate al burro... e l'ho provata anche sulle tagliatelle... divina!!!
Vi riporto esattamente la ricetta originale, tra parentesi trovate le mie due uniche varianti.
Questa salsa era molto usata nelle regioni che appartennero un tempo alla Magna Grecia; poi è stata quasi dimenticata, e a volte si fa confusione con una salsa analoga che si trova ancora, qualche volta, in Gran Bretagna. Questa è la variante nostrana.
INGREDIENTI:
160gr. di pane secco
2 o 3 cipolle
3 filetti di acciuga
1 peperoncino rosso (io ho usato 1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere)
2 dl. di vino rosso corposo
6 cucchiaiate di olio d'oliva
3 cucchiaiate di burro (io ho usato 1 cucchiaio di panna da cucina)
sale
PREPARAZIONE:
Scaldate l'olio in un tegame, unite la cipolla tritate o affettata sottile, aspettate che questa appassisca senza prendere colore e unite i filetti di acciuga.
Aspettate che questi si disfino e unite il pane sbriciolato, ma dovete adoperare solo la parte interna della mollica, eliminando la crosta.
Proseguite la cottura a fuoco basso, finché non si formi nel tegame un sugo ben amalgamato; a questo punto bagnate, in diverse riprese, con il vino rosso.
Lasciate che questo si consumi in parte e unite il peperoncino a pezzetti.
Proseguite ancora la cottura non dimenticando di aggiustare di sale. Aspettate che si formi un sugo denso e fate un'ultima aggiunta: il burro (o panna).
Ancora un minuto sul fuoco perché tutto leghi e la salsa al pane è pronta.
Secondo la vecchia tradizione questa salsa è molto adatta ad accompagnare pesci oppure ortaggi bolliti o patate lesse; ma potrebbe accompagnarsi benissimo anche a pasta e riso.
L'ho utilizzata per dei tortini di patate al burro... e l'ho provata anche sulle tagliatelle... divina!!!
lunedì 12 novembre 2007
Filoncini alle 4 farine
Il profumo del pane nel forno... è una delizia indescrivibile!
Sabato pomeriggio ho preparato questi panini prendendo spunto da un libro:
"Il Pane - 100 ricette tradizionali nelle Dolomiti" di Richard Ploner e Christoph Mayr.
La ricetta è leggermente diversa dall'originale (che tra l'altro si chiama "Pane di riso") ma io come al solito l'ho modificata e il nome che ho scelto deriva dagli ingredienti che ho utilizzato.

INGREDIENTI:
170 gr. di farina integrale
130 gr. di farina di riso
150 gr. di farina 00
50 gr. di semola di grano duro
25 gr. di lievito di birra
250 ml. di latte tiepido
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 uovo
40 gr. di burro fuso
PREPARAZIONE:
Mettete la miscela di farine in una ciotola, mescolatele e fate al centro la fontana.
Spargete il sale tutt'intorno all'incavo.
Sbriciolate il lievito e diluitelo nel latte cui avrete aggiunto lo zucchero e versatelo nella fontana.
Aggiungete l'uovo leggermente sbattuto e il burro fuso.
Aggiungete il bicarbonato e impastate bene il tutto fino ad ottenere una pasta di media consistenza, copritela e lasciatela lievitare in luogo caldo per almeno 30 minuti.
Sulla spianatoia infarinata lavorate ancora per poco l'impasto. Suddividetelo in 5 parti uguali, dandogli la forma che desiderate (io ho dato una forma leggermente allungata a filoncino).
Trasferite i filoncini sulla placca da forno ricoperta con carta da forno leggermente inumidita con acqua e ben strizzata.
Spennellateli con poco latte sulla superficie e praticate con un coltello col seghetto, tre tagli in diagonale.
A piacere spolverateli con semi di sesamo o papavero (potete anche non farlo).
Lasciate lievitare l'impasto ancora per 20 minuti e poi cuocete in forno preriscaldato a 200°C per circa 30-40 minuti.
Per essere sicuri che il pane sia cotto, battete con la mano sul fondo: dovrete sentire un suono sordo.
DOPO L'ASSAGGIO:
I panini sono risultati profumati e fragranti. Si sente una piccolissima nota dolce, che credo sia data dall'utilizzo della farina di riso.
Sabato pomeriggio ho preparato questi panini prendendo spunto da un libro:
"Il Pane - 100 ricette tradizionali nelle Dolomiti" di Richard Ploner e Christoph Mayr.
La ricetta è leggermente diversa dall'originale (che tra l'altro si chiama "Pane di riso") ma io come al solito l'ho modificata e il nome che ho scelto deriva dagli ingredienti che ho utilizzato.
INGREDIENTI:
170 gr. di farina integrale
130 gr. di farina di riso
150 gr. di farina 00
50 gr. di semola di grano duro
25 gr. di lievito di birra
250 ml. di latte tiepido
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 uovo
40 gr. di burro fuso
PREPARAZIONE:
Mettete la miscela di farine in una ciotola, mescolatele e fate al centro la fontana.
Spargete il sale tutt'intorno all'incavo.
Sbriciolate il lievito e diluitelo nel latte cui avrete aggiunto lo zucchero e versatelo nella fontana.
Aggiungete l'uovo leggermente sbattuto e il burro fuso.
Aggiungete il bicarbonato e impastate bene il tutto fino ad ottenere una pasta di media consistenza, copritela e lasciatela lievitare in luogo caldo per almeno 30 minuti.
Sulla spianatoia infarinata lavorate ancora per poco l'impasto. Suddividetelo in 5 parti uguali, dandogli la forma che desiderate (io ho dato una forma leggermente allungata a filoncino).
Trasferite i filoncini sulla placca da forno ricoperta con carta da forno leggermente inumidita con acqua e ben strizzata.
Spennellateli con poco latte sulla superficie e praticate con un coltello col seghetto, tre tagli in diagonale.
A piacere spolverateli con semi di sesamo o papavero (potete anche non farlo).
Lasciate lievitare l'impasto ancora per 20 minuti e poi cuocete in forno preriscaldato a 200°C per circa 30-40 minuti.
Per essere sicuri che il pane sia cotto, battete con la mano sul fondo: dovrete sentire un suono sordo.
DOPO L'ASSAGGIO:
I panini sono risultati profumati e fragranti. Si sente una piccolissima nota dolce, che credo sia data dall'utilizzo della farina di riso.
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